Tre anni di sacrifici, passioni ed emozioni, tutti raccolti in 180 minuti, il Catania deve conquistare la salvezza per evitare di disperdere quanto fatto sin qui e che comunque non verrà mai dimenticato.
Un giocatore, da professionista, non può permettersi di contestare i tifosi quando dalle tribune non piovono applausi. Raptus dettati dallo stato di necessità, chiusa la partita, chiuse polemiche, serve reciproca comprensione e sostegno. Ognuno col suo ruolo, da svolgere al meglio.
Da un film che incarna i veri valori sportivi e umani, un appello, un grido, un discorso per cerderci ancora e soffrire. Il gruppo, la voglia, la grinta, requisiti fondamentali, intarsiati nello sport in sè. Un appello ed un video.
180 minuti di speranza. Non affliggersi ma continuare a sperare. Fino alla fine. Si è sempre detto che il Catania deve contare sulle sue forze ed adesso più che mai è quello che conta.
Ci avessero creduto dall’inizio…
Sarebbe stata una partita diversa, migliore nel gioco e nel punteggio. Fa rabbia perdere così, senza essersela giocata, nonostante testa e gambe lo permettessero. Un atteggiamento remissivo, finalizzato a difendere, a non prenderle, a non perdere. E sconfitta fu.
Buon gioco, a non arrivare sono però tiri e gol. Da rivedere Polito e Bergonzi, quest'ultimo nega un rigore nettissimo al Catania ed uno più dubbio su Mascara. Bisogna restare uniti, senza mollare, sostenendo.
Con uno Spinesi ritrovato il Catania porta a casa un punto importante più per il morale che per la classifica. Da evitare le disattenzioni di Polito, serve continuità nei prossimi incontri, i prossimi saranno giorni decisivi.
Punizione eccessiva per il Catania che paga le gravi ingenuità difensive su entrambe le reti dell'Udinese. A nulla vale il temporaneo pareggio di Vargas, che pure avrebbe reso merito agli sforzi di una squadra sempre in partita, che proprio allo scadere sfiora il 2-2.