Treni del gol/2: «No penalità al Catania»: avvocato Figc su calciatori e Lo Monaco

Marco Di Mauro

Il Catania non rischia alcuna penalizzazione in classifica. Non c’è alcuna novità rispetto alle carte originarie dell’inchiesta condotta dalla Procura di Catania. Ma è da questo procedimento che potrebbero venire fuori i nomi di chi avrebbe venduto le sei partite che, secondo l’accusa, sarebbero state combinate per favorire la salvezza del Catania nel torneo di serie B 2014/15. A indicare i tre punti cardine del procedimento denominato Treni del gol/2 è Fabrizio Carbone, uno degli avvocati rapppresentanti della Figc. 

La Federazione, che nel primo filone si è costituita parte civile contro Antonino Pulvirenti – e non anche contro il club – partecipa a questo secondo filone come persona potenzialmente danneggiata dalle condotte degli indagati. Solo successivamente, in base ai dati che seguiranno, deciderà se costituirsi o meno anche in questo caso come parte civile. Di certo c’è che, a meno che non emergano nuovi risvolti, dal filone Treni del gol/2 il Catania non rischia alcuna penalizzazione. Per due ragioni.

«Le penalizzazioni competono alla procura federale e alla giustizia sportiva – chiarisce l’avvocato Carbone -. Che tra l’altro, su questa vicenda si è già espressa lo scorso anno, avendo irrogato come sanzione a carico del Catania la retrocessione e la penalizzazione.  Perciò dovrebbe essere esclusa la possibilità di nuovi punti di penalità in campionato. Nell’ambito penale, in cui si muovono il primo come il secondo filone di Treni del gol, possono essere irrogate solo delle sanzioni di carattere pecuniario alla società».

Treni del gol/2 non è un nuovo procedimento, anzi è quello originario. È proprio da questo infatti che sono state stralciate, in un altro procedimento, le posizioni degli imputati per i quali il tribunale ha già deciso il rinvio a giudizio. Questi ultimi sarebbero tuttavia presenti anche tra gli indagati procedimento Treni del gol/2, che per alcuni intoppi burocratici ha preso il via solo da poco. Il giudice per le indagini preliminari ha nominato mercoledì scorso il perito che dovrà occuparsi dell’incidente probatorio.

«Questo procedimento si incardina sui fatti originari dello scandalo Treni del gol, risalenti al giugno dell’anno scorso. In questo momento, siamo in una fase preliminare, nella quale si stanno facendo delle valutazioni dei fatti – aggiunge il legale – L’incidente probatorio serve proprio a questo. Si estrarranno dai dispositivi informatici delle conversazioni dalle quali il pubblico ministero potrà trarre spunto per calibrare meglio l’ipotesi di reato da contestare ai singoli soggetti. Fermo restando che il procedimento potrebbe portare sia alla richiesta di rinvio a giudizo per i soggetti coinvolti, sia allo stralcio delle loro posizioni, sia infine alla cancellazione dal registro degli indagati».

I soggetti coinvolti sarebbero in tutto 31. Oltre ad Antonino Pulvirenti, Pablo Cosentino, Daniele Delli Carri e tutti gli altri imputati già rinviati a giudizio nell’altro procedimento che fa riferimento all’inchiesta Treni del gol, ci sarebbero, come detto, anche i calciatori. È tra questi che, secondo gli investigatori, potrebbero essere individuati i soggetti che avrebbero venduto le sei partite che il patron Pulvirenti avrebbe tentato di comprare.

«A differenza del primo procedimento – precisa Carbone – in questo sono oggetto di valutazioni anche alcuni calciatori delle squadre coinvolte, che perciò sono stati indagati. Sono coloro i quali, secondo l’ipotesi investigativa, sarebbero coinvolti a titolo diverso nello scandalo del calcioscommesse. Per loro, come per tutti gli altri indagati, non c’è ancora nessuna imputazione in questo procedimento, perciò non viene cristallizzato il motivo per il quale i soggetti sono indagati. C’è solo un’ipotesi di reato».

Tra questi non figura alcun calciatore del Catania. Il solo tesserato del club etneo coinvolto in questo procedimento sarebbe l’amministratore delegato Pietro Lo Monaco, ma le motivazioni del suo coinvolgimento non riguarderebbero le partite che il patron del Catania – secondo l’accusa – avrebbe tentato di combinare. Tra l’altro, la giustizia sportiva, analizzate le carte, a differenza di quanto deciso per le questioni relative al Catania, non ha formulato alcuna richiesta di deferimento a carico dell’ex dirigente del Messina. Il quale, già all’epoca della contestazione, si è professato estraneo ai fatti contestatigli.

«Non risulta un coinvolgimento del sig. Lo Monaco nelle vicende relative al Calcio Catania – puntualizza il legale nominato dalla Figc – Si tratterebbe di fatti risalenti alla sua gestione a Messina, ma allo stato sono solamente ipotesi investigative degli inquirenti».