Cucci: «Massimino amava il suo Catania. Ed è rimasto nel cuore dei tifosi»

Redazione

Massimino, amato e odiato

Lei ha avuto l’opportunità di conoscere molto bene Angelo Massimino. Ci parli un po’ del suo carattere. Perché è stato un presidente tanto amato?

«Di Angelo sono stato amico. Ci siamo conosciuti ai tempi in cui veniva al “Gallia” a Milano per il calciomercato. Siamo intorno agli anni ’60. Era stimato perché era una persona per bene. Gli snob lo prendevano in giro perché non era raffinato, non si dava delle arie. Il popolo catanese ha subito apprezzato la sua semplicità, la sua bonarietà. Nel tempo gli sono state attribuite varie battute, anche non sue. Ad esempio, non ha mai affermato di “volere amalgama”. Anzi, parlando con me, molto ironicamente, mi disse: “Io che conosco tanti giocatori di Serie D, di Serie C e così via, è possibile che non ho mai sentito parlare di amalgama?”.