Storie di Tar e ingiustizie: «Se il ladro fugge, lascialo andare»

Marco Di Mauro

Delegittimata la riforma

Si tratta dell’ennesimo smacco che il Catania subisce, sia dal punto di vista economico che dal punto di vista sportivo. E racconta di come i club siano trattati in maniera non adeguata e probabilmente nemmeno rispettosa tanto dalla Federazione che dalla Giustizia. Che certe volte appaiono un tutt’uno. Insomma sia dal punto di vista della forma che della sostanza, la terza sezione del TAR del Lazio non ci fa una grande figura e non fa fare una grande figura all’intero sistema giuridico italiano. Tra l’altro delegittima anche la bontà teorica della riforma del Governo, che convogliando al TAR del Lazio tutti i ricorsi relativi ai ripescaggi pensava di risolvere la questione. Durante questa estate tante volte il Catania si è sentito rispondere, da un giudice, di essersi rivolto al giudice sbagliato. I fatti, se confermati, dicono che anche Giorgetti si è rivolto alla sezione sbagliata del Tar, o al tribunale sbagliato. Perché neanche adesso si riesce ad avere la percezione di una giustizia che sia giusta e resta l’impressione che per quanti milioni garantiscano allo stato, i club di calcio non siano tutelati giuridicamente. E che anzi, la giustizia sportiva sia una specie di ruota della fortuna, che a seconda degli ingranaggi che la oliano o di chi è deputato a oliarli, dia un esito piuttosto che un altro. E che solo saltuariamente renda più o meno giustizia a chi ha ragione.