Poi molti si chiedono:”Come
mai le squadre falliscono da un giorno
all’altro?” tanto per
cominciare si potrebbe indagare sulla
Co.vi.soc. ….
Ed è proprio nei casi limite,
quando la sconfitta è prossima,
che la Figc ostenta la sua faccia
benevola.
Come sappiamo sono in corso delle
indagini per accertare la salute delle
squadre di calcio di A e di B, stranamente
proprio in seguito al blitz della
guardia di finanza in Figc e nelle
sedi dei club di A e di B, la stessa
Federcalcio ha deciso, d’accordo
con la lega, di proporre una legge,
Lodo- Petrucci, che abroghi la retrocessione
d’ufficio per le squadre in
bancarotta, e che preveda l’affidamento
della dirigenza di queste ad un commissario.
Questo provvedimento è davvero
machiavellico, i vertici del calcio
hanno più volte dichiarato
che una proposta di tal genere nasca
per tutelare i tifosi; ed è
forse proprio per la motivazione addotta
che suscita molte diffidenze.
Il Lodo- Petrucci è stato da
poco tempo modificato, portando l’entità
della retrocessione alla categoria
inferiore rispetto alla quale milita
la squadra fallita.
A nostro modo di vedere questa legge
mostra nuovamente il lato da “diva”
della Figc che da sfoggio di sé,
davanti alla stampa, affermando di
voler salvare le società in
crisi, ma che in verità spente
le telecamere nasconde un progetto
di salvaguardia ben definito, ed è
proprio quello volto al personale
prestigio.
Capite bene che senza squadre di calibro
la Federcalcio perderebbe non solo
di potere ma anche di influenza nell’UEFA
(Federcalcio Europea), per cui le
squadre di categoria sono state invogliate
a rimpinguare le loro rose con fuoriclasse
costosissimi, non solo per migliorare
la spettacolarità del calcio
italiano, quanto perché da
un maggior successo del calcio italiano
nel mondo trae origine l’importanza
della federazione italiana.
Partendo da qui possiamo cominciare
a parlare di plusvalenze.
Le plusvalenze non nascono come un
male ma lo sono diventate in tempi
molto brevi.
Le plusvalenze sono in linguaggio
tecnico ” L’utile positivo
dato dalla differenza tra il prezzo
d’acquisto e quello di vendita”,
come possano queste essere d’aiuto
al calcio italiano è presto
detto.
Le plusvalenze come detto nascono
come opportunità offerta alle
squadre di migliorare i propri organici,
col subdolo fine di dar più
prestigio alla federazione, queste
vanno di pari passo col decreto spalma
debiti o Salva- calcio, ovvero un
decreto che permette alle squadre
di “spalmare” in dieci
anni i costi derivanti dall’acquisto
di un giocatore.
Facciamo un esempio, se il Parma compra
Crespo a 5 milioni e lo rivende a
57, avrà una plusvalenza di
52 milioni, questa cifra sarà
aggiunta al bilancio annuale alla
voce “oneri straordinari”
contribuendo ad aumentare l’ammontare
delle entrate.
Mente la Lazio, che compra Crespo
a 57 miliardi non deve aggiungere
questa cifra nel bilancio annuale,
che verrebbe notevolmente colpito,
ma in quello dell’anno successivo,
avendo inoltre la possibilità
di ammortizzare il costo del giocatore,
grazie al decreto Spalma- debiti,
in ben dieci anni.
Come visto la plusvalenza è
uno stratagemma ingegnoso, magari
un po’ macchinoso ma fino a
poco tempo fa lecito.
Infatti a questa panacea è
stato dato un forte scossone sia dall’Ue,
che ha giudicato incostituzionale
il decreto spalma- debiti, sia dalla
Guardia di finanza che già
da tempo ha avviato delle indagini
su plusvalenze fittizie.
Sono proprio queste plusvalenze che
hanno aggravato ancora di più
le condizioni di questo acciaccato
calcio.
A riguardo appropriato fu l’esempio
recato dal professor Vittorio Uckmar,
ex capo della Co.vi.soc. e uno dei
primi dirigenti ad aver denunciato
pesantemente l’assenza di regole
all’interno del mondo del calcio:
«Quando si vendono due gatti
siamesi da mezzo miliardo per un pechinese
da un miliardo, evidentemente ci sono
delle false indicazioni», aveva
detto meno di due anni fa il fiscalista
italiano commentando i trucchi per
abbellire i bilanci.
“Fatto sta che le plusvalenze
sono diventate l’espediente
più usato dai club del calcio
per gonfiare le cifre e far quadrare
conti che continuano ad essere comunque
in rosso: si tratta infatti di plusvalenze
sì, ma virtuali. Lo stratagemma
consiste nello scambio di giocatori
tra diverse società, il cui
valore viene aumentato arbitrariamente,
per iscrivere così plusvalenze
maggiorate. O anche nell’acquistare
un calciatore che viene poi dato in
prestito a chi lo ha ceduto. Il gioco
viene fatto soprattutto in scambi
tra seconde linee: così capita
che giocatori pressoché sconosciuti
o rimasti sempre in panchina come
Marco Bonura, passato dal Milan all’Inter,
sono stati iscritti a bilancio per
4 milioni di euro. Cifre record anche
negli scambi: come quello che portò
Comazzi dal Milan alla Lazio per Domizzi,
valutati dieci miliardi di vecchie
lire ciascuno, senza aver mai giocato
una gara nella massima serie. La plusvalenza,
insomma, di per sé non è
operazione negativa: si tratta solo
dell’utile derivante dalla vendita
di un giocatore ad un prezzo più
alto dell’acquisto.”
Un giocatore viene quindi valutato
più del reale, e viene prestato
ad una squadra, così che i
proventi del suo prestito possano
risanare le entrate.
A volte, di anno in anno il giocatore
cambia squadra cosicché le
uscite derivanti dal suo acquisto,
ritardate di un anno, vengano colmate
dalle immediate entrate della sua
vendita.
Ecco di seguito l'elenco delle società
di Serie A e il loro indebitamento:
SOCIETA' PERDITA IN MLN Lazio 121,9
Roma 104,7 Parma 77 Milan 29,5 Bologna
18 Lecce 18 Inter 17,4 Brescia 10
Udinese 9 Sampdoria 8 Siena 8 Modena
2 Perugia 2 Reggina - Chievo - Ancona
- Juventus +2 Empoli +9 (ANSA)
Avendo intrapreso il discorso plusvalenze
non possiamo adesso glissare sull’’argomento
fideiussioni.
Durante questa lunga estate caldissima,
lo scottante caso Catania ha messo
in luce un caso ancora più
bollente, il caso fideiussioni.
Le fideiussioni sono delle garanzie
bancarie con le quali una società
di calcio che non ha una certa liquidità
disponibile copre i costi di iscrizione
al campionato.
Ma questa estate si scoprì
che alcune di queste società,
dopo essere state ammonite dalla Federcalcio,
ma più precisamente dalla Co.vi.soc.,
l’ente deputato a controllare
i bilanci delle società, si
erano rivolte ad una finanziaria,
a detta dei dirigenti delle società
sotto indicazione degli stessi funzionari
Co.vi.soc., che aveva rilasciato false
garanzie, poiché il capitale
di tale finanziaria non poteva in
alcun modo coprire l’iscrizione
al campionato, addirittura si scoprì
in seguito che le firme sulle fideiussioni
appartenevano all’ex amministratrice
della società, ma esse erano
fasulle poiché l’agenzia
in questione aveva cambiando amministratore
già da diverso tempo, stiamo
parlando della Sbc di Civitanova Marche;
le squadre coinvolte in questo giro
sono: Roma, Napoli, Cosenza e Spal.
Così titolava Calcio Napoli
news agli albori del caso, quando
la GdF non aveva ancora aperto le
indagini:
<< Fideiussioni: Regolare la
posizione del Napoli
La Co.vi.soc. conferma la piena regolarità
sulle garanzie fornite dal Napoli,
la società accusa:"attacchi
strumentali"
03 Agosto 2003 -- Ancora una volta
polemiche e dubbi coinvolgono la società
partenopea dopo la pubblicazione sul
Corriere della sera di un articolo
che formulava dubbi sulla reale consistenza
finanziaria della Sbc, e quindi sulle
garanzie presentate dal Napoli. La
società, il cui capitale sociale
è di 500.000 euro,ha sede a
Civitanova Marche ed ha reso possibile,
attraverso le proprie fideiussioni
non solo l'iscrizione della squadra
azzurra ma anche di Roma e Spal.
In risposta alle accuse è
subito intervenuta la Co.vi.soc. che
nella persona del professor Pescatore,
presidente dell'ente, ha così
dichiarato "Dai riscontri svolti
secondo quanto nei poteri della Commissione
la situazione della Sbc risulta regolare".
In particolare la Co.vi.soc. aveva
chiesto informazioni alla Banca d'Italia,
ricevendo come risposta che la Sbc
è regolarmente iscritta all'elenco
107 depositato presso l'Istituto centrale:
si tratta di un gruppo di società
autorizzate a operazioni del genere,
le quali inoltre, ove non sussistessero
requisiti sufficienti a garantire
le fideiussioni, hanno la facoltà
di riassicurarsi presso società
di dimensioni finanziarie più
estese, ovvero quelle iscritte all'elenco
106.
Ulteriori controlli erano stati presi
d'iniziativa della Co.vi.soc. attraverso
controlli e contatti con la società
marchigiana via internet. Anche questi
avevano dato riscontro positivo. >>
Dopo le indagini e la conferma che
queste fideiussioni erano fasulle
cominciò il balletto dello
scaricabarile e delle mezze verità,
tra le quali però si intravedeva
un oscuro progetto della Figc, che
prese forma con alcune dichiarazioni
del d.s. della Roma Baldini:
<< 08 ago 2003 Calcio, iscrizioni;
ds Roma: estorsione nei nostri confronti
:
Sono termini forti quelli che il d.s.
della Roma, Franco Baldini, usa nella
conferenza stampa convocata a Trigoria
per far luce sulla vicenda delle fideiussioni
utilizzata da alcune squadre (tra
cui anche quella giallorossa) per
l'iscrizione al campionato. "La
Roma - ha detto Baldini - è
stata costretta a seguire le indicazioni
della Co.vi.soc. Ci hanno messo con
le spalle al muro. Presenteremo in
giornata una denuncia. Si può
configurare ai danni della Roma il
reato di estorsione". (Spr) >>.
Da libero:
<< Ma chi, allora, è
il vero colpevole? La Sbc di Franco
Jommi, indicata dalla COVISOC come
società atta a dare le fideiussioni
necessarie per pareggiare i bilanci,
nega di aver mai dato i soldi ai club.
Non solo Jommi cade dalle nuvole,
ma anche l'ex amministratore delegato
Cynthia Ruia, non ne sa nulla. Eppure
sulle carte c'e' il suo nome, la sua
firma. Falsificata. Come tutto il
resto.[…] I colpevoli sono altri,
da cercare altrove. Le società
e i loro presidenti non c'entrano;
per una volta, sono semplici vittime
del malaffare altrui.
Le parole di Baldini sono state chiare:
la COVISOC ha condotto la Roma (e
le altre) verso la Sbc, una società
dalle fideiussioni fantasma.
Le parole di Baldini non hanno ricevuto
finora una risposta plausibile. I
controllori dovevano essere controllati.
L'eterna battaglia tra guardie e ladri
continua, senza capire chi sia la
guardia e chi il ladro>>.
Che la Co.vi.soc. abbia voluto seppellire
alcune società, questo non
è dato saperlo per certo, ma
di sicuro troviamo solo l’incompetenza
di un ramo della Figc che continua
a danneggiare le squadre più
che a controllarle, ricordiamo nel
1993 fu proprio la Co.vi.soc. a tentare
di radiare il Catania e che una società,
la Sbc Spa, dotata di un capitale
sociale di 500mila euro avrebbe dato
8,2 mln di euro alla Roma, garantiti
attraverso due proprietà immobiliari,
e 7,2 mln di euro al Napoli.
Altro dato di fatto è che a
queste società è stata
concessa una deroga per presentare
nuovi crediti bancari(il Cosenza era
stato retrocesso già), giustizia
o organizzazione?
Miliardi, ecco di cosa si nutre il
calcio moderno, non sono più
i gol a farlo splenderle, adesso sono
i soldi a renderlo bello, a prescindere
dal gioco; ormai tutto è assoggettato
al business, ai guadagni a Murdoc,
a Sky.
Sky, è riuscita ad avere il
monopolio della ritrasmissione del
calcio italiano, sono ormai lontani
i tempi in cui non esistevano anticipi,
tutte le partite si giocavano immancabilmente
la domenica pomeriggio ed il calcio
aveva il suo giorno di gloria dedicato
solo alle sue partite.
Ma come ogni cosa che raggiunge il
suo apice positivo tende a peggiorare
così fu col calcio, prima Tele
+, poi D+, poi Strem, adesso Sky,
il passatempo più bello degli
italiani è caduto via via in
mani sempre meno degne, le partite
sono state scaglionate lungo tutto
il corso del week-end così
da permettere una visione minima di
4 partite, 2 il sabato, 2 la domenica
(pomeriggio e sera) per settimana,
il calcio domenicale s’è
inchinato sempre di più ai
miliardi delle multinazionali televisive
che dovevano rimpinzare il pubblico
a casa di calcio, calcio ed ancora
calcio, non importava più che
calcio era, l’importante era
che quella sfera solcasse i prati
verdi di uno stadio.
Tempi di recupero minimi, impegni
europei, di campionato e di coppa
hanno spossato un calcio già
in affanno di per sé, per sostenere
questi martellanti impegni il calcio
s’è venduto alla necessità
e all’interesse, doping, passaporti
falsi, turn over, partite di coppa
Italia giocate con 9/11 come riserve…..
E perché mai secondo voi quest’anno
il campionato e di B e di e A sono
cominciati pur non essendoci le condizioni
per iniziare?
Come vi ricorderete, ormai da due
anni le prime partite del campionato
slittano inesorabilmente, l’anno
scorso, visto che le società
non avevano trovato un accordo con
le piattaforme (D+ e Strem), non solo
i club non avrebbero avuto introiti,
ma neanche la Federcalcio, perciò
quando la situazione andava sempre
di più verso un vicolo cieco
si creò dal nulla una via alternativa
che permise l’inizio del campionato
di A, via che non si sarebbe mai creata
qualora la Figc non avesse avuto interesse
nell’affare, ma soprattutto
via che non ci sarebbe stato motivo
d’aprire se il calcio fosse
stato quello pulito di un tempo, e
non quello costretto ai guadagni.
Quest’anno si è verificato
il caso opposto, in serie B ed A le
squadre più importanti avevano
già un contratto con Sky, qualora
le partite in casa di queste squadre
fossero saltate, la Federcalcio se
la sarebbe vista davvero brutta, così,
anche se alcune squadre non avevano
ancora firmato il contratto Tv, il
campionato partì lo stesso;
la scorciatoia questa volta prese
il nome di Gioco Calcio, una fantomatica
piattaforma gestita dalla Lega che
aveva come unico reale compito quello
di zittire i presidenti della squadre
senza diritti di ritrasmissione; come
prevedibile Gioco calcio si scoprì
essere solo una rete cuscinetto nell’attesa
che Sky potesse concludere ancor più
comodamente gli accordi Tv con le
squadre che, senza contratto, si erano
affidate a Gioco calcio, il quale
per inciso non ha mai pagato un euro
a questi club.
Il cuore del calcio ha cessato di
battere quando alla vita ed al dolore
si è anteposto il businnes,
quando L’UEFA, non ha fermato
il carrozzone per la Finale dell’allora
“Coppa dei campioni” Juventus
- Liverpool: <<La sera
del 29 Maggio 1985 non resterà
nota per la partita che si disputò,
ma per l'assurda morte di 39 persone.
Il settore Z dello Stadio Heysel destinato
agli juventini era a stretto contatto
con la tifoseria inglese. Gli inglesi
ubriachi, approfittando dell'assoluta
e colpevole mancanza delle forze dell'ordine
caricarono i supporters bianconeri
che per difendersi si ammassarono
contro il parapetto di tale settore.
Un cedimento strutturale fece precipitare
nel vuoto molti di questi e in 39
purtroppo persero la vita>>.
Nel dopo gara Platini rilasciava queste
dichiarazioni:” L'atmosfera
era irreale, la partita no. La partita
era vera.”
Il calcio è scomparso quando
l’UEFA ha marciato sulla memoria
di Marc Vivien Foè, 28 anni,
nazionale del Camerun, morto nel campo
dello stadio Gerland di Lione nel
corso della semi-finale della Confederation
Cup: Camerun - Colombia (1-0)
, neanche quella volta le televisioni
hanno spento i riflettori, anzi, li
hanno puntati fissi sugli occhi in
lacrime dei giocatori, in ricordo
dell’amico prima che del compagno
o dell’avversario, col solo
intento di alzare l’audience;
in quell’occasione la Fifa non
solo fece giocare la seconda semi-finale
Turchia - Francia (2-3), ma
Blatter ribadì subito: «Domenica
ci sarà anche la finale»,
l’unica concessione fu quella
di far disputare ai giocatori del
Camerun la finale( 2 giorni dopo la
morte del loro compagno) con una divisa
bianca col nome di Foè, il
suo giorno di nascita e la data del
giorno prima.
Il mondo, insieme al calcio ha pianto
l’11 settembre, data in cui
sono morte 3.000 persone, il mondo
sconvolto dal terrorismo piangeva
le vittime americane, una guerra stava
scoppiando, ma queste non furono motivazioni
sufficienti per rimandare l’impegno
di Champions League Roma - Real
Madrid, giocata con la morte nel cuore
e la mente ad un futuro incerto;
tutti questi episodi per arrivare
sino ad oggi, l’11 Settembre
europeo, 200 vittime in Spagna ad
opera del terrorismo, islamico o Eta
o forse entrambi, lacrime di dolore,
rabbia, abbandono, una nazione ed
insieme a lei tutta l’Europa
affronta la più grave strage
dai bombardamenti della seconda guerra
mondiale ad oggi, ma in una Spagna
colpita dentro il cuore della capitale,
Madrid, l’UEFA decide che non
ci sono valide ragioni per rimandare
Villareal - Roma, non ci sono
valide ragioni per onorare i morti
in un silenzio più lungo di
40 secondi.
Su che principi etici si basa questo
calcio? Quello che dovrebbe essere
un evento di aggregazione, di divertimento
di passione, è diventato un’azienda
a scopo di lucro, che specula sui
sentimenti del tifoso, dell’ultras
ma anche della gente comune; questo
non è il nostro calcio, ricordatevi
che il calcio siamo noi, non si può
ridurre il calcio al “football”,
non possiamo sminuire il calcio riducendolo
ad uno sport, il calcio, per chi lo
vive, non è uno sport, ha in
sé qualcosa di mistico che
ti fa abbracciare uno sconosciuto
per un gol, ti fa trepidare, da’
gioia e dolore, può cambiare
una giornata con un gesto che chiamiamo
gol; Fuori il calcio dai Palazzi,
il calcio è solo in campo,
No al calcio dei potenti, il calcio
è un’emozione libera
e dev’essere concessa a tutti,
il calcio è nostro, andiamo
allo stadio a riappropriarci del calcio.
©Marco
Di Mauro-www.mondocatania.com |