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Gli speciali di MondoCatania.com
IL CUORE DEL CALCIO
vedi la prima parte dell'articolo
Riassunto prima parte
Magheggi della Federcalcio, inibizioni ai “rivoltosi”, giacchette nere, diffide, alleanze e vendette sottobanco(diffide, mutualità ecc..), ed è solo il bordo di un burrone che conduce fino all’inferno….
 
Il cuore del Calcio- seconda parte

Poi molti si chiedono:”Come mai le squadre falliscono da un giorno all’altro?” tanto per cominciare si potrebbe indagare sulla Co.vi.soc. ….

Ed è proprio nei casi limite, quando la sconfitta è prossima, che la Figc ostenta la sua faccia benevola.
Come sappiamo sono in corso delle indagini per accertare la salute delle squadre di calcio di A e di B, stranamente proprio in seguito al blitz della guardia di finanza in Figc e nelle sedi dei club di A e di B, la stessa Federcalcio ha deciso, d’accordo con la lega, di proporre una legge, Lodo- Petrucci, che abroghi la retrocessione d’ufficio per le squadre in bancarotta, e che preveda l’affidamento della dirigenza di queste ad un commissario.
Questo provvedimento è davvero machiavellico, i vertici del calcio hanno più volte dichiarato che una proposta di tal genere nasca per tutelare i tifosi; ed è forse proprio per la motivazione addotta che suscita molte diffidenze.
Il Lodo- Petrucci è stato da poco tempo modificato, portando l’entità della retrocessione alla categoria inferiore rispetto alla quale milita la squadra fallita.
A nostro modo di vedere questa legge mostra nuovamente il lato da “diva” della Figc che da sfoggio di sé, davanti alla stampa, affermando di voler salvare le società in crisi, ma che in verità spente le telecamere nasconde un progetto di salvaguardia ben definito, ed è proprio quello volto al personale prestigio.
Capite bene che senza squadre di calibro la Federcalcio perderebbe non solo di potere ma anche di influenza nell’UEFA (Federcalcio Europea), per cui le squadre di categoria sono state invogliate a rimpinguare le loro rose con fuoriclasse costosissimi, non solo per migliorare la spettacolarità del calcio italiano, quanto perché da un maggior successo del calcio italiano nel mondo trae origine l’importanza della federazione italiana.
Partendo da qui possiamo cominciare a parlare di plusvalenze.
Le plusvalenze non nascono come un male ma lo sono diventate in tempi molto brevi.
Le plusvalenze sono in linguaggio tecnico ” L’utile positivo dato dalla differenza tra il prezzo d’acquisto e quello di vendita”, come possano queste essere d’aiuto al calcio italiano è presto detto.
Le plusvalenze come detto nascono come opportunità offerta alle squadre di migliorare i propri organici, col subdolo fine di dar più prestigio alla federazione, queste vanno di pari passo col decreto spalma debiti o Salva- calcio, ovvero un decreto che permette alle squadre di “spalmare” in dieci anni i costi derivanti dall’acquisto di un giocatore.
Facciamo un esempio, se il Parma compra Crespo a 5 milioni e lo rivende a 57, avrà una plusvalenza di 52 milioni, questa cifra sarà aggiunta al bilancio annuale alla voce “oneri straordinari” contribuendo ad aumentare l’ammontare delle entrate.
Mente la Lazio, che compra Crespo a 57 miliardi non deve aggiungere questa cifra nel bilancio annuale, che verrebbe notevolmente colpito, ma in quello dell’anno successivo, avendo inoltre la possibilità di ammortizzare il costo del giocatore, grazie al decreto Spalma- debiti, in ben dieci anni.
Come visto la plusvalenza è uno stratagemma ingegnoso, magari un po’ macchinoso ma fino a poco tempo fa lecito.
Infatti a questa panacea è stato dato un forte scossone sia dall’Ue, che ha giudicato incostituzionale il decreto spalma- debiti, sia dalla Guardia di finanza che già da tempo ha avviato delle indagini su plusvalenze fittizie.
Sono proprio queste plusvalenze che hanno aggravato ancora di più le condizioni di questo acciaccato calcio.
A riguardo appropriato fu l’esempio recato dal professor Vittorio Uckmar, ex capo della Co.vi.soc. e uno dei primi dirigenti ad aver denunciato pesantemente l’assenza di regole all’interno del mondo del calcio: «Quando si vendono due gatti siamesi da mezzo miliardo per un pechinese da un miliardo, evidentemente ci sono delle false indicazioni», aveva detto meno di due anni fa il fiscalista italiano commentando i trucchi per abbellire i bilanci.
“Fatto sta che le plusvalenze sono diventate l’espediente più usato dai club del calcio per gonfiare le cifre e far quadrare conti che continuano ad essere comunque in rosso: si tratta infatti di plusvalenze sì, ma virtuali. Lo stratagemma consiste nello scambio di giocatori tra diverse società, il cui valore viene aumentato arbitrariamente, per iscrivere così plusvalenze maggiorate. O anche nell’acquistare un calciatore che viene poi dato in prestito a chi lo ha ceduto. Il gioco viene fatto soprattutto in scambi tra seconde linee: così capita che giocatori pressoché sconosciuti o rimasti sempre in panchina come Marco Bonura, passato dal Milan all’Inter, sono stati iscritti a bilancio per 4 milioni di euro. Cifre record anche negli scambi: come quello che portò Comazzi dal Milan alla Lazio per Domizzi, valutati dieci miliardi di vecchie lire ciascuno, senza aver mai giocato una gara nella massima serie. La plusvalenza, insomma, di per sé non è operazione negativa: si tratta solo dell’utile derivante dalla vendita di un giocatore ad un prezzo più alto dell’acquisto.”
Un giocatore viene quindi valutato più del reale, e viene prestato ad una squadra, così che i proventi del suo prestito possano risanare le entrate.
A volte, di anno in anno il giocatore cambia squadra cosicché le uscite derivanti dal suo acquisto, ritardate di un anno, vengano colmate dalle immediate entrate della sua vendita.

Ecco di seguito l'elenco delle società di Serie A e il loro indebitamento: SOCIETA' PERDITA IN MLN Lazio 121,9 Roma 104,7 Parma 77 Milan 29,5 Bologna 18 Lecce 18 Inter 17,4 Brescia 10 Udinese 9 Sampdoria 8 Siena 8 Modena 2 Perugia 2 Reggina - Chievo - Ancona - Juventus +2 Empoli +9 (ANSA)

Avendo intrapreso il discorso plusvalenze non possiamo adesso glissare sull’’argomento fideiussioni.
Durante questa lunga estate caldissima, lo scottante caso Catania ha messo in luce un caso ancora più bollente, il caso fideiussioni.
Le fideiussioni sono delle garanzie bancarie con le quali una società di calcio che non ha una certa liquidità disponibile copre i costi di iscrizione al campionato.
Ma questa estate si scoprì che alcune di queste società, dopo essere state ammonite dalla Federcalcio, ma più precisamente dalla Co.vi.soc., l’ente deputato a controllare i bilanci delle società, si erano rivolte ad una finanziaria, a detta dei dirigenti delle società sotto indicazione degli stessi funzionari Co.vi.soc., che aveva rilasciato false garanzie, poiché il capitale di tale finanziaria non poteva in alcun modo coprire l’iscrizione al campionato, addirittura si scoprì in seguito che le firme sulle fideiussioni appartenevano all’ex amministratrice della società, ma esse erano fasulle poiché l’agenzia in questione aveva cambiando amministratore già da diverso tempo, stiamo parlando della Sbc di Civitanova Marche; le squadre coinvolte in questo giro sono: Roma, Napoli, Cosenza e Spal.

Così titolava Calcio Napoli news agli albori del caso, quando la GdF non aveva ancora aperto le indagini:
<< Fideiussioni: Regolare la posizione del Napoli
La Co.vi.soc. conferma la piena regolarità sulle garanzie fornite dal Napoli, la società accusa:"attacchi strumentali"


03 Agosto 2003 -- Ancora una volta polemiche e dubbi coinvolgono la società partenopea dopo la pubblicazione sul Corriere della sera di un articolo che formulava dubbi sulla reale consistenza finanziaria della Sbc, e quindi sulle garanzie presentate dal Napoli. La società, il cui capitale sociale è di 500.000 euro,ha sede a Civitanova Marche ed ha reso possibile, attraverso le proprie fideiussioni non solo l'iscrizione della squadra azzurra ma anche di Roma e Spal.

In risposta alle accuse è subito intervenuta la Co.vi.soc. che nella persona del professor Pescatore, presidente dell'ente, ha così dichiarato "Dai riscontri svolti secondo quanto nei poteri della Commissione la situazione della Sbc risulta regolare". In particolare la Co.vi.soc. aveva chiesto informazioni alla Banca d'Italia, ricevendo come risposta che la Sbc è regolarmente iscritta all'elenco 107 depositato presso l'Istituto centrale: si tratta di un gruppo di società autorizzate a operazioni del genere, le quali inoltre, ove non sussistessero requisiti sufficienti a garantire le fideiussioni, hanno la facoltà di riassicurarsi presso società di dimensioni finanziarie più estese, ovvero quelle iscritte all'elenco 106.
Ulteriori controlli erano stati presi d'iniziativa della Co.vi.soc. attraverso controlli e contatti con la società marchigiana via internet. Anche questi avevano dato riscontro positivo. >>


Dopo le indagini e la conferma che queste fideiussioni erano fasulle cominciò il balletto dello scaricabarile e delle mezze verità, tra le quali però si intravedeva un oscuro progetto della Figc, che prese forma con alcune dichiarazioni del d.s. della Roma Baldini:

<< 08 ago 2003 Calcio, iscrizioni; ds Roma: estorsione nei nostri confronti :
Sono termini forti quelli che il d.s. della Roma, Franco Baldini, usa nella conferenza stampa convocata a Trigoria per far luce sulla vicenda delle fideiussioni utilizzata da alcune squadre (tra cui anche quella giallorossa) per l'iscrizione al campionato. "La Roma - ha detto Baldini - è stata costretta a seguire le indicazioni della Co.vi.soc. Ci hanno messo con le spalle al muro. Presenteremo in giornata una denuncia. Si può configurare ai danni della Roma il reato di estorsione". (Spr) >>.

Da libero:
<< Ma chi, allora, è il vero colpevole? La Sbc di Franco Jommi, indicata dalla COVISOC come società atta a dare le fideiussioni necessarie per pareggiare i bilanci, nega di aver mai dato i soldi ai club. Non solo Jommi cade dalle nuvole, ma anche l'ex amministratore delegato Cynthia Ruia, non ne sa nulla. Eppure sulle carte c'e' il suo nome, la sua firma. Falsificata. Come tutto il resto.[…] I colpevoli sono altri, da cercare altrove. Le società e i loro presidenti non c'entrano; per una volta, sono semplici vittime del malaffare altrui.
Le parole di Baldini sono state chiare: la COVISOC ha condotto la Roma (e le altre) verso la Sbc, una società dalle fideiussioni fantasma.
Le parole di Baldini non hanno ricevuto finora una risposta plausibile. I controllori dovevano essere controllati.
L'eterna battaglia tra guardie e ladri continua, senza capire chi sia la guardia e chi il ladro>>.

Che la Co.vi.soc. abbia voluto seppellire alcune società, questo non è dato saperlo per certo, ma di sicuro troviamo solo l’incompetenza di un ramo della Figc che continua a danneggiare le squadre più che a controllarle, ricordiamo nel 1993 fu proprio la Co.vi.soc. a tentare di radiare il Catania e che una società, la Sbc Spa, dotata di un capitale sociale di 500mila euro avrebbe dato 8,2 mln di euro alla Roma, garantiti attraverso due proprietà immobiliari, e 7,2 mln di euro al Napoli.
Altro dato di fatto è che a queste società è stata concessa una deroga per presentare nuovi crediti bancari(il Cosenza era stato retrocesso già), giustizia o organizzazione?

Miliardi, ecco di cosa si nutre il calcio moderno, non sono più i gol a farlo splenderle, adesso sono i soldi a renderlo bello, a prescindere dal gioco; ormai tutto è assoggettato al business, ai guadagni a Murdoc, a Sky.
Sky, è riuscita ad avere il monopolio della ritrasmissione del calcio italiano, sono ormai lontani i tempi in cui non esistevano anticipi, tutte le partite si giocavano immancabilmente la domenica pomeriggio ed il calcio aveva il suo giorno di gloria dedicato solo alle sue partite.
Ma come ogni cosa che raggiunge il suo apice positivo tende a peggiorare così fu col calcio, prima Tele +, poi D+, poi Strem, adesso Sky, il passatempo più bello degli italiani è caduto via via in mani sempre meno degne, le partite sono state scaglionate lungo tutto il corso del week-end così da permettere una visione minima di 4 partite, 2 il sabato, 2 la domenica (pomeriggio e sera) per settimana, il calcio domenicale s’è inchinato sempre di più ai miliardi delle multinazionali televisive che dovevano rimpinzare il pubblico a casa di calcio, calcio ed ancora calcio, non importava più che calcio era, l’importante era che quella sfera solcasse i prati verdi di uno stadio.
Tempi di recupero minimi, impegni europei, di campionato e di coppa hanno spossato un calcio già in affanno di per sé, per sostenere questi martellanti impegni il calcio s’è venduto alla necessità e all’interesse, doping, passaporti falsi, turn over, partite di coppa Italia giocate con 9/11 come riserve…..
E perché mai secondo voi quest’anno il campionato e di B e di e A sono cominciati pur non essendoci le condizioni per iniziare?
Come vi ricorderete, ormai da due anni le prime partite del campionato slittano inesorabilmente, l’anno scorso, visto che le società non avevano trovato un accordo con le piattaforme (D+ e Strem), non solo i club non avrebbero avuto introiti, ma neanche la Federcalcio, perciò quando la situazione andava sempre di più verso un vicolo cieco si creò dal nulla una via alternativa che permise l’inizio del campionato di A, via che non si sarebbe mai creata qualora la Figc non avesse avuto interesse nell’affare, ma soprattutto via che non ci sarebbe stato motivo d’aprire se il calcio fosse stato quello pulito di un tempo, e non quello costretto ai guadagni.
Quest’anno si è verificato il caso opposto, in serie B ed A le squadre più importanti avevano già un contratto con Sky, qualora le partite in casa di queste squadre fossero saltate, la Federcalcio se la sarebbe vista davvero brutta, così, anche se alcune squadre non avevano ancora firmato il contratto Tv, il campionato partì lo stesso; la scorciatoia questa volta prese il nome di Gioco Calcio, una fantomatica piattaforma gestita dalla Lega che aveva come unico reale compito quello di zittire i presidenti della squadre senza diritti di ritrasmissione; come prevedibile Gioco calcio si scoprì essere solo una rete cuscinetto nell’attesa che Sky potesse concludere ancor più comodamente gli accordi Tv con le squadre che, senza contratto, si erano affidate a Gioco calcio, il quale per inciso non ha mai pagato un euro a questi club.

Il cuore del calcio ha cessato di battere quando alla vita ed al dolore si è anteposto il businnes, quando L’UEFA, non ha fermato il carrozzone per la Finale dell’allora “Coppa dei campioni” Juventus - Liverpool: <<La sera del 29 Maggio 1985 non resterà nota per la partita che si disputò, ma per l'assurda morte di 39 persone. Il settore Z dello Stadio Heysel destinato agli juventini era a stretto contatto con la tifoseria inglese. Gli inglesi ubriachi, approfittando dell'assoluta e colpevole mancanza delle forze dell'ordine caricarono i supporters bianconeri che per difendersi si ammassarono contro il parapetto di tale settore. Un cedimento strutturale fece precipitare nel vuoto molti di questi e in 39 purtroppo persero la vita>>.
Nel dopo gara Platini rilasciava queste dichiarazioni:” L'atmosfera era irreale, la partita no. La partita era vera.”

Il calcio è scomparso quando l’UEFA ha marciato sulla memoria di Marc Vivien Foè, 28 anni, nazionale del Camerun, morto nel campo dello stadio Gerland di Lione nel corso della semi-finale della Confederation Cup: Camerun - Colombia (1-0) , neanche quella volta le televisioni hanno spento i riflettori, anzi, li hanno puntati fissi sugli occhi in lacrime dei giocatori, in ricordo dell’amico prima che del compagno o dell’avversario, col solo intento di alzare l’audience; in quell’occasione la Fifa non solo fece giocare la seconda semi-finale Turchia - Francia (2-3), ma Blatter ribadì subito: «Domenica ci sarà anche la finale», l’unica concessione fu quella di far disputare ai giocatori del Camerun la finale( 2 giorni dopo la morte del loro compagno) con una divisa bianca col nome di Foè, il suo giorno di nascita e la data del giorno prima.

Il mondo, insieme al calcio ha pianto l’11 settembre, data in cui sono morte 3.000 persone, il mondo sconvolto dal terrorismo piangeva le vittime americane, una guerra stava scoppiando, ma queste non furono motivazioni sufficienti per rimandare l’impegno di Champions League Roma - Real Madrid, giocata con la morte nel cuore e la mente ad un futuro incerto;

tutti questi episodi per arrivare sino ad oggi, l’11 Settembre europeo, 200 vittime in Spagna ad opera del terrorismo, islamico o Eta o forse entrambi, lacrime di dolore, rabbia, abbandono, una nazione ed insieme a lei tutta l’Europa affronta la più grave strage dai bombardamenti della seconda guerra mondiale ad oggi, ma in una Spagna colpita dentro il cuore della capitale, Madrid, l’UEFA decide che non ci sono valide ragioni per rimandare Villareal - Roma, non ci sono valide ragioni per onorare i morti in un silenzio più lungo di 40 secondi.


Su che principi etici si basa questo calcio? Quello che dovrebbe essere un evento di aggregazione, di divertimento di passione, è diventato un’azienda a scopo di lucro, che specula sui sentimenti del tifoso, dell’ultras ma anche della gente comune; questo non è il nostro calcio, ricordatevi che il calcio siamo noi, non si può ridurre il calcio al “football”, non possiamo sminuire il calcio riducendolo ad uno sport, il calcio, per chi lo vive, non è uno sport, ha in sé qualcosa di mistico che ti fa abbracciare uno sconosciuto per un gol, ti fa trepidare, da’ gioia e dolore, può cambiare una giornata con un gesto che chiamiamo gol; Fuori il calcio dai Palazzi, il calcio è solo in campo, No al calcio dei potenti, il calcio è un’emozione libera e dev’essere concessa a tutti, il calcio è nostro, andiamo allo stadio a riappropriarci del calcio.

©Marco Di Mauro-www.mondocatania.com

 
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