di Angelo D. Giuffrida
La TAR…novela
Nuova sentenza del TAR. Si attendono ulteriori sviluppi.
Il deposito dell’istanza presso la camera di conciliazione
ed arbitrato per lo sport è l’ennesima tappa della telenovela
iniziata in relazione ai tragici fatti dei quali siamo tutti a conoscenza.
La battaglia legale contro i quadri della Federcalcio prosegue quindi
e promette, come in tutte le diatribe di questo tipo, importanti e sorprendenti
sviluppi a breve. Di oggi è la decisione del TAR di Catania
di annullare la squalifica del Massimino e di cancellare gli articoli
dell'ordinamento sportivo inerenti la responsabilità oggettiva.
Sono noti i termini della questione: da una parte i rappresentanti
degli abbonati legittimamente protesi alla difesa dei propri diritti,
dall’altra la Federcalcio che ha rispolverato, come da previsione,
la solita storia del conflitto di interessi tra giustizia sportiva e amministrativa.
Per il momento, e nell’attesa della reazione della
Federcalcio alla sentenza odierna, ad essere penalizzati in termini sportivi
sono coloro che si sono visti privati del legittimo diritto ad assistere
ad uno spettacolo del quale avevano pagato, non senza rilevanti sacrifici
economici, interamente il costo. Il problema non risiede evidentemente
sulla portata di una squalifica che trova la sua giustificazione in un
atto di una sconcertante gravità. La riflessione porta piuttosto
sull’atteggiamento, che appare dichiaratamente persecutorio, nei
confronti di chi non ha nulla a che fare con quegli atti inquietanti.
Inutile dilungarci su problematiche delle quali tanto si è discusso
e si continuerà a discutere e in relazione alle quali migliori
e più efficaci misure di prevenzione dovranno essere realizzate.
La questione sollevata dai ricorrenti riguarda piuttosto la legittima
tutela di chi ha acquisito dei diritti e se li è visti
immediatamente cancellare con un colpo di spugna. Tra l’altro una
sentenza di un tribunale della Repubblica ha dato ragione agli stessi
ricorrenti testimoniando della legittimità del ricorso stesso
E’ evidente che la speranza dei ricorrenti è
anche quella di tutto il popolo rossazzurro, formato dalla stragrande
maggioranza di sani sostenitori e che considera come un torto spropositato
la mega squalifica inflitta alla compagine etnea. I recenti fatti di cronaca
tra l’altro, del quale il giudice sportivo sembra non essersi accorto,
non fanno che riproporre la sensazione di una giustizia che abbia volutamente
immolato al suo altare la sua vittima sacrificale.
Sarebbe inoltre opportuno chiedersi se le misure previste
possano realmente rappresentare un deterrente efficace all’annoso
problema della violenza dentro ( ma soprattutto fuori) gli stadi e se
esiste una reale volontà dei quadri federali di collaborare con
gli organi preposti al fine di trovare possibili soluzioni ai problemi
che assillano il calcio. A tal proposito come non ricordare talune dichiarazioni,
a dir poco discutibili, di alti responsabili del governo del calcio all’indomani
della tragedia del Massimino?
L’inchiesta in corso riguardante presunte combines non fa che confermare
che il mondo del calcio è ormai da tempo caratterizzato da un malaffare
dilagante e difficilmente arginabile.
Non ci resta in ogni caso che seguire gli sviluppi della
vicenda nella speranza che ci si avvii ad una conclusione ponderata che
prenda in considerazione tutti gli aspetti della questione oggetto di
controversia. |