Punto prezioso. Insperato forse.
Sunto di una gara per certi versi strana, atipica ma che deve essere commentata dal punto di vista tecnico e tattico. In sostanza su ciò che si è visto in campo.
L’avvio è agghiacciante, il Milan passa subito. Grave errore di Sardo in disimpegno, palla a Kaka che da a Seedorf. Nessun problema ad insaccare in rete dal limite, un siluro la conclusione del giocatore olandese.
Si pensa al peggio, contemporaneamente arrivano dagli altri campi i goal di Siena e Torino, capaci oggi di battere rispettivamente Empoli e Roma, squadre senza alcuna motivazione.
La rabbia entra nei cuori dei tifosi così come in quella di Marino, Pulvirenti e giocatori. Baiocco è il più estroverso in tal senso, chiedere a Kaka per conferma.
Catania che prova e riesce a reagire, partita ricca di occasioni nella prima frazione. Prima Spinesi non riesce a girare in rete un buon pallone ricevuto, poi Sardo effettua un pericolosissimo tiro che nelle intenzioni doveva essere un cross. E ancora Cesar di testa a fil di palo con Dida battuto e per finire Vargas sfiora la traversa da posizione impossibile. Trattasi di punizione.
In mezzo vi stanno i “miracoli” di Pantanelli, autore oggi di una prestazione straordinaria. Conferma di un portiere alterno, fondamentale per se stessi o per gli avversari, in base alla giornata. Necessiterebbe più continuità.
Milan chiaramente, seppur con i titolari, non convinto mancante della cattiveria necessaria. Nessun intento rossonero di regalare il match, il pensiero però va lì, ad Atene. Tanto possesso palla (circa 65%, ndr) ma poca voglia, nel secondo tempo, di chiudere la gara. Inzaghi tuttavia ci prova due volte, in entrambe le occasioni fa goal, in fuorigioco però.
Fallito il 2-0, il Catania ha l’occasione che Spinesi non sbaglia, realizzando il suo diciassettesimo goal con sicura dedica alla figlia Giada, nata in settimana. Bello il diagonale imparabile per Dida, buono l’assist alquanto poco cercato di Mascara. Esultanza difficile da contenere in panchina e tribuna, emblematica la frase del presidente. Di liberazione ma impossibile riproporla.
Le squadre sembrano accontentarsi, dalle sostituzioni Marino fa capire di non voler rischiare. Forse poteva essere fatto, il punticino odierno è fondamentale, non poteva essere buttato.
Finale con Caserta protagonista. Suo il tiro che Dida devia in angolo con uno strepitoso intervento. Dall’azione successiva grande mischia in area, niente da fare. La conclusione è 1-1.
Discorso salvezza ancora aperto, la gara contro la Sampdoria potrebbe essere l’occasione da tempo cercata per togliersi da una situazione non del tutto tranquilla.
Nota di merito al pubblico etneo, finalmente tornato negli spalti durante le partite “casalinghe”. Dopo Genova si andrà a giocare contro il Chievo, la sede del match sarà più vicina. Importante esserci, per festeggiare. Con tutti gli scongiuri del caso.