Non si era mai vinto a Torino. Nemmeno ieri.
Ma il punto che portiamo a casa dalla città della Mole è prezioso, sudato, gustato. Un punto che ha il valore morale di una vittoria…
Sì, perché un pareggio sofferto e ben giocato come quello di ieri, vale di più di un pareggio “soffiato” come quello di Siena, se non in meriti di classifica, almeno in quelli psicologici.
Una partita in cui è venuta fuori l’impronta “Baldiniana” di questo Catania, la firma del tecnico toscano in calce ad una squadra che mai come quest’anno ha “assorbito” il proprio allenatore: e non solo a livello tecnico…
Una squadra camaleontica, che pratica il calcio totale, come l’Olanda di Cruyff del ’74…
I ruoli non sono dogmi, ma punti di riferimento, il difensore può essere attaccante, l’attaccante difensore.
Il gioco ne ricava, la manovra del Catania sta pian piano trovando la sua armonia e a tratti anche la spettacolarità. Una squadra che muta, spontaneamente, a seconda delle circostanze… Mascara fa la copertura e riparte( anche terzino per 20 minuti, ndr), Baiocco è a tutto campo, attacca, difende, dribbla, va a raddoppiare sull’uomo; si vede Colucci, che da mezzala sinistra, a conclusione di un azione, si ritrova ala destra per crossare, Sabato che si assiduamente svolge il suo compito, fascia destra, fascia sinistra, ovunque si trovi…
Maestro Baldini ha inciso la sua sinfonia; calcio totale, conseguenza della sua filosofia del “tutti per uno, uno per tutti”, tatticamente così come umanamente, nessun “santone” intoccabile, ma una sola parola d’ordine: “sacrificio” del singolo per il collettivo.
Baldini, uomo di carattere, pacato ma sanguigno, tranquillo ma bramoso di vittoria; gli impulsi agonistici gli hanno fatto male, e ha pagato.. Il suo Catania è anche un po’ così…prima Baiocco, poi Tedesco, ieri Vargas; Spinesi che le manda a dire all’arbitro esplicitamente, rischiando il peggio.
Sì, calorosi, caldi… Ma gli eccessi non sono mai una cosa positiva. Nè fuori dallo stadio, e neanche sul campo.
Baldini, lo sa, le conseguenze le ha scontate sulla sua pelle.. Ecco il rimprovero a Vargas. Juan, non si fa così, hai sbagliato, devi correggerti.
Il tuo mister lo ha fatto,da vero uomo, dopo essere stato più che sgridato e sbattuto in tutte le prime pagine. Errare humanum est, perseverare diabolicum.
La sgridata al Loco, è sintomo che il caro Silvio vuole trasmettere anche questo alla squadra.
“Non importa se si sbaglia – disse in un allenamento - conta la voglia di continuare per far bene” di saper ricominciare, prendendo coscienza degli errori commessi, la voglia di rialzarsi dopo essere caduti, la voglia di ritrovare violentemente la luce, quando si è immersi nel buio…. “Non importa se si sbaglia – disse in un allenamento - conta la voglia di continuare per far bene”
Il Catania ha fatto questo ieri. Dalla bruciante sconfitta con l’Atalanta, ad un pareggio soddisfacente, per gioco, per grinta, per cuore…
Questo è la nostra squadra, una squadra Made in Baldini…