Organico ampio o rosa corta?
Domanda alla quale è difficile rispondere, valutabile su un piano più soggettivo che altro. Un quesito che oltre i tifosi divide pure chi sta sopra: mister, dirigenti e presidenti la pensano in modo diverso; c’è chi preferisce l’abbondanza, vedi Baldini, c’è invece chi preferisce utilizzare un undici titolare inamovibile, l’esperienza Marino insegna.
Quel che interessa è il Catania, la gestione di un organico che, dopo i disagi della scorsa stagione, è tornato più sano e compatto di prima. Ragazzi e mister lavorano bene e insieme, rispettando e condividendo i pareri altrui per remare in un’unica direzione: il bene del Catania. Qualunque sia l’obiettivo, senza mai guardare la classifica e senza mai essere rivali.
Anzi no, avversari lo si è ed è questa l’arma vincente di Baldini. Ci si gioca il posto domenica dopo domenica, partita dopo partita, allenamento dopo allenamento, sempre in competizione in campo ma amici fuori dal terreno di gioco, a partire dallo spogliatoio.
Gioca chi sta in forma, chi il mister reputa si sia impegnato di più. Nessuno ci resta male, tutti sanno che il giudizio non è basato su pregiudizi ma è oggettivo, nonostante gli errori possano essere poi commessi nello schierare la formazione la domenica.
E’ da considerare che in tutto questo c’è però chi, in questo avvio di stagione, ha giocato per vari motivi meno degli altri.
Il pensiero va immediatamente a Giuseppe Colucci, reduce da un infortunio che lo ha tenuto ai box dalla scorsa stagione per calpestare nuovamente i campi quest’anno, seppur in maniera frammentaria. Ragazzo simpatico e pieno di allegria, Colucci ha ricevuto il 40,35% dei voti alla domanda “quali giocatori, oggi panchinari, faresti entrare nell’undici titolare?” proposta nel sondaggio in home page.
Spazio che a piccoli passi il numero 9 rossazzurro sta conquistando, in virtù di una condizione fisica migliore giorno dopo giorno, vicina, come da lui stesso ammesso, al 100%. Più che sulla sua presenza si dovrà scommettere d’ora in avanti sul ruolo che occuperà: Baldini non lo vede nel tridente offensivo, preferisce inserirlo in un centrocampo completato da Edusei e Baiocco, talvolta facendolo giocare in una posizione mai vista prima, davanti alla difesa, alla Pirlo.
Secondo posto, abbastanza curioso, va a Llama. Giocatore tutto da scoprire, condizionato da diversi problemi, fin dal suo approdo a Catania: prima il lungo periodo di assenza per il disbrigo pratiche relativo al passaporto comunitario, poi un infortunio che lo costringe ad alti e bassi, senza mai essere pronto per scendere in campo la domenica.
Scontato l’ultimo gradino del podio per Takayouki Morimoto. Facile capire il largo consenso: Spinesi segna poco, delude a volte nei movimenti e talvolta sembra accusare stanchezza (ha giocato tutte le partite per 90’, ndr). Un modo per farlo sbloccare definitivamente ma che ha suscitato nei tifosi la voglia di novità, di ignoto, di un campioncino giapponese da utilizzare al meglio e da titolare per capire la sua reazione dal primo minuto di gioco. Idea al momento non condivisa dal mister, sempre pronto ad inserirlo a gara cominciata, quando velocità ed imprevedibilità possono diventare l’arma vincente, letale per gli avversari. Paradossalmente il suo ruolo appare dunque di grande importanza, il “jolly” rossazzurro.
Stesso discorso non può essere fatto per colui che guadagna, con appena lo 0,5% delle preferenze, l’ultima posizione: Andrea Sottil. La solidità del reparto difensivo e l’acquisto di Terlizzi lo hanno inevitabilmente messo da parte, e, in quelle occasioni nelle quali è stato chiamato in causa, non ha saputo rispondere alla grande, complice sicuramente un fisico da gran lottatore che ha bisogno di minuti sopra minuti per entrare in forma, senza considera la non ormai tenera età.
Voti e valutazioni individuali a parte, il Catania diventa, giorno dopo giorno, sempre più macchina perfetta in tutte le sue componenti, ancora una volta cinque, nuovamente quelle individuate da Lo Monaco non appena arrivato nella città etnea.