Guardalo a Baldini, guardalo come si sta stropicciando gli occhi, il suo Catania fa fuori il Palermo così, in un sol boccone, estasiando anche i palati più fini della platea calcistica. Certe giocate sembrano mettere dubbi anche ai più esperti, fino ad arrivare a chiedersi se quel bellissimo giocattolo che sta strapazzando la corazzata rosanero è il Catania. Catania tanto sottovalutato alla vigilia di questo campionato, etichettato come squadra materasso, Catania tanto denigrato per una notte di pura follia di dieci mesi fa, accusato di avere al seguito teppisti, delinquenti, non tifosi.
Adesso è là, che incanta ed il suo nocchiere si gode in pieno lo spettacolo. Guardala la difesa, guardala come riesce ad arginare le flebili offensive rosanero. C’è Stovini, una sicurezza, c’è Terlizzi, una garanzia, le corsie laterali sembrano binari di una stazione con due pendolini come Sardo e Vargas sempre in arrivo e partenza. Brienza ci tenta, Amauri ci prova, Jankovic fa presenza, non c’è niente da fare: di qui oggi non si passa.
Guardalo il centrocampo, guardalo come sovrasta per novanta minuti gli avversari, c’è un Edusei monumentale, insormontabile che salta, aggredisce, imposta e fa ripartire; c’è un Baiocco che sembra un leone in gabbia pronto ad esplodere al fischio finale, lo tartassano, lui corre che è un piacere; c’è un Colucci imprendibile, che qualcuno che indossava la maglietta rosanero sognerà per diverse notti, allarga le maglie avversarie con un’intelligenza tattica fuori dal comune, da botte e le prende duramente, ma il ragazzo di Foggia è questo, tutto cuore e anima.
Guardalo l’attacco, guardalo quel trio delle meraviglie, Mascara è onnipresente, corre a tutto campo, Spinesi si batte per una partita intera e segna, Martinez delizia ogni singolo spettatore che si trovi ad assistere a quest’incontro. Ci sono triangolazioni, sovrapposizioni e tagli all’interno provati e riprovati durante la settimana.
Guardalo il “BrazilCatania”, guardalo come diverte e fa ammattire i difensori palermitani, bersaglia il povero Fontana rischiando di rendere il passivo molto più largo.
Guardalo questo Catania...guardalo a Peppe che sovrasta ed insacca…guardalo a Davide che ruggisce…guardalo a Jorge che incanta con le sue giocate…guardalo a Gionatha che non sta nella pelle dalla gioia…guardalo a Ciro che si veste da libero e spazza via il pallone…guardali quei bambini che sventolano i palloncini…
…guardalo questo Catania…
…e ammiralo…
…perché è tuo…
…è mio…
…è nostro…