Può starci. La sconfitta in trasferta contro i secondi della classe può starci. Fa male però la poca voglia espressa in campo di portare via qualche punto nel ricordo dello scorso anno. Niente coltello fra i denti, contro chi i coltelli li usa da infame.
Va bene cosi, può starci, dopo due belle gare, subire una sconfitta ricaricando le batterie per riprendere ad esprimersi al meglio tra due giorni, ad Udine, lì dove si è lasciata l’ultima vittoria esterna in campionato, nove mesi fa.
Torna la coppa Italia, subito, appena archiviata la pratica Milan ecco, imminenti, i quarti di finale. Il Friuli, il mercoledì, alle quindici poi, sarà quasi sicuramente semivuoto, vantaggio da sfruttare, l’assenza del dodicesimo uomo per i padroni di casa e l’abitudine, maturata malvolentieri, a giocare in campi semideserti dovranno essere dei punti di forza per gli uomini di Baldini.
Ad Udine si dovrà scendere in campo soprattutto con la voglia di dimostrare che essere arrivati a giocarsi i quarti di finale è solo merito nostro.
Le dichiarazioni di Ancelotti di mercoledì scorso dovranno essere le motivazioni migliori per poter scendere in campo.
Deviare l’impotenza dei suoi alla voglia di evitare impegni poco ambiziosi, svalutare i meriti rossazzurri, non è certo stato un gesto onorevole, né da professionista, anche perché tutte le grandi sono lì ed hanno fatto di tutto per esserci, Juventus e Roma su tutte, anche perché in campo sono scesi campioni e pluricampioni del mondo, con l’intenzione di recuperare, non primavera come spavaldamente tentato nella gara d’andata.
Dimostrare che ciò che si è ottenuto è tutto merito di una squadra, un gruppo di professionisti, ragazzi umili che meritano rispetto in ciò che ottengono.
Per Baldini non sarà facile scegliere l’undici titolare visto il fittissimo calendario e le imminenti sfide salvezza contro Parma e Genoa. Gestire gli uomini, dosare le forze e cercare di andare avanti, per diventare grandi bisogna adattarsi a questi ritmi, una volta tanto oltre gambe e pallone bisognerà spingere il cuore, perchè solo volendo si può ottenere.
Sappiamo che, comunque andrà, Marino applaudirà noi, noi applaudiremo Marino. Rispetto reciproco per chi vive di una professione, e chi di una passione. Forza Catania.