[...]Verrebbe da chiedersi come mai, con De Marco, è sempre la stessa storia. Una maledizione che sfida le leggi del caso addentrandosi sul terreno del “legittimo sospetto”.
Otto ammoniti, quattro per parte, e due espulsi. Un tabellino del genere farebbe presagire, a chiunque non avesse seguito passo dopo passo (espulsione dopo espulsione) l’esito della partita, uno scontro in “campo aperto” con risse, baruffe e tentati omicidi reiterati nei 90 minuti. Nulla di tutto questo, semplicemente De Marco, più che arbitro, sicario.
Tant’è. Archiviato il capitolo “pupo nero”, passiamo a lavare i panni sporchi in famiglia. De Marco severo, senza dubbio, ma Biso ingenuo, troppo, nell’arco di un quarto d’ora due ammonizioni, di regolamento, e severa, la prima (calcia via il pallone proprio quando l'arbitro fischia il fallo), seconda ineccepibile, severa quanto inutile, trattenuta su Reginaldo, come inutile sperare nella “grazia” dell’arbitro, Livorno – Catania e Vicenza – Catania insegnano, peccato nell’undici rossazzurro non ci fossero superstiti di quelle due gare.
Sardo sin dal primo minuto, mossa inaspettata quando tutti vedevano un centrocampo con Colucci dietro le due punte, l’effetto sorpresa fa guadagnare al Catania il pallino del gioco, i viola attendono senza riuscire a proporre efficacemente verso gli avanti, Mutu e Toni, che girano a vuoto. Dieci minuti, prese le misure sono i padroni di casa ad iniziare l’arrembaggio alla porta etnea, molto pressing e qualche palla di troppo sbagliata dagli uomini di Marino, soffrire in trasferta, a Firenze, ci sta tutto, ed il Catania dà comunque l’impressione di impattare bene il gioco di Prandelli, per quanto volitivo e redivivo da un Mutu sempre più in partita, questo il grande errore del primo tempo, lasciare che l’esterno viola prendesse troppa confidenza con i movimenti difensivi del Catania, nella seconda metà di gioco diventerà imprendibile.
La partita “ammicca” alla Fiorentina, ma “l’uno due” che porta al vantaggio non è frutto di uno scambio stretto in area, né tantomeno il vantaggio si conta sulle cifre del tabellone: un giallo, un altro giallo, uguale rosso per Biso, viola in superiorità numerica dal 35° del primo tempo. Il giocatore nemmeno protesta.
Perso Biso le geometrie di Marino si incrinano pesantemente, la squadra pensa a difendersi, in avanti resta il solo Spinesi, chiuderà il match con un solo tiro in porta, ma di palloni giocabili, dalle sue parti, ne arrivano davvero pochi. Sull’unica occasione, Frey, fuori dai pali, è più fortunato che pronto. Il primo tempo si chiude con i gigliati in area rossazzurra, un minuto di recupero poi un respiro, più che un sospiro, dopo una lunga apnea.
Marino corre ai ripari, ma il cambio è non poco enigmatico, esce Falsini entra Vargas, sostituzione indotta forse dai fastidi al piede occorsi al terzino sinistro in settimana, causa pestone. Prandelli rivoluziona la squadra, Jorgensen per Reginaldo, assente, ma la sostituzione più “acuta” è Montolivo per Blasi, ammonito, nervoso e sotto l’occhio dell’arbitro, la superiorità numerica è in salvo.
Nulla da fare, la Fiorentina passa dopo appena 7 minuti, azione insistita, Pantanelli è bravo a respingere su Mutu ma quando Jorgensen prende il rimpallo ed appoggia vicino al palo può solo essere uno a zero e palla al centro. Padroni di casa in vantaggio ma Catania prepotentemente in avanti, strano per una squadra che ad avviso degli “illustri” commentatori di Sky “carente di personalità”, sarà che per certuni una partita 10 contro 11 è uno spettacolo, per altri è solo “squilibrata”. I rossazzurri riprendono a far circolare bene il pallone, alzano il baricentro e provano a sfondare in profondità servendo ora Corona, ora Spinesi, viola fin troppo appagati dal minimo vantaggio.
Nulla da perdere, a Marino non costa nulla crederci, mette dentro Del Core e tira fuori Sardo, buono nelle intenzioni meno nell’economia generale della squadra, ma in inferiorità numerica un esterno ha libertà “condizionata”. Manca Biso e si sente. Carenze in fase di impostazione, Baiocco prova a portar palla, ma il “guizzo” non arriva e non potrebbe arrivare se non su calcio piazzato, non arriva, nemmeno da lì. Corona prova qualche azione solitaria, bene, bravo, attorno a lui poco movimento, palla fuori o rimpallata dalla difesa. Rossazzurri vivaci ma poco pungenti.
E se la bilancia tende a riequilibrarsi, ecco un altro pesantissimo cartellino, rosso, diretto, per Stovini, entrata in scivolata su Montolivo, il difensore ritrae persino la gamba, il giovane centrocampista viola emula le capriole dei maestri circensi, De Marco si fa irretire come un bambino davanti ai trucchi del pagliaccio, sequela di eventi, ed è rosso. Sia chiaro, il fallo c’è, ma l’intenzione di far male no, e come giustificare l’espulsione?... ... ... ... De... De Marco.
Nove contro undici, “la Fiorentina gioca un gran calcio” per i microfoni di Sky, figuriamoci, se in 10 contro undici era uno spettacolo, figuriamoci in 9 contro 11, questione di coerenza. Per altri, la partita è solo molto più squilibrata di prima. A Toni riesce il gol mancato ai mondiali contro gli Usa, tiro da poco dentro l’area di rigore, palla sotto la traversa, schiacciata a terra, rimbalzo e rete, è il 34° ma la partita è già finita. Arriva l’espulsione di Stovini. Il 3-0 lo firma Dainelli, buco difensivo su cross dal fondo, Minelli entrerà dopo 5 minuti per Corona, e tap-in ravvicinato. Triplice fischio finale, Marino guarda l’arbitro, la faccia schifata dice più delle parole.
Catania che perde al Franchi, tre punti in meno verso quota zero per i viola, sempre oltre la decina quelli di distacco dagli etnei. Partita ingiudicabile su sponda rossazzurra, l’atteggiamento iniziale, con un centrocampista laterale come Sardo preferito ad un più duttile Colucci , voleva dare un’impronta ben decisa alla partita, blocco a centrocampo e ripartenza sulle corsie laterali, proponimenti che l’espulsione di Biso ha bruscamente interrotto, l’assetto, abbastanza schematico, basato proprio sulle idee del regista maglia 14, non è riuscito ad adattarsi con all’inferiorità numerica mantenendo intatta la strategia di gioco.
Peccato, peccato perché contro l’Inter Marino dovrà inventarsi qualcosa di geniale per sopperire alle assenze di Biso e Stovini, probabile stop per due turni, andremo a Milano forse più motivati, forse più spregiudicati, due settimane per provare le soluzioni migliori, sarà l’occasione per tante “seconde linee” di dimostrare qualcosa in campo, e chissà poi... che la palla rotonda, non rotoli in senso opposto alle previsioni...