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2025-11-25 19:42:21 Segnala l'articolo manda ad un amico
 
di Marco Di Mauro

Quanta gioia per Marino. Prolungamento di un contratto dorato fino al 2012 da festeggiare col secondo posto in classifica (condominio con la Roma) della sua Udinese, oggi vittoriosa in casa contro il Siena del rientrante Beretta (seconda riconvocazione dopo due esoneri). Manca Asamoah, ci pensa la premiata ditta partenopea “Di Natale – Quagliarella” a stendere i toscani. Due reti in andamento lento senza alcuna risposta degli avversari. L’Udinese avverte le rivali alla Champions, per il Siena è ultimo posto in compartecipazione con lo sconfitto Cagliari (una gara da recuperare, contro la Roma).

Mezza gioia in più per l’Empoli che impreziosisce cosi più di quanto non lo sia, il pareggio casalingo maturato contro un Torino ancora in crisi di un gioco che abbini collettività ad efficacia.

Tante occasioni dall’una e dall’altra parte, almeno quanto gli errori. Raggi su tutti, sbaglia la rete del vantaggio a porta libera su mischia in area avversaria. L’ingresso di Bjelanovic e Recoba anziché spronare i granata addormenta la partita sullo 0-0 finale. I Granata si portano ad un punto di distanza dal Catania ed agganciano il Genoa, battuto in casa dalla Roma, a quota 14. Per i toscani è il viatico giusto allo scontro salvezza che la prossima giornata li attende a Parma.

Metà classifica stabile per il Catania che paga un dazio non troppo grave al risultato più che alla prestazione. Fermi un turno a quota 15, distanze stabili.

Due sorpassi:

Milan (una gara da recuperare) che si porta a 17 punti nonostante rischi il crollo al Sant Elia, dove Sonetti esordisce sulla panchina del Cagliari. La rete di Acquafresca sembra il preludio all’ennesima disfatta, il rigore sbagliato da Kakà il logico seguitare degli eventi catastrofici. Poi la riscossa, Ancelotti azzecca il cambio, tira fuori Ambrosini per Bonera, cambia assetto tattico ed arriva al pareggio con Gilardino, zampata rapace che fa fuori Fortin ma non piega i sardi che reagiscono sfiorando ancora una volta il vantaggio, sempre con Acquafresca. Ma quando il Cagliari si copre, accontentandosi del pari, il colpo di pennello con cui Pirlo disegna su punizione una traiettoria imparabile regala la vittoria ai rossoneri.

Napoli, prima a pari punti, schizza in avanti approfittando della giornata no dei rossazzurri. Le due reti di Zalayeta mandano i campani a quote europee insieme all’Atalanta (una gara da recuperare), che la attende settimana prossima a Bergamo, ed al Palermo, battuto in casa della Juventus.

Due avvicinamenti:

La Lazio (con la gara di San Siro da recuperare), ampiamente rimaneggiata in modulo, nell’atmosfera tombale dell’Olimpico che ricorda Gabriele Sandri, passa al 90’ con la rete di una sua bandiera, Fabio Firmani, ex rossazzurro. Partita noiosa e davvero poco incoraggiante per Delio Rossi ed il suo futuro. Totale assenza di rifornimenti offensivi, macroscopiche carenze di concentrazione e gioco. Vittoria fortuita come la palla che va in rete, in un modo o nell’altro, beffando Bucci ed il Parma tutto, che nulla ha fatto per reclamare anche solo un punto da questa gara. Lazio adesso a quota 13 che scavalca i ducali e tiene a bada il Livorno, entrambi a quota tredici.

Conferme per i labbronici, tre punti in casa tutti in una volta non si erano mai visti in questo campionato, la cura Camolese funziona eccome, per la Sampdoria di Mazzarri solito mal di trasferta aggravato dalle assenze combinate di Cassano e Montella in quel tridente offensivo che si rivela punto di forza e tallone d’Achille per i doriani. 3-1 significa sconfitta a tutto campo, Livorno che domina ed in 10’ è già sopra di due reti. Nella giornata delle doppiette Tavano ci mette la firma al 43’st, rispondendo al gol della bandiera messo dentro da Bellucci pochi minuti prima.

Un punto a testa se lo spartiscono Reggina e Fiorentina. Al Granillo lo stato di necessità d’entrambe le formazioni, l’una invischiata nei bassifondi della classifica, l’altra in piena emergenza d’organico e non solo, oltre agli indisponibili (Santana, Mutu, Ujifalusi e Liverani), la Fiorentina deve fare a meno anche del suo tecnico, Prandelli, costretto, causa mal di schiena, a preferire la poltrona di casa alla 100^ panchina in viola. Unica emozione della gara allo scadere, quando Vanden Borre travolge Missiroli in area, per Ayroldi non è rigore. Risultato: Fiorentina graziata immeritatamente nel giorno della sua peggior prestazione in campionato, Reggina esentata dal festeggiare una vittoria che avrebbe meritato per cuore, ma non per obiettiva superiorità sul campo.

I viola cedono a Roma (una gara da recuperare) ed Udinese, che si incontreranno tra sette giorni all’Olimpico, il titolo di inseguitrici della fuggiasca Inter. Alla coppia si unisce anche la Juventus, vittoriosa tra le mura amiche contro un Palermo mai del tutto competitivo. Primo tempo altalenamente, gli uomini di Ranieiri soffrono a centrocampo la superirità numerica dei rosanero, ma la rete di Trezeguet, una semirovesciata di prima intenzione su palla che spiove in area dalla bandierina, ribalta gli equilibri della gara. Palermo che allarga le sue maglie, Juventus che trova spazio per innescare la corsa dei suoi giocatori, dotati più di quantità che qualità. E' l'incipit della goleada che vede andare a segno Iaquinta, contrasto fortunoso in area con Barzagli e stoccata di punta ad infilare Agliardi (sostituto di un Fontana febbricitante), il filo del discorso travalica l'intervallo per riprendere col 3-0 di Del Piero, appena entrato per Iaquinta, punizione pietrificante con Agliardi battuto sul palo lungo, esecuzione perfetta, segue Marchionni, su azione di contropiede da manuale orchestrata da Del Piero che lo libera davanti all'estremo rosanero in posizione defilata, rasoiata e quarta rete, chiude con la terza doppietta della giornata ancora Del Piero, Nedved atterrato in area da Biava (graziato, nemmno l'ammonizione pur trattandosi di ultimo uomo), palla sul dischetto nell'unico minuto di recupero concesso da Saccani. Agliardi da un lato, palla centrale, triplice fischio a chiudere una gara da dimenticare in fretta per gli uomini di Colantuono.

L'Inter (con una gara da recuperare, contro la Lazio), attesa dalla Fiorentina, tiene tutte a tre punti di distanza, ma oggi scopre un'inseguitrice in più.
 
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