http://www.mondocatania.net/forum
 
Domani la Ripresa ( 2025-12-09 )      Servizio della Gara: Lazio - Catania ( 2025-12-09 )      Mori, tocca a te! ( 2025-12-09 )      L'Ora dei Bomber Dimenticati ( 2025-12-09 )      Le pagelle della Stampa ( 2025-12-09 )      
Comunità
Muro
Chat
Forum
Stagione
La Squadra
La Classifica
Il Calendario
Prossimo Turno
I Marcatori
Statistiche Ct
Statistiche Serie A
Altro
Polisportiva Catania
Segnalaci
Cerca nel sito
Archivio Articoli

Countdown

Online

Abbiamo 11 tifosi on line

Fotografo

Traduci

   
 
 
Commento
Sconfitti da se stessi
   
2025-12-08 21:25:30 Segnala l'articolo manda ad un amico
 
di Fabio Alibrio

Irriconoscibili, senza testa né cuore. Sembra essere passato un secolo dal derby, eppure sei giorni è la distanza tra due gare diverse nell’avversario, nel risultato e ancor di più nel gioco. Dall’alto al basso, dalla gloria alla delusione, da destra verso sinistra. Insomma all’opposto.

E già, destra e sinistra, mai parole più adatte e consone da analizzare e criticare nel citarle come fasce, siano esse intese come offensive o difensive, non c’è differenza.
Sardo è più un cadavere che un calciatore, Vargas spinge ma non punge, sarà forse per il “virus che ha colpito tutta la squadra durante la settimana” citato da Baldini a fine gara, sarà, ipotesi alla quale è difficile non credere, perché una gara storta nasce senza un “come” né un “perché”, da se stessa e da ciò che i giocatori sentono, fisicamente ed emotivamente, nelle motivazioni.

Ne è prova la traversa, e siamo solo al 5’, di Terlizzi su splendido assist di Mascara: Ballotta osserva, come tutti, incredulo e a bocca aperta, senza poter porre rimedio, se non con lo sguardo, per spingere, insieme ai non tantissimi spettatori presenti, quel pallone fuori da una porta ormai sguarnita.
E se qualcuno la chiama fatalità, la controprova arriva presto, ancora nel primo tempo quando, su un retropassaggio, il portiere biancoceleste si fa passare il pallone sotto il piede al limite dell’area, dettaglio quest’ultimo fondamentale per far riprendere all’estremo difensore posizione e sfera, allontanandola soltanto in fallo laterale.

Fin qui niente di strano, per carità, la sfortuna e la gara storta senza “come” nè “perché” non ha nessuna contraddizione.
Il problema, utile da evidenziare per lavorarci su, subentra nel farsi male, metaforicamente s’intende, da soli, scagliarsi la cosiddetta “zappa sui piedi”, ed arriva l’1-0: Rocchi è libero, quasi fosse trasparente, di saltare a centro area di testa per poter depositare il pallone alle spalle di Polito. Non era “l’uomo” di nessuno, una distrazione che diventa fatale come il non riuscire a porre rimedio, né centralmente né lateralmente.

La corsia difensiva di destra appare infuocata, nessun rossazzurro vi passa, in tv le fiamme non si manifestano, gli avversari sono sicuramente muniti di attrezzatura specifica: Sardo si dimentica di essere un laterale, Izco e Baiocco così come Colucci e Mascara invertono le posizioni iniziali per modificare un andazzo ormai pesante, quasi insostenibile da quel lato. Tutto questo può e deve essere riassunto nel citare Mascara miglior difensore etneo nel primo tempo, quando, in virtù della freschezza, fiato e gambe sono ancora dalla sua parte.

La ripresa pian piano sembra tornare a ritmi più congeniali ad una squadra che tenta a piccoli passi di avvicinarsi ad un pari possibile, più che per se stessi, per l’avversario, tutt’altro che incontenibile. Ma quando ci si rovina da soli, le gare diventano impossibili da addrizzare: una parola di troppo basta a Mazzoleni per espellere, giustamente, Spinesi, ed un uomo in più è sufficiente alla Lazio per siglare, con Pandev a tu per tu con Polito, la rete del definitivo 2-0.

Una lezione quella odierna necessaria per ripartire con lo spirito giusto anche quando le cose sembrano non andare per il verso giusto, o meglio per quello desiderato. Di necessità bisogna fare virtù, messaggio chiaro da trasmettere ai ragazzi, subito e senza perdere tempo, perché è quest’ultimo a mancare: sabato prossimo sarà già Catania – Udinese, altra gara importante e utile per rivedere, seppur dal lato opposto, un tecnico, qual è Marino, che nella nostra città ha fatto vivere un sogno unico e duraturo nel tempo.

“Non per Fama ma per Fede”
 
Segnala l'articolo manda ad un amico
 
 
© Copyright MondoCatania.com
 
 
 
 
MondoCatania.com-Non per fama ma per fede. Sito dedicato al Calcio Catania e ai suoi tifosi. On line dall'8/08/2003.