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Si può Fare di Più
   
2025-12-25 15:52:50 Segnala l'articolo manda ad un amico
 
di Dario Damico

Passata domenica, è Natale, il campionato si ferma, arrivederci all’anno prossimo.
Una giornata che ha visto il Catania chiudere il 2007 con una cocente batosta oltre lo Stretto: tre a uno inequivocabile.

Una sconfitta che chiude un primo scorcio di campionato, comunque lieto per i nostri colori.
Ventuno punti, metà alta della classifica, cinque vittorie, tutte sull’erba di casa.

Aspettative soddisfatte, “Via della salvezza” a metà strada. La sconfitta di ieri, seppur amara, non basta per oscurare quanto di buono il Catania ha fatto sinora.

Un cammino molto simile a quello “europeo”, della prima parte della stagione scorsa: alla diciassettesima giornata di un anno fa, il Catania viaggiava a quota 23 punti, due soli in più del campionato corrente.
Punteggio simile, ma ottenuto con “mezzi” diversi; nessun paragone infatti, tra le statistiche di gol fatti/subiti: il Catania di Marino, 21 gol fatti e 29 subiti; il “Catania Baldiniano” rispettivamente 17 e 19.
Un Catania meno spregiudicato, meno scoperto, ma più accorto e attento a proteggersi le spalle, più che offendere.
Mago Baldini è riuscito a proseguire la linea positiva tracciata da Marino lo scorso anno, a modo suo, conservando la sostanza, ridisegnando le forme sulle sue idee tecnico-tattiche.

Sconfitta indolore, anche dal punto di vista della graduatoria; per nulla compromesso l’ottimo cammino svolto fin qui. Bene. Ma se a questa squadra, rimproverandola, le si chiede qualcosa di più, coma le costanza di risultati, allora sarà necessario, a Gennaio, “acquistare”, anche costanza tecnica, oltre che mentalità vincente. Parametri inscindibili, manipolabili, a piacimento del Catania. Nulla di pindarico. Nulla di esorbitante. Se si vuole, si può.

Vedi domenica.

Il ruolo di punta centrale, con le contemporanee assenze di Mascara e Spinesi, è toccato a Martinez: complice una scarsa condizione fisica, l’uruguaiano si è dimostrato poca roba, nelle vesti di “numero 9”; il suo ruolo è un altro, quello di inventare, divertire, sbizzarrendosi tra le linee di centrocampo e attacco, guidato dalla sua fantasia infinita.

Nel secondo tempo abbiamo visto Morimoto, con lui la squadra ha trovato profondità, ha ma il giapponesino, appare ancora acerbo, soprattutto fisicamente.“Zanzara” fastidiosa tra le maglie, ma costantemente sovrastato dallo strapotere dei bestioni della difesa calabrese; Morimoto, al momento, è forse più adattabile da seconda punta, con un compagno accanto che gli apra spazi dove inserirsi con la sua rapidità.

Detto questo, dietro Spinesi, il vuoto. Mascara ha fatto bene contro l’Udinese, ma privarlo del suo ruolo di “esterno del tridente”, è un enorme sacrifico…
La stagione scorsa c’erano Rossini e Corona a far le veci del bomber di Pisa; ieri, ad un certo punto, è stato necessario adattare Terlizzi, stopper di professione, a far sponde di qua e di là, al centro dell’attacco.

Per il resto, la difesa; senza la coppia titolare “Castore e Polluce”, Terlizzi e Stovini dietro, si balla.
La prossima partenza di Mauro Minelli, annunciata da Lo Monaco, lascia libero un posto da riempire adeguatamente.

Anche a centrocampo, accanto ad una copiosità di mezzale incursori, abbiamo una scarsità di centromediani. Il solo Edusei, è stato capace di interpretare quel ruolo; un eventuale acquisto di Bovio è rimandato a giugno, per vincoli di passaporti e numero di extracomunitari.
Una valida alternativa al ghanese, è necessaria subito.

Tre ingranaggi fondamentali, necessari per completare una macchina che già va.
Ma che con qualche ritocco, potrebbe davvero, volare, per dire una frase celebre, “verso l’infinito e oltre..”

Godiamoci, comunque, queste feste in “serenità”, senza patemi d’animo di ”bassifondi”.

Ringraziamo i ragazzi per quest’annata comunque memorabile, nel bene e nel male, dal periodo nero “postduefebbraio”, alla salvezza di Bologna, dall’addio di Marino, all’arrivo di Baldini, dalla vittoria nel derby, all’ultima, odierna sconfitta di Reggio.

Gioie e dolori, lacrime e sorrisi, brividi, amarezze, emozioni forti: il Catania è un po’ tutto questo…
Auguri, di un altro, cento infiniti anni, così…Catania TI AMO!
 
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