Catania 2007/2008. Il Catania di Baldini, quello dei concetti più che degli uomini. Del gruppo che vince sul singolo. Mentalità e rigore tattico. Temi proposti fin dal ritiro di Chatillon, e che pian piano si stanno ben radicando nella coscienza collettiva dello spogliatoio. Tra contenti e scontenti, ma è conseguenza fisiologica. In un bel prato verde, c’è sempre qualche ortica. Da estirpare, sostituire. Non solo di giocatori. Parliamo di dati, numeri, statistiche.
Finora s’è vinto meno di quanto non si sia perso o pareggiato. E pur restando il Massimino la roccaforte della squadra, con tutte e cinque le vittorie stagionali conquistate tra le mura amiche, resta un allarmante zero nella casella successi in trasferta, dove s’è pareggiato cinque dei nove incontri giocati. Bottino pingue, ma pieno di “se”, Napoli, Lazio ed ultima la Reggina.
Gare alla portata dei rossazzurri. Risultati mancati per comune ammissione, senso di appagamento e carenza di mentalità. Dato che emerge anche al raffronto numerico. Baluardo in casa, con solo 4 reti subite, la fase difensiva rossazzurra stenta sui terreni altrui subendo più del triplo, 15 reti. Stabile la manovra offensiva, 10 centri in casa, 7 in trasferta dove, eccezion fatta con Inter, Napoli e Lazio, i rossazzurri sono sempre andati a rete.
Arrembante nei primi 45’, la squadra di Baldini ha poi evidenziato quasi sempre un calo nella fase centrale della ripresa. Quando tira i remi in barca preferendo un’ordinata difesa del risultato, a vantaggio acquisito. Non è un caso che tra il 55° ed il 65° siano stati ben 4 i goals subiti.
Di contro, quasi la metà dei palloni spediti in rete, portano il timbro degli ultimi 5 minuti di gioco, tanto del primo (3) che del secondo tempo (4). Indice di una mentalità ed una capacità di reazione preesistenti, il cui vigore dev’essere però rinfocolato costantemente per mantenerne la stabilità lungo tutti i 90’ regolamentari. Combustibile, motivazioni, comburente, la grinta.
Ché difficilmente gli aiuti vengono dall’alto. Un solo rigore concesso in 17 partite, nel derby, tre a sfavore dei quali, due mancati, a confermar la fama di Polito-pararigori, uno decisivo, nel pareggio contro Milan. La forza la si dovrà trovare nel gruppo, dove su 26 giocatori ben 24 hanno assaporato l’emozione dell’esordio. Uniche eccezioni Minelli, e Ioime (terzo portiere). Tuttavia, pur elogiando la logica del collettivo, c’è un giocatore uno, che emerge tra gli altri non per esser al centro del mercato, né per la spettacolarità del suo gioco. Ma che, numeri alla mano, è la chiave di volta di tutta la struttura di gioco che il Catania propone. Alcuni indizi, poi il nome:
I rossazzurri sono la penultima squadra nel campionato per numero di passaggi tentati e riusciti, meglio del solo Livorno. Poco fraseggio, tanta tanta corsa, tanti falli subiti, tanti contrasti vinti.
Gli si rimprovera sempre di tener troppo la palla, a Davide Baiocco, sorprenderà come sia invece proprio lui ad effettuar il maggior numero passaggi, ben 479 riusciti. Un dato che assume consistenza ancor più significativa se si considera che di tanti, ben 340 avvengono nella metà campo avversaria.
È lui a ricamare tra i reparti, a trasmettere il movimento dal centrocampo all’attacco. Ad innescare le ripartenze. Fa riflettere come tra tutti i giocatori di serie A sia il 4° per falli subiti, 55 al pari di Amauri, dietro solo a Lavezzi, Vannucchi e Foggia. Dai suoi piedi tutto comincia, e quando manca, come entità fisica o mentale, la differenza si sente, a rimpiazzarlo prova Edusei, ma se come passaggi vanno equivalendosi, il ghanese lo segue da vicino con 476 riusciti, solo 61 avvengono in posizione avanzata.
Quando mancano tutti e due. Disastro. Lo si è appurato più che nei numeri, nei fatti.
Ognuno il suo ruolo si direbbe, quello di Edusei è rompere la manovra avversaria (100% di interventi riusciti) e dettare il primo passaggio spesso proprio a Baiocco, che corre e va gettandosi a capofitto dentro le trincee avversarie.
E non inganni il numero di cartellini (13) che fa del Capitano il giocatore più ammonito della storia del Catania in serie A, in questo campionato ha commesso solo 21 falli, meno dei difensori, pur stazionando in una posizione delicata come quella in mediana. A Martinez il primato, 44 interventi non regolamentarti (6° in Italia). Il nervosismo è una peculiarità scomoda e generalizzata in questo Catania, sono arrivate già 50 ammonizioni, e se in quanto a gialli Genoa, Atalanta e Parma ci sono superiori, con 5 espulsioni deteniamo il primato insieme al Torino.
Gran portatore di palla, s’è detto, ma prima di raggiunger il fondo il pallone va ceduto ad altri, perché nei 53 cross effettuati da Baiocco ben pochi si rivelano utili. Meglio Mascara, 80 effettuati 21 giocabili, strepitoso Vargas, 91 effettuati 26 giocabili, il primo difensore in Italia per questo fondamente. Tanta spinta sulla sinistra, carente quella da destra. Solo 6 i cross messi dentro da Sardo. Ed andando a visionare il numero di assist che hanno portato ad una rete, troviamo conferma. Mascara e Vargas svettano a quotata tre, da qui l’importanza di tenerli su fasce opposte, seguono Martinez e Spinesi, due ciascuno.
Il bomber si riscopre assistman, solo 28 tiri, dei quali 9 in porta. Meglio Mascara e Martinez. Il calatino prova tanto ed indovina tanto (44%), l’uruguayano prova poco ed indovina con una percentuale che va oltre il 54%, ma se è lui a preoccupare di più i portieri avversari, 5 le reti che ne fanno il capocannoniere etneo, il giocatore ad occuparli di più resta Spinesi, sul quale i portieri avversari sono stati chiamati all’intervento per ben 10 volte, seguono Martinez a 5, Vargas e Biagianti a 3, ed infine Mascara e Baiocco a 2.
E’ un Catania che tira poco, ultimo in graduatoria, ma che conclude a rete con un’ottima percentuale, restano comunque troppo esigue le situazioni che portano il portiere avversario alla parata. Solo 38, penultimi davanti al Palermo. Per dare un’idea, la Roma, prima in questa graduatoria, su 115 tiri nello specchio, 84 volte ha costretto il portiere avversario alla parata.
Note più gradevoli in fase difensiva. C’era da aspettarselo. 9^ per contrasti vinti, la formazione catanese è difficile da perforare. Aspetta l’avversario per poi ripartire. I numeri danno ragione all’evidenza. Il migliore in quel reparto è Lorenzo Stovini, che scala le classifiche di rendimento in diversi fondamentali. È il difensore più falloso in circolazione, ma è anche primo per numero di rinvii, 262, stacca Chiellini ed il compagno di reparto Terlizzi (Terzo in Italia), è il 9° difensore per palloni rubati, ed insieme a Barzagli, Raggi, Portanova e Loria è il giocatore più impiegato in campionato, 1530 minuti. Sempre titolare, mai sostituito.
A sorpresa invece, il giocatore che nel Catania vince più contrasti è il giovane Mariano Izco, ben 25, l’unico ad entrare nella graduatoria nazionale.