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Dica.. 10
   
2026-07-06 16:30:24 Segnala l'articolo manda ad un amico
 
di Seby Maina

“Nicolae, dieci, grazie”

Quello che risuonerà nello spogliatoio etneo ogni volta che i direttori di gara chiameranno “Dica”, la classica procedura di riconoscimento. Un numero, una storia ed un peso, da non deludere. I numeri restano tali quando la differenza la fa il gruppo.

“I numeri di maglia li facciamo noi della società […] sono solo dei numeri, non sono i numeri che vanno in campo ma sono i giocatori, con le loro prestazioni, con il loro cuore e non con le chiacchiere […]”

Con queste parole il Direttore Lo Monaco, nella conferenza stampa della presentazione di Dica, ha praticamente consegnato il numero dieci all’attaccante rumeno

Un numero, una storia che si lega al calcio come l’essenza che esalta la sua bellezza, il dieci.

Nella storia del calcio il dieci non è stato soltanto un numero, ma IL Numero per eccellenza, chi ha indossato questa maglia ha sempre vestito, nelle aspettative dei tifosi, il giocatore della provvidenza, il leader ammantato di un’aura miracolosa; quando quel 10 vuol dir “portare in spalla” gli altri 10 compagni di squadra, aggiungere sé stesso e far esplodere di gioia la folla, con una semplice giocata. Roberto Baggio, Maradona, Zola, Charlton, Di Stefano trascinatori, simboli accomunati da estro, classe, fantasia ma soprattutto da quel numero dieci sulle spalle.

Oggi questa maglia è diventata uno status symbol del calcio, chi la porta sa che la gente da lui si aspetta sempre e comunque qualcosa in più, lo sanno bene Adriano e Ronaldinho portati in alto e buttati in terra in così poco tempo, senza mezze misure.

A Catania lo sa bene Peppe Mascara, quel numero pesante, abbinato ad un ruolo ambiguo, l’ha schiacciato di responsabilità più che esaltato nelle sue qualità, dagli spalti ci si aspettava di vedere saltare qualche uomo nell’uno contro uno o magari qualche gol in più. Peppe è stato il numero dieci del cuore però, perché ha sempre dimostrato disponibilità al sacrificio, anche tattico, per la causa comune, cosa che tanti “fenomeni” difficilmente fanno.

La storia del Catania è ricca di numeri dieci rimasti indimenticabili ai più da Crusco, nell’anno che portò la A dell’82/83, a Prenna da Karl Hansen a Foglia, negli anni 60, da Perinelli, anno prima della radiazione, ai vari Palmisano, Criniti che contribuirono alla rinascita della Catania calcistica.

E come dimenticarsi di Lulù Oliveira, tra i numeri 10 più recenti quello che senza dubbio è rimasto ancorato con più vigore nei cuori dei tifosi, il capitano di annate difficili ma allo stesso tempo esaltanti. Prima di lui, quando indossava il 25 al primo anno di B, altro numero 10 fu Davide Possanzini, rimasto più che nelle memoria calcistiche in quelle folkloristiche, con l’intramontabile urlo: “Allargati Possanzini”, che parecchi ricorderanno, suono e perché.

Nel passato recente la vera delusione fu il croato Davor Vugrinec che nella stagione 2004/05, la prima della gestione Pulvirenti, indossò quella maglia lasciando delusioni e passando quasi inosservato. Il suo arrivo dopo le bellissime annate di Lecce in serie A doveva dare quel tocco in più, fu invece un niente di fatto, un giocatore normale finito poi in panchina, destinato al rimpatrio qualche mese dopo. Oggi nelle fila della Dinamo Zagabria.

Dopo di lui la maglia passò a De Zerbi nella splendida stagione che porto alla massima serie la squadra di Marino, e poi Mascara per due stagioni nel quale l’obiettivo salvezza è stato sempre raggiunto, con qualche sofferenza di troppo ma sorprendendo tanti, e oggi.. Dica. “Dica è un giocatore fortemente sponsorizzato dal nostro tecnico, ed avallato dalla società, il cui curriculum parla da solo. Ha grandi potenzialità tecniche ma dovrà conquistarsi il posto in una rosa competitiva dove tutti avranno possibilità di mettersi in mostra”, cosi si è espresso Lo Monaco sul rumeno.

Nicolae Dica insieme al “ballerino” Mutu saranno gli unici due rumeni ad indossare la maglia numero dieci nella prossima stagione insieme a loro sfileranno Totti, Del Piero, Seedorf, Di Natale calciatori a cui la gente chiede di dare quel tocco in più alla propria squadra.

Non sono i numeri a fare la differenza ma il cuore e la voglia di fare di ogni simbolo componente del gruppo, ognuno può dare il tocco in più nell’interesse della squadra con sacrificio e volontà, questo però può avvenire solo dove c’è gruppo, a Catania si può.

 
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