La Favola di un Attaccante acquistato per corrispondenza (tramite Vhs), che arriva in Italia tra la diffidenza dei tifosi, ed in 36 partite mette dentro 24 reti, guadagnandosi il trofeo di “alabardato dell’anno”, a furor di popolo, ed intercettando, di prepotenza, l’attenzione di mezza serie A.
Dopo Fava Passaro e Moscardelli, Trieste ha trovato nuovamente il suo bomber, e la sua fama di “sforna goleador”. Ed a Trieste resterà, Pablo Granoche, almeno per i prossimi 6 mesi, periodo importantissimo per il suo futuro agonistico che è bene trascorra in un ambiente che conosce e che lo conosce almeno quanto ama ed è amato a sua volta: Trieste.
E' un attaccante da area di rigore, il classico "killler" che non lascia scampo, e brilla per abilità, agilità e soprattutto senso della posizione. In più, a suo favore, gioca l'agilità, ed una visione di gioco non da molti.
“Sarebbe già del Catania – ha detto il d.s. triestino De Falco – se....”. Se, al 6° minuto della gara contro il Piacenza, proprio al Rocco, non avvenisse che:
“Nel contendere una palla di testa a Zammuto nella trequarti avversaria, il centravanti è poi caduto male senza neanche subire fallo e il ginocchio destro ha fatto una strana rotazione. Qualcuno a bordo campo giura di aver udito un sinistro crac. Fatto sta che quando si è rialzato, Granoche sembrava un airone con le ali spezzate”.
La prognosi è secca, “lesione parziale al legamento crociato anteriore del ginocchio destro”, l’operazione è indispensabile in questi casi. Il 10 Maggio 2008 finisce con 36 presenze e 24 reti il campionato di Granoche, ed in parte anche della squadra giuliana.
La Triestina si cruccia, sul destino del giocatore, Il giocatore si cruccia, sul suo destino, Il Catania, che già da Gennaio aveva bloccato il giocatore, vede crollarsi addosso il mondo, cinque giorni prima, Spinesi, era dovuto ricorrere ad un’operazione simile a seguito dell’infiammazione del ginocchio destro (già operato ai tempi di Bari). Via l’uno, via l’altro, mercato da rifare, accordi saltati, almeno in apparenza, almeno fino ad ora, quando da Trieste si apre l’ipotesi sconto ma comproprietà, e permanenza “in loco” del giocatore almeno fino a Gennaio.
Recuperare forma, confidenza col pallone e con la porta; dal 31 Agosto in poi, data in cui il suo ciclo riabilitativo potrà dirsi terminato, terminato come anche la preparazione estiva, che sarà costretto a saltare interamente, affacciandosi quindi al campionato con circa due mesi di ritardo sulla forma dei compagni. Dovesse fare anche i conti con un ambiente che non lo conosce, con moduli che non conosce, con compagni che non conosce, con una categoria che non conosce...
Meglio Trieste, almeno per ora. Considerazione che ha trovato tutti d’accordo.
Ma ritorniamo al Granoche cannoniere. Iniziando dalle parole del Presidente Fantinel: “Ce l’ha segnalato Talarico, un procuratore che lavora per l’Udinese. Ci ha portato un dvd e ci è subito piaciuto”.
Tre stagioni, 64 reti all’attivo, come non farselo piacere? Uruguayano di Montevideo inizia la sua carriera da professionista nelle giovanili del Tacuarembò, da dove si trasferisce al River Plate de Uruguay, club della massima divisione locale, dove esordisce a 18 anni. Poco spazio, 9 presenze, due anni per passare al Miramar, dove inizia la sua escalation a suon di reti. 2003,4,5 un totale di 38, su 56 partite giocate.
Numeri che iniziano a brillare agli occhi degli operatori di mercato. 21 anni, la prima proposta importante, arriva dal Toluca, Messico, è accettata, 13 presenze 2 reti, non va bene, a metà stagione passa al Vera Cruz, 15 presenze una rete, è la quiete prima della tempesta, lo acquista il Coatzacoalcos (Serie B) 27 presenze, ben 23 reti, il suo record.
Un anno, un viaggio aereo ed un milione di euro per batterlo nuovamente. Arriva a Trieste e, prima dell’infortunio, mette a segno la sua 24^ rete in maglia alabardata, che è record nel record, mai nessun attaccante aveva segnato tanto per la Triestina.