Simeone e LlaMa-gia della Domenica
Pioggia battente nella notte, il sistema di drenaggio del Massimino da sempre carente, i teloni impermeabili posizionati sul campo solo in mattinata. Gli ingredienti per una gara pesantemente condizionata dal terreno di gioco, a chiazze impraticabile. Formazioni e moduli incerti fino al riscaldamento. Simeone opta per Ricchiuti, nell’offensivo 4-2-3-1; Cavasin preferisce Laczko a Ziegler, recuperando in extremis Maccarone, posizionato a vertice del 3-5-1-1.
La gara non può brillare in preziosismi, l’acqua rallenta traiettorie e falsa i rimbalzi. E’ così la fisicità che le due squadre pongono a base del proprio gioco. I primi minuti vedono i rossazzurri protagonisti, ma nonostante la pressione esercitata dai padroni di casa, sono i blucerchiati a godere del primo “lascito” della pioggia, quando al 8’ Silvestre incespica mancando la chiusura su Maccarone che, involatosi verso Andujar, angola troppo, palla che si spegne sul fondo.
Il gioco etneo non accenna a calare d’intensità, i doriani tentano di allentare il giogo ritardando le molteplici rimesse in gioco e, quando costretti, fermando i rossazzurri con interventi a volte davvero pericolosi. Fioccano i gialli, e Laczko, che al 20’ veniva ammonito per fallo da dietro su Gomez, viene graziato quando, appena 30’’ dopo, trattiene l’argentino in quel che a regolamento andrebbe sanzionato come fallo tattico, ma il secondo giallo non arriva, tra le vibranti proteste del pubblico e dei giocatori rossazzurri in campo.
Al 21’ prima conclusione verso la porta avversaria del Catania, Ricchiuti spara alto. Al 23’ Rizzoli non può sorvolare su di un fallo che fotocopia quello commesso da Laczko pochi minuti prima, e per Tissone scatta sì il secondo giallo e la conseguente espulsione. Da qui in avanti il Catania spinge con ancor più veemenza, vedendosi annullare una rete al 32’, per fuorigioco di Lopez. Le migliori occasioni capitano però al 33’ ed al 45’ sul sinistro di Marchese, che in entrambe le occasioni, calciando al volo, manca di poco i due opposti incroci dei pali.
Le trame non cambiano nei secondo tempo, quando Simeone mette fuori Gomez per Schelotto, e Cavasin risponde inserendo Ziegler per Guberti, con l’intenzione palpabile di difendere il pareggio, tanto da disporre a cinque la linea difensiva doriana. La mossa decisiva cade al 52’, quando anche per evitare un possibile doppio giallo (confermerà in sala stampa Simeone, ndr), il tecnico etneo sostituisce Alvarez con Llama, riportando Schelotto in difesa.
Sfondare la difesa blucerchiata diventa minuto dopo minuto più complicato. I rossazzurri tentano l’aggiramento, sfruttando molto la coppia Schelotto – Llama lungo le due fasce, ma i risultati, complice il terreno, che non permette ai cursori etnei di esplodere la propria velocità, ed i sistematici raddoppi disposti da Cavasin, sono piuttosto magri, tanto da mostrare un Catania più in difficoltà ché nel primo tempo, incapace di conquistare anche solo un corner prima del 69’, quando una conclusione in porta di Ricchiuti genera il tiro dalla bandierina. Saranno due, in complessivo, gli angoli conquistati nella seconda frazione, e proprio sul secondo, al 76’, si decide la partita. E’ uno schema, Lodi calcia al vertice opposto dell’area, il pallone supera l’ultimo difensore fino ad incocciare il sinistro di Llama, che al volo cannoneggia la porta di Curci, senza alcuno scampo.
Col Catania in vantaggio Simeone si copre, inserendo Ledesma per l’acciaccato Lopez. Cavasin tenta la carta della disperazione, inserendo Biabiany al posto di Poli, per dar così sostegno a Maccarone, fino a quel momento solo soletto a battagliare, senza successo, contro Spolli e Silvestre. La mossa non sortisce effetti, Andujar non corre alcun rischio mentre per ben tre volte, con Bergessio all’85’, che spara sulla figura di Curci in uscita, e con Lodi e Llama al 92’, un’occasione a tu per tu col portiere ciascuno, sfiorano il raddoppio.
Si conclude col giubilo dei tifosi etnei, sommersi da una pioggia battente negli ultimi minuti di gara. Il loro imperativo “Ora Basta, Solo Vincere”, campeggiante da inizio gara sotto la Curva Nord, è stato esaudito. Classifica degli etnei rinvigorita, e resa ancor più preziosa da un successo in uno scontro diretto che all’andata si era concluso in pareggio. Il posto all’inferno, lo prende la Sampdoria.
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La 29^Giornata
| Partita | Ris. |
|---|---|
| Brescia-Inter | 1-1 |
| Cesena-Juventus | 2-2 |
| Milan-Bari | 1-1 |
| Cagliari-Udinese | 0-4 |
| CATANIA-SAMPDORIA | 1-0 |
| Chievo-Fiorentina | 0-1 |
| Genoa-Palermo | 1-0 |
| Lecce-Bologna | 0-1 |
| Roma-Lazio | 2-0 |
| Parma-Napoli | 1-3 |
Prossimo Turno
| Partita | Ris. |
|---|---|
| Brescia-Inter | - |
| Cesena-Juventus | - |
| Milan-Bari | - |
| Cagliari-Udinese | - |
| CATANIA-SAMPDORIA | - |
| Chievo-Fiorentina | - |
| Genoa-Palermo | - |
| Lecce-Bologna | - |
| Roma-Lazio | - |
| Parma-Napoli | - |
Classifica
| Squadra | Pt. |
|---|---|
| Milan | 62 |
| Inter | 57 |
| Napoli* | 56 |
| Udinese | 53 |
| Lazio | 51 |
| Roma | 49 |
| Juventus | 42 |
| Palermo | 40 |
| Fiorentina | 40 |
| Cagliari | 39 |
| Bologna | 39 |
| Genoa | 38 |
| CATANIA | 32 |
| Chievo | 32 |
| Sampdoria | 31 |
| Cesena | 29 |
| Parma* | 29 |
| Lecce | 28 |
| Brescia | 26 |
| Bari | 17 |








