Il Deportivo "la Cucchiata"
C’è chi ha i Mercoledì da Leoni e chi ha le Domeniche da Gufo. Ma noi, orgogliosi e Terroni, prendiamo sempre quel che di buono c’è. La grandezza non sta nell’esser felice con ciò che si vuole, ma nell’esserlo con ciò che si ha. Tutto questo, sia chiaro, non ha niente a che fare con mancanza di ambizioni, col non volersi migliorare o con complessi d’inferiorità da meridionale. Si può pretendere sempre di più per e da se stessi e contemporaneamente amare e apprezzare quel che si ha.
E così ci troviamo divertiti attori di uno spettacolo che va in scena quando le cose non girano al meglio. Il turno di campionato si fa più lungo, la partita che conta non è più una sola e i motivi di soddisfazione durante le gite dei nostri sono i più svariati. Complice il rendimento mediocre di chi rincorre (che nel politically correct sarebbe “campionato equilibrato”) nel bel mezzo della saudade rossazzurra c’è spesso qualcosa di buono da prendere dalla domenica. Così rubano del tutto la scena alla triste analisi della partita, rompicapo la cui soluzione non affascina più, spunti di ottimismo da far impallidire Tonino Guerra. Il bicchiere mezzo pieno è limitativo, il positivismo ci sta stretto. Noi, terapeuti della sconfitta indolore, ragionieri del punto d’oro, ingegneri del distacco immutato. Tutti insieme, goliardicamente, Ultras del Deportivo La Cucchiata.
Se l’identità nazionale serve a metter dentro l’Italia gli italiani, il calcio è il calzascarpe dello stivale, anche nel tifo alla rovescia. Attraversando tutta la penisola, lo si può incontrare sotto le più variegate forme. In Lombardia si chiamerà Atletico Va Che Gufo. A Roma nelle conferenze pre - derby si danno tutti per perdenti, mentre per le sfide a distanza non mancano striscioni commemorativi: “Romanista che stavi a gufà “al tram” te sei dovuto attaccà! Infine dalla Campania viene il genio della gufata, tale Sig. Maurizio Golia, che si piazza dietro la porta avversaria e pronostica al portiere l’imminente goal su punizione, che tra lo stupore generale inesorabile arriva. La voce di Gaucci, l’interferenza con i portieri di Massimino, neanche Pulvirenti ha più il posto sicuro!
E non finisce qui la domenica. C’è che la scaramanzia che può trasformarti in un tuareg, costretto a una vita da “nomade” domenicale, in fuga dalle case teatro di sconfitte. Ci sono le abitudini, dall’abbigliamento alla compagnia: chi indossa sempre qualcosa del Catania e chi ha la squadra già fatta per vedere la partita. Ci sono le usanze, dalla disposizione alle bevande: la partita si vede sempre seduti allo stesso posto (se non in piedi), e possibilmente con una bionda per le mani. Tutti contorni senza i quali la portata non avrebbe lo stesso gusto.
Tra queste tradizioni, che sia per i cugini o per le dirette concorrenti, c’è sempre stato il sano gufare. Ultimamente l’istinto di sopravvivenza ci ha spinti pure oltre, al di là del semplice interesse per il singolo risultato. Il week-end da bollino rossazzurro parte con gli anticipi, e sei lì che quasi canti “Vola un’aquila nel cielo” al goal di Zarate che stende il Cesena. La domenica fischietti “Pazza Inter amala” perché il Lecce non può fare punti a San Siro, e ti appelleresti pure a San Luciano Moggi per una vittoria della Juve col Brescia. Ma fino a qui, storie di ordinaria follia, ma nulla di preoccupante. È quando inizi a fare i sistemoni per la quota salvezza che ti chiedi se c’è qualcosa che non va. È quando fai il guardone dei calendari che vengono i cattivi pensieri delle motivazioni. Allora la Roma è meglio che perda e sia tagliata anzitempo dalla corsa Champions, per venire a Catania un po’ più “scarica”. È meglio che il Milan chiuda presto il campionato, per sperare che l’Inter non si giochi il tricolore all’ultima in casa. Insomma, elucubrazioni ad ampio respiro che con tre vittorie appena ci potremmo pure risparmiare, e che non sempre si rivelano profetiche: per la serie Gu…Fate un altro mestiere, giusto la scorsa settimana Brescia e Cesena le davamo già per spacciate rispettivamente contro Inter e Juve, ma più che gufi abbiamo preso un granchio. Non è mica tutta rose e fiori la vita dello sciamano!
Se il Catania fa punti solo al Cibali, almeno “Chiancemu ccu n’occhiu”. Magari all’inizio veniva spontaneo un tragicomico “Ah comu ni finiu?”. Poi la cosa si è fatta simpatica e superstiziosamente efficace. Non vogliamo certo alimentare la nostra passione con felicità di rimbalzo ma queste gioie di sponda sono diventate fedeli compagne di viaggio, per i turni esterni almeno.
Dove l’acqua si ritira profondamente, la risacca parla di grandi onde. Se la trasferta è un bagnasciuga in secca, in casa non ci sono scogli che arginino i cavalloni. Una squadra che il rosso del suo fuoco e l’azzurro del suo mare se li porta marchiati addosso, sulla maglia, sulla pelle e finanche oltre. L’onda lunga delle disfatte esterne pesa come un macigno? Cucchia che ti passa!
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Conf BiagiantiL’Altro Derby x.php/component/content/article/12-video-della-gara/2157-video-emozioni-catania">Conf Lodi e Capuano
La 30^Giornata
| Partita | Ris. |
|---|---|
| Lazio-Cesena | 1-0 |
| Palermo-Milan | 1-0 |
| Fiorentina-Roma | 2-2 |
| Bari-Chievo | 1-2 |
| Bologna-Genoa | 1-1 |
| Inter-Lecce | 1-0 |
| Juventus-Brescia | 2-1 |
| Sampdoria-Parma | 0-1 |
| UDINESE-CATANIA | 2-0 |
| Napoli-Cagliari | 2-1 |
Prossimo Turno
| Partita | Ris. |
|---|---|
| Milan-Inter | - |
| Brescia-Bologna | - |
| CATANIA-PALERMO | - |
| Cesena-Fiorentina | - |
| Chievo-Sampdoria | - |
| Genoa-Cagliari | - |
| Lecce-Udinese | - |
| Napoli-Lazio | - |
| Parma-Bari | - |
| Roma-Juventus | - |
Classifica
| Squadra | Pt. |
|---|---|
| Milan | 62 |
| Inter | 60 |
| Napoli | 59 |
| Udinese | 56 |
| Lazio | 54 |
| Roma | 50 |
| Juventus | 45 |
| Palermo | 43 |
| Fiorentina | 41 |
| Bologna | 40 |
| Cagliari | 39 |
| Genoa | 39 |
| Chievo | 35 |
| Parma | 32 |
| CATANIA | 32 |
| Sampdoria | 31 |
| Cesena | 29 |
| Lecce | 28 |
| Brescia | 26 |
| Bari | 17 |











