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Sabato Lug 10

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Storia a Lieto Fine? No

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di Marco Di Mauro Mercoledì 07 Luglio 2010 14:01


Si conclude con un nulla di fatto la trattativa per il passaggio di Biagianti al Palermo, tanto rumore per nulla e non solo, anche una querelle dalla quale il solo Palermo esce indenne, libero di guardare altrove per rinforzare il proprio centrocampo.

Magra figura quella riportata invece dalle “parti catanesi” in gioco; prima tra tutte la società che, togliendo, poi rimettendo, poi togliendo per l’ennesima volta il giocatore dal mercato ha dimostrato una fermezza balbettante sulle proprie convinzioni, sul proprio progetto.

Coi 12 milioni derivanti dalla cessione di Martinez, il surplus dei tanto celebrati diritti televisivi, la società etnea avrebbe potuto dire seccamente “no” al trasferimento di Biagianti, senza troppi fronzoli o giri di parole. Lo scendere a trattative col Palermo, come con qualsiasi altra squadra, dopo aver dichiarato incedibile il giocatore, denota nell’indole dirigenziale ancora un residuo di provincialismo che davvero poco ha di europeo.

Cedere Biagianti non avrebbe costituito in alcun caso reato, a patto che tale cessione rientrasse nei programmi della società; è stato così per Vargas e Martinez, i tifosi hanno compreso benissimo senza montar alcun caso. Se tutto l’inverso è accaduto in questa settimana di trattative per Biagianti una ragione c’è. Ed oltre alle colpe della società certo non vanno dimenticate quelle del giocatore; apparso terzo incomodo nel dialogo serrato tra le due società.

A non andar giù ai tifosi, quelli che adesso criticano Biagianti, è stato proprio questo atteggiamento di impassibile attesa; da lui, abituato a combattere, sempre al centro del campo, ci si sarebbe aspettata una presa di posizione forte, che al di là della convenienza facesse emergere le sue vere intenzioni, il suo assenso o meno al trasferimento al Palermo.

Un gesto che fosse coerente con le lacrime versate nell’ultima gara di Campionato, quando il suo addio sembrava certo; un gesto, quest’ultimo, che adesso i tifosi rossazzurri non potranno che guardare e ricordare con spirito mutato e con mille più interrogativi , non sulla sincerità quanto sull’effettiva consapevolezza dello stesso. Insomma, chi è Biagianti? Il ragazzo che si commuove all’idea di andar via da Catania, o quello che resta impassibile e nulla ha da obiettare quando si fa concreta la possibilità di passare al Palermo?

Domande, alle quali il giovane ragazzo fiorentino dovrà rispondere in prima persona, senza metter di mezzo il loquace procuratore. Risposte, alle quali i tifosi rossazzurri si augurano di poter credere, senza riprovare nuovamente la sensazione di non conoscere la persona che hanno davanti e che per 4 anni hanno sostenuto e cresciuto.

Se poi non si vuol davvero più che il Catania assomigli ad un supermercato, o ad una “donna che fa il mestiere più antico del mondo”, come disse l’a.d. Lo Monaco commentando l’addio di Mihajlovic, allora un buon primo passo potrebbe esser quello di non mettere il cartellino col prezzo sul petto di ogni giocatore, specie quando non c’è bisogno di far cassa.

 

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