Christian Terlizzi
Caratteristiche
È uno dei difensori più alti del campionato italiano di Serie A: Terlizzi è alto 1,94 cm e ha una grande potenza fisica. E’ il tipico difensore centrale molto roccioso; colpisce spesso la palla di testa, risultando anche molto pericoloso sui calci piazzati. Infatti nelle prime quattro giornate del campionato 2005/2006, Terlizzi mise a segno quattro reti, rimanendo in cima alla classifica marcatori per alcune settimane. Addirittura l'allenatore Luigi del Neri in Coppa Italia, durante l'incontro Palermo - Bari finito 5 a 4, lo schierò centravanti. Terlizzi riuscì in quel match anche a segnare un goal. A Palermo trova anche la compagna con la quale si sposa poco tempo dopo.
Carriera
Iniziò nel Lanuvio Campoleone,poi andò all'Albalonga ma la carriera professionistica vera e propria di Terlizzi inizia nel 1996, quando viene ingaggiato dalla terza squadra di Roma. Fa l’esordio nei campi professionisti ad appena diciassette anni, in serie C1. La squadra è la Lodigiani (attuale Cisco Roma, ndr), una la presenza nella prima stagione, siamo nel 1996. Nel campionato seguente milita ancora nella stessa formazione, disputando due partite. Vedendosi la porta chiusa in faccia decide di indietreggiare, tornando o per meglio dire andando per la prima volta nei campi dilettantistici. L’approdo è a Tivoli, in serie D; lì riesce a disputare una stagione da titolare, 24 partite giocate. Si comincia a delineare il suo profilo, un ariete d’area di rigore: nel campionato preso in considerazione ed in quello seguente realizza complessivamente 7 goal, quattro con il Tivoli e tre con i Castelli Romani. Tuttavia, nonostante le buone qualità dimostrate, Terlizzi non riesce a sfondare ed a battere la concorrenza. È dunque costretto a restare nei dilettanti per altri due anni, prima con la Selargius e poi con il Termoli, giocando poco. Nel 2001 il Teramo lo porta con sé in C2, utilizzandolo spesso da titolare. Ottima stagione questa, anche una rete realizzata. Stesso discorso la stagione seguente, piazza e squadra sono però più importanti; parliamo del Cesena, in C1. Terlizzi raggiunge la serie B l’anno seguente, con il Palermo, disputando meno di metà campionato ma ottenendo la conferma per la stagione successiva, in serie A, dove esordisce il 22 settembre 2004, nella partita con la Fiorentina, terminata poi 0-0. Di stagioni in massima serie ne colleziona due con la squadra siciliana, facendosi notare per il grande fiuto del goal: nel 2005/2006 realizza ben cinque reti, bottino raro per un difensore; con Del Neri allenatore, in mancanza di attaccanti, verrà provato in una partita nel ruolo di prima punta: “"Non è stata una soluzione improvvisata ma ci ho pensato nelle ore precedenti la gara vista l'emergenza in attacco. E non è detto che è una soluzione che non si possa ripetere in futuro”. Nello stesso anno esordisce in Europa, dove colleziona 8 presenze segnando anche una rete, decisiva per l’1-2 dei rosanero sul Maccabi Petah Tikva, alla seconda giornata del primo turno. Nell'estate del 2006, non rientrando nei piani dell'allenatore Guidolin, decide di cambiare aria: si trasferisce, insieme al compagno Accardi, alla Sampdoria, con il compito di sostituire il partente Castellini. Segue il passaggio alla Sampdoria, in comproprietà con il Palermo. Quattro apparizioni, poi l’infortunio all’ernia del disco, alla decima giornata, che segna la fine della sua stagione e l’uscita dal giro della Nazionale, conquistata col Palermo.
A Catania
L’arrivo a Catania è prima in prestito, poi a titolo definitivo. Influenzato ancora dallo stop ligure, salta tutta la fase di preparazione in ritiro. E’ fortemente voluto da Baldini, che ha avuto modo di allenarlo al Palermo, ed adesso che è approdato al Catania delinea la zona centrale della difesa con lui e Stovini. Lo Monaco, al suo arrivo, dirà: “E’ un giocatore che altrimenti il Catania non si sarebbe potuto permettere, lo rimetteremo in sesto”. Non è tuttavia un inserimento facile quello a Catania, subito un’espulsione in Coppa Italia, contro la Triestina, per un calcio rifilato ad un avversario a terra, che costerà l’eliminazione del Catania ed a lui tre giornate di squalifica. I problemi iniziano a Gennaio, quando Baldini lo schiera attaccante contro la Reggina, negli ultimi minuti. Arrivano i primi contrasti col tecnico, interni allo spogliatoio, prima un brutto fallo su Mascara, in allenamento, col calatino che polemicamente rientra negli spogliatoi anzitempo, poi una vera e propria rissa verbale sul campo di Trecastagni con l’a.d. Lo Monaco. Ad una radio alcuni tifosi addirittura protesteranno per i toni utilizzati dai due durante l’alterco. Viene escluso dalla prima squadra, resta fuori per sei giornate e viene ripreso in considerazione solo dopo l’arrivo di Zenga in panchina, disputando 5 delle 7 partite restanti. Segna la prima rete in rossazzurro contro il Cagliari, al Sant Elia, l’1-0 al quale fa seguito il pareggio dei locali. In quella annata fecero parecchio discutere le sue dichiarazioni precedenti a Catania – Roma: "Totti? E' un grande campione, ma rimane un avversario come tutti gli altri. Solo, forse, andrà picchiato un po' di più", parole dette con ironia che costarono al giocatore 15.000 euro di multa, che ricadde anche a carico del Catania. Terlizzi chiese scusa, chiarendo anche di “essere l’unico romanista in una famiglia di laziali, ed aver festeggiato all’Olimpico lo scudetto della Roma”. Ma a nulla valse.
I tifosi iniziano ad averlo inviso, anche per i tanti rigori causati: Nel 2008/2009 causa il rigore contro il Napoli, parato da bizzarri e quello col Torino 3-2, con tripletta di mascara, trasformato da Amoruso. 2007/2008 Genoa – Catania, trasformato da Borriello (2.1) e Roma – Catania, trasformato da De Rossi (2.0). Zenga ne chiede la riconferma ed il giocatore resta a Catania. Inizia da titolare insieme a Stovini, come nella passata stagione; l’eccesivo leziosismo e qualche errore di troppo a questo collegato, non fanno altro che renderlo il giocatore “meno amato” dai tifosi. L’astio arriva all’acme in Catania – Juventus, quando un suo clamoroso liscio propizia la rete di Poulsen che vale la vittoria alla Juventus. Il pubblico è inferocito, su facebook vengono aperti gruppi che ne chiedono l’allontanamento da Catania: ““STUFI DI VEDERLO GIOCARE CON UNA SUFFICIENZA DISARMANTE […]' DEI SUI TOCCHETTINI E COLPI DI TACCO A LIMITE DELL'ARIA DI RIGORE […]VEDERLO ATTEGGIARE IN CAMPO COME SE FOSSE IL MIGLIOR NESTA […] PER TUTTI QUELLI CHE VOGLIONO COME COPPIA CENTRALE STOVINI-SILVESTRE... PER TUTTI QUELLI CHE NON LO VOGLIONO PIU' A CATANIA...TERLIZZI HAI ROTTO [omissis] !!!! E l’aria nello spogliatoio non è meno tesa. Si parla di un faccia a faccia con Baiocco, trattenuto a forza dai compagni per non far degenerare le cose. “Certi errori di sufficienza non sono assolutamente accettabili” dice Lo Monaco. Viene epurato e torna in campo dopo 5 mesi, fino ad avvenuta salvezza, quando Zenga lo mette in campo in ottica mercato.
Ma Terlizzi rifiuta ogni offerta, persino quelle della Juventus, tornata alla carica dopo l’interesse manifestato nel Gennaio precedente. No anche a Bari, Siena e Bologna, manifestando tutta la sua volontà di rimanere a Catania: “Non sono mai andato via da una piazza avendo deluso i tifosi. Voglio togliermi delle soddisfazioni col Catania, poi farò i miei calcoli”. L’atmosfera attorno al giocatore è profondamente scettica. Nella manifestazione che apre l’anno calcistico rossazzurro, presso l’aula magna dell’Università di Catania, l’a.d. Lo Monaco lo presenta col nomignolo “testa ‘ca frisca”, un modo colorito per indicare una persona che agisce prima di pensare.
Nella stagione che segue sembra però aver messo la testa a posto, e con Mihajlovic guadagna nuovamente il posto di titolare quasi inamovibile, vincendo la concorrenza di Spolli che, pur partendo da titolare, perde la titolarità dopo il suo infortunio che lancia la coppia Terlizzi – Silvestre. Dirà: ““Quando ho saputo che dovevo giocare è stato come uscire da un tunnel molto lungo, sembrava non dovesse finire mai e invece ce l’ho fatta. Tornare in campo dopo 5 mesi è stato per me la fine di un incubo. Per questo ringrazio la mia famiglia, i compagni che mi hanno aiutato e quanti mi sono stati vicini”. Poteva lasciare il Catania, ma per il centrale ex Palermo non era la fine che voleva: “L’ho detto ai dirigenti, se devo andarmene devo farlo da vincente, non ora”. Nonostante i tifosi restino scettici sul suo conto, non riceverà più fischi e contestazioni come in passato. Si va così avanti fino al termine della stagione, conclusa con la miracolosa salvezza. Dirà: “In sei mesi abbiamo costruito la nostra salvezza. Ho dato tutto quello che avevo, non sono mai andato via da perdente e non volevo farlo a Catania. Non ero mai andato oltre i 3 anni in un club. Qui sto bene, sono sereno, ho tanti amici, sta bene anche la mia famiglia”. Quando, dimostrato il suo valore, sembra giunta l’ora dell’addio, con Bologna, Bari e Brescia, oltre che il Milan, a richiederlo fortemente, Terlizzi decide di rimanere a Catania e rinnovare il contratto, facendo così dell’esperienza rossazzurra quella più lunga della sua carriera: “E’ la quarta stagione per me a Catania, speravo di rimanere qua a e chiudere la carriera in rossazzurro. Col Direttore ci siamo messi a tavolino ed abbiamo discusso del rinnovo, vado in scadenza a Giugno, rimarrò altri due anni se le cose vanno in porto. Lui è il primo ad attaccarmi, mi ha difeso poche volte perché sa che ho una personalità forte ed esser punto nell’orgoglio mi fa tirare fuori il meglio; ma in fondo mi vuole bene come io so, ed il nostro rapporto si base su questo rispetto reciproco. Le incomprensioni nascono tra uomini veri, ma quando ci si confronta si chiariscono e si va avanti”. E sulla sua rinascita, anche in prospettiva della stagione a seguire dirà: “La concorrenza mi ha rimesso in piedi, tutti mi davano per spacciato ed invece eccomi. La forza di questa squadra non è la forza del singolo ma del collettivo. O si va in panchina o giochiamo ci alleniamo sempre allo stesso modo. L’anno scorso dall’ultimo posto in classifica ci siamo salvati e stagione per stagione penso valga 6 o 7 punti in più. Abbiamo mantenuto una base importante per ripartire bene. Ci stiamo adattando molto bene al nuovo modulo, al nuovo mister. Avendo dei centrocampisti centrali molto bravi possiamo giocare con efficacia col 4-4-2, perché puntando sugli esterni attacchiamo in 4 ed in fase difensiva giochiamo in 6, e segnare non è facile”. Giampaolo punta molto su di lui, esordisce alla prima giornata ma un infortunio rilancia la candidatura di Spolli, che parte da titolare contro il Parma, in casa, alla seconda giornata, guadagnando il rigore che sblocca l’incontro.
| Stagione | Biografia | |||||||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Squadra | Serie | Pres | Reti |
|
||||||||||||||||
| 2009/2010 | Catania | Serie A | 17 | 0 | ||||||||||||||||
| 2008/2009 | Catamoa | Serie A | 19 | - | ||||||||||||||||
| 2007/2008 | Catania | Serie A | 25 | 1 | ||||||||||||||||
| 2006/2007 | Sampdoria | Serie A | 4 | - | ||||||||||||||||
| 2005/2006 | Palermo | Serie A | 21 | 5 | ||||||||||||||||
| 2004/2005 | Palermo | Serie A | 15 | 1 | ||||||||||||||||
La 16^Giornata
| Partita | Ris. |
|---|---|
| Palermo-Parma | 3-1 |
| Udinese-Fiorentina | 2-1 |
| Genoa-Napoli | 0-1 |
| Bologna-Milan | 0-3 |
| Brescia-Sampdoria | 1-0 |
| CAGLIARI-CATANIA | 3-0 |
| Juventus-Lazio | 2-1 |
| Lecce-Chievo | 3-2 |
| Roma-Bari | 1-0 |
| Inter-Cesena | 19/01 |
Prossimo Turno
| Partita | Ris. |
|---|---|
| Fiorentina-Inter | - |
| Cesena-Cagliari | - |
| Milan-Roma | - |
| Lazio-Udinese | - |
| Bari-Palermo | - |
| CATANIA-BRESCIA | - |
| Chievo-Juventus | - |
| Napoli-Lecce | - |
| Parma-Bologna | - |
| Sampdoria-Genoa | - |
Classifica
| Squadra | Pt. |
|---|---|
| Milan | 36 |
| Napoli | 30 |
| Juventus | 30 |
| Lazio | 30 |
| Palermo | 26 |
| Roma | 26 |
| Inter* | 23 |
| Sampdoria | 23 |
| Udinese | 23 |
| Genoa | 21 |
| Chievo | 20 |
| Cagliari | 20 |
| Fiorentina | 19 |
| Bologna | 19 |
| CATANIA | 18 |
| Parma | 18 |
| Lecce | 15 |
| Brescia | 15 |
| Cesena* | 12 |
| Bari | 10 |










