Ezequiel Alejo Carboni
Caratteristiche
Nato all’ospedale IMO di Buenos Aires, nel 1979, passaporto italiano, è stato prelevato dalla squadra allenata fino al 2007 da Giovanni Trapattoni, che aveva come suo secondo Lothar Matthaus.
Col trasferimento al Catania, Ezequiel Alejo Carboni, soprannominato “Kely”, corona il sogno di confrontarsi col campionato italiano, di cui tanto ha sentito parlare dal suo allenatore nei Red Bull Salisburgo, Giovanni Trapattoni. Nell’immaginario tattico è il sostituto di Mark Edusei una volta ufficializzato l’addio di quest’ultimo. Arriva a Catania ingaggiato a parametro zero nell’estate del 2008.
È il classico scudo davanti alla difesa, bravo a dettare il primo passaggio dopo aver interrotto l’azione avversaria.
Secondo di tre figli, Carboni ha sempre vissuto a Lanus, dove anche i suoi genitori sono nati, cresciuti, conosciuti, sposati e dove hanno costruito la loro casa. Sin da piccolo, Ezequiel era rapito dal calcio, tanto che la prima parola che pronunciò fu “palla”; questa passione gli fu inculcata dal padre e dal fratello, con i quali giocava ore ed ore in casa. Era talmente irrequieto che i suoi genitori decisero di portarlo a giocare in una scuola calcio, a sei anni entrò quindi nel club “La Luz”, poi al “Ballorati”, a volte giocava contemporaneamente in diversi club.
Sposato con Carla, a Maggio 2009 diventa per la terza volta padre, suo figlio, di nome Cristiano, nasce a Catania. Sul corpo porta come tatuaggio l’immagine del padre, scomparso quando lui era ancora un giocatore alle prime armi.
Dice del suo ruolo: “Il mio compito è quello di proteggere il pallone, non di far goal. A centrocampo bisogna far viaggiare la palla subito, non ci si può fermare, perché il nostro è un settore di transito. Si deve rifornire la punta subito, altrimenti gli avversari si piazzano e si perde lo spazio utile per andare a rete”.
A Catania gioca in maglia numero 5, numero che si porta dietro dalla sua esperienza in argentina perché: “Con il cinque, in Sudamerica, gioca il mediano che sta davanti alla difesa. A Salisburgo mi confermarono con la stessa casacca. In Italia ho rinnovato questa tradizione, anche perché in famiglia, adesso, siamo in cinque”.
Integrazione perfetta sotto il caldo sole della Sicilia: “Ci siamo trasferiti qui, con la mia famiglia, già l’anno scorso. Stiamo benissimo, per noi Catania è come una seconda casa, i catanesi sono persone solari, sincere”.
“Non mi sento mai soddisfatto di quel che faccio, voglio sempre migliorare, partita dopo partita”.
Spolli dirà di lui: “Per un difensore, poter contare sulla sua generosità, a pochi metri, è una bella sicurezza”.
Carriera
Compiuti 11 anni, età dalla quale di può esser tesserati per un club professionistico, diversi club Argentini provarono a contrattarlo, ma la sua intenzione era quella di restare vicino casa, quindi inizia la sua carriera come difensore, col Lanus (squadra di prima fascia argentina di cui fu anche capitano). In Argentina ha collezionato 189 presenze e 2 reti nei suoi sette anni di militanza al Lanus, ottenendo anche diverse convocazioni con la nazionale giovanile argentina. Nel corso della sua militanza nelle giovanili del Lanus soffre la morte del padre, che costringe sua madre a lavorare; ritroverà il sorriso solo il giorno in cui si fece tatuare il viso di suo padre. Dopo qualche mese da quel giorno, a causa dell’infortunio di un centrocampista della Prima Squadra, l’allenatore del Lanus, Mario Gomez, gli comunica la sua Promozione, debutterà in prima divisione il 10 Ottobre 1998, contro l’Independiente. Nel 2005 si trasferisce in Europa dove con la maglia del Saliburgo timbra 97 presenze con annesse 5 reti e conquista il titolo di campione d’Austria nella stagione 2006/07.
Agli inizi della sua attività calcistica anche la presenza nell'Under 21 argentina. Nel 2007 il suo esordio in Champions League, contro lo Shaktar, partita che il Salisburgo vinse 1-0. In questa ultima sua stagione a Salisburgo ha avuto modo di giocare in Uefa, 2 presenze da titolare (in passato ha giocato la semifinale contro il Francoforte), con 1 giallo, mentre 10 è il totale delle ammonizioni rimediate in campionato, sulle 32 partite disputate, 31 da titolare, evidentemente insostituibile, solo un'uscita dal campo per lui. Il Salisburgo è arrivato secondo in campionato, alle spalle del Rapid Vienna.
Il prezzo del suo cartellino era stato fissato dalla società Austriaca sui 2,2 mln di euro, tra i più elevati dell'intera rosa, ma il contratto sarebbe scaduto il 30 giugno di quest'anno, arriva perciò a parametro 0, dopo aver rifiutato la proposta di rinnovo del Salisburgo, contrasti con la dirigenza (che ha dichiarato: "Va via solo per esser pagato di più"). Secondo gli operatori di mercato, ed anche il d.s. austriaco, sarebbe dovuto andare in Spagna, al Villareal(contatti anche col Benfica, ed a Gennaio col Boca Jr.), così non è stato, e per capire le ragioni, basta leggere del suo procuratore.
Chi sia, tirando ad indovinare non si sbaglia: "Jorge Cyterszpiler", che ha curato tanto il suo passaggio dall'Argentina al Salisburgo, quanto quello dal Salisburgo al Catania. Queste le parole sul suo assistito: "La sua priorità era quella di approdare in un grande club, che possa dargli la possibilità di giocare in un campionato più competitivo di quello Austriaco. Lui è molto ambizioso e vuole dimostrare le sue capacità in un club di più alto livello". Pensare che in Austria, pur di farlo entrare in Nazionale, avevano offerto lui la cittadinanza..
A Catania
2008/09 Approda a Catania con la benedizione del Direttore Generale Pietro lo Monaco, che dice di lui: “E’ un combattente che i nostri tifosi impareranno ad apprezzare”. Viene presentato in una calda giornata d’estate, insieme ad un altro argentino, Ledesma. La sua avventura a Catania non comincia bene, un fastidio al polpaccio lo tiene fuori le prime due giornate di campionato e, quando Zenga lo rischia in campo dal primo minuto, contro l’Atalanta, finisce col perderlo per altre 5 giornate. Torna alla 12^, in trasferta, contro la Lazio. Da lì in poi mette continuità al suo stare in campo e, come schermo difensivo, ascende al grado di titolare fisso, perno sul quale poggia l’intero equilibrio difensivo etneo.
È capitano nella vittoria interna (2-1) sul Cagliari e nella gara persa 1-0 a Bergamo, contro l’Atalanta.
Commenta così il suo torneo: “Non ho reso come avrei voluto, ho dovuto fare i conti con acciacchi di vario tipo. Spero, nella prossima stagione di rendere con una continuità maggiore».
Nel ritiro indetto dal Catania ad Assisi (dal 13 Luglio), divide la camera con Kosicky. L’inizio stagione è esaltante, Atzori lo schiera al centro della mediana, dandogli il compito di metronomo. Lui stesso dichiarerà: “Con Atzori non solo mi sento importante ma so anche, esattamente, quel che devo fare in campo”. Le cose purtroppo non vanno come sperato e , dopo esser stato più volte capitano, con l’arrivo di Mihajlovic la sua “importanza” a centrocampo viene messa in dubbio. Complice un infortunio al polpaccio, che lo tiene lontano diverso tempo, il tecnico serbo compie degli esperimenti che lo portano a riscoprire Ricchiuti come centrale di centrocampo al fianco di Biagianti che, contemporaneamente, torna al massimo dei suoi livelli. L’accoppiata funziona ed a Carboni non resta che la panchina o comunque il ruolo di seconda scelta dietro persino ad Izco. Riesce comunque a chiudere con 28 presenze la sua stagione. In estate viene tentato dall’Independiente, squadra argentina che vorrebbe riportarlo in patria. Lo Monaco commenta: “Chi vuole Carboni deve pagarcelo quel che vale. I giocatori argentini devono capire che non possono venire in Europa, guadagnare bene e quando vogliono tornare a casa. I contratti vanno rispettati”. A queste parole Carboni replicherà senza alcuna polemica: “Mi sarebbe piaciuto tornare in patria e penso tornerò a fine carriera; la decisione del Catania di volermi ancora in squadra mi riempie di orgoglio perché evidentemente dirigenza e staff tecnico reputano che possa ancora esser utile alla causa”.
Esordisce sin dalla prima di Campionato, schierato al centro della mediana anche in ragione della squalifica di Biagianti.
| Stagione | Biografia | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Data di Nascita: | 04/04/2026 | |||||
| Luogo di Nascita: | Buenos Aires | |||||
| Nazionalità: | Argentina | |||||
| Ruolo: | Centrocampista | |||||
| N° Maglia: | 5 | |||||
| Altezza: | 179cm | |||||
| Peso: | ||||||
La 16^Giornata
| Partita | Ris. |
|---|---|
| Palermo-Parma | 3-1 |
| Udinese-Fiorentina | 2-1 |
| Genoa-Napoli | 0-1 |
| Bologna-Milan | 0-3 |
| Brescia-Sampdoria | 1-0 |
| CAGLIARI-CATANIA | 3-0 |
| Juventus-Lazio | 2-1 |
| Lecce-Chievo | 3-2 |
| Roma-Bari | 1-0 |
| Inter-Cesena | 19/01 |
Prossimo Turno
| Partita | Ris. |
|---|---|
| Fiorentina-Inter | - |
| Cesena-Cagliari | - |
| Milan-Roma | - |
| Lazio-Udinese | - |
| Bari-Palermo | - |
| CATANIA-BRESCIA | - |
| Chievo-Juventus | - |
| Napoli-Lecce | - |
| Parma-Bologna | - |
| Sampdoria-Genoa | - |
Classifica
| Squadra | Pt. |
|---|---|
| Milan | 36 |
| Napoli | 30 |
| Juventus | 30 |
| Lazio | 30 |
| Palermo | 26 |
| Roma | 26 |
| Inter* | 23 |
| Sampdoria | 23 |
| Udinese | 23 |
| Genoa | 21 |
| Chievo | 20 |
| Cagliari | 20 |
| Fiorentina | 19 |
| Bologna | 19 |
| CATANIA | 18 |
| Parma | 18 |
| Lecce | 15 |
| Brescia | 15 |
| Cesena* | 12 |
| Bari | 10 |










