1. Skip to Menu
  2. Skip to Content
  3. Skip to Footer>
Domenica Dic 19

Flash News

Settore Ospiti: Brescia per un Punto

=Torna il Brescia a Catania, dopo il 5-0 in Coppa Italia. Le rondinelle non nascondono la difficoltà della trasferta in terra etnea. I tifosi, intenti già a parlar del mercato di rafforzamento, necessario, a Gennaio, vedrebbero un pareggio al Massimino come "oro colato".

La Sfida: Catania Formato Coppa

=Emergenza titolari per Marco Giampaolo. Contro il Brescia potrebbe andare in campo una formazione molto simile a quella vista in Coppa Italia, ma stavolta non per ragioni di turn over. Difficili i recuperi di Biagianti, Alvarez e Llama. Forzato l'impiego di Carboni. Si prospetta l'esordio da titolare per Fabio Sciacca. Beretta prepara il tridente con Diamanti, Possanzini e Konè. Baiocco in Panchina.

Per un Pugno di Punti

NeSiamo alle solite, alle prese con… I soliti ignoti, gli oscuri motivi per i quali ogni anno una o due partite non scendiamo neanche in campo. I soliti innocui, i nostri attaccanti che definire [...]

L'A Scommessa

=La giornata di Serie A presentata e rivista in chiave scommesse e Fantacalcio, con qualche aggiunta straniera. Ancora un turno di riposo per le avversarie dell'Inter, occupato nel Mondiale per club. La gara simbolo è Milan - Roma. Attenzione a Parma - Bologna e Lazio - Udinese.

  • Previous
  • Next
  • Stop
  • Play
  • Ospiti
  • La Sfida
  • Commento
  • L'A Scommessa

Gennaro Delvecchio

PDF Stampa E-mail

Caratteristiche

Gennaro Delvecchio (tutto d'un fiato, diceva, si dovesse pronunciare il suo cognome)centrocampista, classe 1978. Lo chiamavano “cavallo pazzo” ,al suo prima arrivo a Catania, adesso è senza dubbio un cosiddetto “cavallo di ritorno” . Nell'era Pulvirenti, è il secondo giocatore a tornare a vestire la casacca rossazzurra, il primo fu Mascara.

Di lui, i tifosi rossazzurri, ricorderanno sicuramente la maglietta “Granita o Gelato?” mostrata al Marassi di Genova, per ben due volte, tanti quanti i goals che fece al Genoa il 2 Novembre del 2003, entrambi di testa e dalla stessa posizione, palo alla sinistra del portiere (il Catania vinse 1-3). Nel 2004/2005 passa al Perugia, lasciando Catania, nonostante avesse dichiarato amore eterno alla maglia rossazzurra ed alla città, un trasferimento forzato dalla mano di Gaucci, che ne deteneva il cartellino.

Mediano di spinta, abile negli inserimenti, soprattutto di testa, e roccioso in fase di copertura, nasce a Barletta e cresce calcisticamente sotto l'ala protettiva di Stefano Colantuono .

Nel modulo di Atzori (4-3-3), che ritrova al suo ritorno a Catania, si colloca immediatamente in mediana: “In questo centrocampo a 3 penso di giocare come esterno , credo verrò impiegato a destra”.

Dice di sé: “«Sono un professionista, onoro la maglia e sudo come un matto per arrivare al traguardo del successo. Non solo in campionato, anche in amichevole”. E delle sue caratteristiche: “Mi piace colpire di testa, arrivando da dietro. Mi piace sorprendere”.

Curiosità racconta come per ben due volte, in Treviso - Lecce 2-1 (2005/2006) ed in Reggina - Sampdoria 0-1, sostituì il portiere (espulso) nei minuti finali (si trattò di Vincenzo Sicignano e Gianluca Berti).

È solito festeggiare i suoi gol con un balletto, chiamato "La danza di chi ha sangue”, coniato in occasione della sua rete al Messina, nell’Aprile del 2007. La Gradinata Sud gli ha intitolato parecchi striscioni a tal proposito “Gennaro, Alzati e Danza”, “Gennaro Dance”. Lui dice: “Questa danza è parte della mia istintività, per questo è sempre diversa, arriva per come viene in base all’euforia che arriva dopo il goal”.

Il suo messaggio ai tifosi catanesi risuonerà forte e chiaro, anche dal lontano ritiro di Assisi quando, rientrato a Catania dopo l’avventura con la Sampdoria affermerà: “Catania è stata la piazza più importante per la mia carriera, qua sono diventato il vero Delvecchio , questa è la piazza che mi ha reso noto al calcio italiano; devo tanto alla società ed ai tifosi. Gennaro Delvecchio non è cambiato e vuole dare ancora tanto”.

Idee chiare, anche sull’eterno dilemma “gelato o granita?”: “Il dilemma l'ho risolto, preferisco la granita, è la prima cosa alla quale penso quando mi sveglio.

Una sua massima sul lavoro di calciatore: “Il lavoro del ritiro è fondamentale , bisogna far tutto fino alla fine, stringendo i denti anche sopra qualche acciacco. Nello spogliatoio prende immediatamente il posto di Spinesi come “simpaticone” del gruppo, inenarrabili gli scherzi che combina a Morimoto, sul quale dice: “Mori è una grande persona. Gli voglio un gran bene. E’ simpaticissimo”.

Carriera #1

Cresce calcisticamente nelle formazioni giovanili della squadra della sua città, il Barletta, col quale vince da capitano lo Scudetto di categoria nel campionato Allievi Regionali . Al fallimento del club biancorosso passa al Melfi che, nella stagione 1994/95, milita nel CND. Ha 16 anni e fa la spola tra prima squadra e formazione Juniores, con la quale vince il campionato Regionale , arrivando successivamente sino alla semifinale del Torneo Nazionale riservato alle vincenti Regionali. Promosso in prima squadra, nelle due stagioni successive si consacra come uno dei migliori giocatori della rosa, il successo gli vale il salto di categoria: passa al Giulianova, in C1, ma non riesce a trovare spazio, così la stagione successiva scende in C2, col Castrovillari, dove si mette nuovamente in mostra come rifinitore dietro l'attacco, ed all'occorrenza seconda punta; viene qui notato dal sodalizio Gaucci che, nel giugno nella stagione 2000/01 lo tessera come giocatore del Catania ma lo manda al Catanzaro, in C2, e nel 2001/2002 alla Sambenedettese , C2, altra controllata dal gruppo Gaucci, dove trova come allenatore Stefano Colantuono ed insieme conquistano la C1. Rinnova il contratto, ma stavolta lo fa come tesserato del Perugia, gioca un altro anno con la Sambenedettese e poi, sempre insieme a Colantuono, arriva al Catania, in B, è per entrambi l'esordio.

A Catania #1-2

Arriva a Catania una prima volta nel 2000/2001, pensa di poter dar tanto alla causa, ma viene subito dirottato a Catanzaro, dirà: “pensavo di poter dar molto, poi mi cedettero al Catanzaro, e ci restai male”. Ritorna una seconda volta nell'ultimo anno di gestione Gaucci, quello immediatamente successivo al “Caso-Catania” diventano uno degli artefici della miracolosa stagione che porta i rossazzurri ad un passa dal centrare i play-off: “Non si sapeva se il Catania avrebbe giocato in B od in C1, proprio in ritiro mi sono rotto il ginocchio ; partendo male, sono cresciuto fino a diventare titolare”.

Resterà storica, più d'ogni rete, la spinta veemente rifilata a Riganò quando, il 29 Maggio 2004, il centravanti della Fiorentina (ex-Messina) siglò la rete del pareggio (1-1) su un rigore regalato dall'Arbitro Gabriele (successivamente condannato, insieme alla Fiorentina, per lo scandalo Moggiopoli, ndr) per svenimento di Ariatti in area, mancavano pochi minuti alla fine della partita, la prima con Pulvirenti presidente del Catania, in tribuna.

In quel Catania, costruito in 10 giorni dai Gaucci dopo la riammissione in B (Caso Catania, ndr), era stato uno degli autori del piccolo miracolo che portò fino ad accarezzare il sogno serie A, si chiuse ad un passo dai playoff. Indossa il numero 4 e diviene persino capitano quando, a 6 giornate dalla fine, Gaucci estromette Lulù dalla rosa; in quella stagione “cavallo pazzo” (lo steso soprannome dato a Bernardis, tezino degli anni ’70) segnò 8 reti , record personale imbattuto finora, presenziando in ben 27 incontri (rimase fermo da Febbraio ad Aprile per un infortunio, frattura del piede, occorsogli durante Catania - Salernitana) e diventando famoso per la sua maglietta “Granita o Gelato?” , nata come dubbio cruciale su quale “dolce” preferisse scegliere una volta seduto al tavolino di un bar catanese. Delvecchio divenne catanese per adozione “consensuale” , sposando in tutto e per tutto la causa della maglia, il credo della tifoseria, il modo di vivere della città e venendone ricambiato con altrettanta generosità. La sua doppietta in Genoa - Catania (1-3) fu l'occasione per suggellare questo rapporto. Galeotta fu la maglietta “Granita o Gelato?” esibita sotto la casacca ufficiale nell'esultanza che accompagnò le sue due reti ai Grifoni; questa la cronaca di allora:

<< [...]entra Delvecchio, un centrocampista che fino a quel momento ha giocato poco, un giocatore di contenimento, che però….che però al '26 su cross dalla destra schiaccia di testa in rete battendo inesorabilmente Garzoli, in tribuna ospiti è il delirio, si stenta a crede a quello che il Catania sta facendo vedere, e si è ancor di più senza parole quando lo stesso Delvecchio corre nuovamente ad accogliere l'abbraccio dei suoi tifosi, quando al '48 punisce per l'ennesima volta il distratto Genoa, è 1-3, ed a Catania serpeggia una domanda ”Gelato o Granita?”>>

Vittoria in rimonta, tre goal tutti nel secondo tempo, rimonta iniziata con Mascara e completata da Delvecchio, due inzuccate di testa che valsero l'obbligo d'una intervista . Lui, seduto in un noto bar di Acitrezza , non si fece scappare l'occasione per spiegare quanto, dietro quella maglietta, ci fosse dei suoi sentimenti verso la città che l'aveva adottato , verso la maglia che l'aveva lanciato nel calcio professionistico e verso i tifosi, che sempre l'avevano sorretto, anche nei suoi inizi da panchinaro; seduto in quel bar, con un microfono in mano ed una telecamera davanti, azzardò una promessa che nessun giocatore può formulare ai tifosi con la certezza di non venirne poi meno (per forza maggiore o animo debole): quella di non separarsi, mai . A metà stagione fu fermato da un infortunio al piede che lo allontanò dal pallone (non giocò del 5-0 di Palermo) non dalla maglia: seguiva le partite a bordocampo, con le stampelle, senza perdere l'occasione di incitare i compagni.

Al termine del campionato gli eventi si succedettero in maniera vorticosa ed incontrollabile, alla volontà del giocatore di restare a Catania il Perugia contrappose la firma sul contratto , un contratto che “ab origine” aveva sottoscritto col Catania, nel 2000/2001, ma che era stato successivamente rinnovato col Perugia una volta che, la cordata Gaucci, come per Mascara, si accorse della validità tecnica del giocatore.

“Il ricordo più bello è stato vedere tanta gente dispiaciuta alla mia partenza da Catania”.

A render meno amaro l'addio arrivò la chiamata del suo tecnico e mentore Colantuono, anch'esso trasferito dal Catania al Perugia, che gli assicurava un posto fisso nella formazione che avrebbe dovuto riportare i Grifoni in A; arrivarono ai play-off, persero ed il Perugia fallì.

Chiuse le trattative il Direttore Lo Monaco dichiarerà: “Reputo che Mezavilla ed Anastasi siano dei giocatori che meritino la massima considerazione”. L'accoglienza riservatagli al Massimino quando, il 25 Settembre 2004, fece il suo ritorno, insieme a Mascara, da avversario, con la maglia del Perugia, fu rovente: venne beccato senza “sconti linguistici”; uscì dal campo furente.

Carriera #2

Dopo un anno in serie B col Perugia , terminato con la cocente sconfitta nei play-off contro il Torino, il giocatore si trova invischiato nel fallimento della società gestita dai Gaucci; è allora che il Catania, come per Mascara, prova a riportarlo in rossazzurro, ma il giocatore preferisce la destinazione Sampdoria, che però lo gira in prestito al Lecce , dove trova Baldini, come tecnico, e Gianluca Atzori, suo futuro mister nel Catania, come secondo. Una volta a Catania dirà: “Mi fa strano chiamarlo, Mister, Atzori, a Lecce e lo chiamavo Gianluca; in momenti extracalcistici si parlava di tutto. Ha fatto benissimo negli ultimi anni e gli faccio un grosso in bocca al lupo per il debutto”. In salento, da pugliese, non riesce ad evitare la retrocessione in B, ma si guadagna l'esordio in Nazionale e quello in A, che avviene l’11 Settembre 2005, in Lecce - Ascoli 0-0. Approda quindi alla Sampdoria, dove Novellino gli dà grande spazio, ma è comunque un'annata sfortuna, dove si trova costretto a saltare 6 partite per altrettante giornate di squalifica. Conquista l'Europa con i blucerchiati e vi esordisce (Coppa Uefa) il 16 agosto 2007 in occasione di Hajduk Split - Sampdoria terminata 0-1 per i doriani. Il 20 Settembre 2007 , contro l'Aalborg segna la sua prima rete in Uefa. Purtroppo, nel corso di un allenamento, si procura una frattura alle ossa nasali che lo costringe ad indossare una maschera protettiva, come se non bastasse, nel corso di Sampdoria - Parma, si procura una lesione muscolare al retto femorale della coscia destra. Gli infortuni, più l'ingresso in squadra di Antonio Cassano, con l'arrivo di Mazzarri in panchina, ne limiteranno fortemente l'utilizzo anche nella stagione 2008/2009, l’1 febbraio, durante Chievo Verona - Sampdoria, a causa di un contrasto con il difensore Andrea Mantovani subisce un principio di trombosi e una paralisi del nervo nella gamba destra, infortunio che lo tiene fermo per 2 mesi, il 5 aprile ritorna in campo contro il Napoli. Dirà del derby genovese: “Il derby della lanterna ha di diverso che si vive nella stessa città, è abbastanza sobrio, tra Catania e Palermo invece è molto intenso, ed a volte si eccede anche, sono partite alle quali i tifosi ci tengono molto”. Il 9 maggio a segnato il suo ultimo gol in maglia blucerchiata, in occasione di Sampdoria - Reggina (5-0). Le sue ultime parole da sampdoriano saranno: “Ringrazio i tifosi e la società per l'affetto che in questi anni mi hanno dimostrato [...] Quelli di Genova sono stati anni indimenticabili. Le emozioni che ho vissuto alla Sampdoria penso saranno irripetibili. Qui ho vissuto un sogno: giocare in Serie A e raggiungere traguardi che da bambino non avrei mai pensato di poter sfiorare. Qui ho raggiunto anche la Nazionale, è stata la mia consacrazione. Per tutto questo devo ringraziare i tifosi ma anche la società che mi ha permesso di esprimermi ad altissimi livelli. Di questi quattro anni mi rimarrà dentro l'affetto della gente, soprattutto quello che mi hanno dimostrato durante i periodi brutti, quelli più bui, in cui sono stato fuori per infortunio. Spero di aver lasciato un bel ricordo a questo pubblico straordinario, di sicuro a me resterà dentro di loro. Genova mi resterà dentro, è stata casa mia, e alla Sampdoria guarderò sempre con grande simpatia. Se in futuro farò gol alla Sampdoria non esulterò. Parola mia”.

Catania #3

Torna a Catania il 30 Giugno 2009, a 5 anni esatti dalla sua partenza; viene ricondotto in rossazzurro dal Direttore Generale Pietro Lo Monaco, col quale firma un contratto triennale. Ritorna in rossazzurro dopo 5 stagioni in giro per l'Italia, firmando un contratto triennale.

Dirà del suo trasferimento: “A Catania sono stato bene, se ho deciso di tornare c’è un motivo. Ritrovo Mascara, ritrovo il Catania. Sono davvero felice. Una felicità non arrivata per caso, ma cercata, ho fortemente voluto il mio ritorno a Catania, fortemente. Altrimenti non avrei firmato un accordo così intenso”. Il Direttore Lo Monaco: “Sono felice di questa operazione perché non è un tentativo, non una speranza, ma una garanzia. È un ritorno a casa da parte di un giocatore che non avremmo mai voluto perdere; quando abbiamo rilevato questa società l’avevamo messo nella lista dei giocatori da confermare, purtroppo l’accordo con la dirigenza uscente prevedeva altre cose che abbiamo dovuto osservare. Con 4 anni di ritardo ricuciamo un rapporto che può portare solo effetti positivi. E’ un giocatore del quale necessitavamo, che per caratteristiche tecniche ben si inserisce nel nostro organico [...]Ancor più prima del giocatore abbiamo scelto l’uomo: Tale entusiasmo ed il trasporto nell’accettare Catania l’ho visto in pochi altri giocatori [...]da lui ci aspettiamo un’impronta decisiva allo spogliatoio, un’immediata integrazione con l’ambiente, che lo rispetta e gli vuole bene. La scelta che ha fatto è più di cuore che di sostanza, non ha fatto prevalere l’ambito economico”.

Le sue parole, alla conferenza stampa di presentazione (3 Luglio 2008) saranno: “Catania è stata una scelta d’istinto, sono un giocatore sanguigno, che privilegia l’agonismo. La vita di calciatore si vive una volta sola, non ho seguito Colantuono, preferendo il Catania ad altre sue pari, proprio per istinto. La differenza tra Genoa e Catania è l’esistenza del dubbio “granita o gelato”, ma il calore che c’è a Catania esiste in poche piazze del mondo. Devo tanto a questa terra che mi ha proiettato in alto quando ancora pochi sapevano chi fossi”. Dal ritiro di Assisi prime impressioni ed obiettivi dell’organico 2009: “Siamo un gruppo abbastanza affiatato , non pensavo di trovare un gruppo così. Noi nuovi ci siamo inseriti subito e spero questo ritiro proceda per il meglio. La prima cosa da fare sarà giocare col coltello tra i denti e centrale la salvezza.

Il nuovo debutto in maglia rossazzurra avviene il 19 luglio contro il Besiktas, in amichevole, tra i pochi a restare in campo tutti e 90; sempre in amichevole, ma contro l’Assisium, segna la sua prima rete, liberato di tacco da Sciacca, è il 22 Luglio. La sua seconda rete arriva il 23 Luglio contro l’FC Ceahlaul è quella del 2-0, ribadisce in rete dopo una doppia traversa consecutiva di testa colpita da Martinez. L’inviato del giornale “La Sicilia”, Giovanni Finocchiaro, scrive di lui durante il ritiro: “Nel tempo libero [...] ha sempre gli occhi spiritati: non dorme e pensa alla prossima partita. Ha costantemente l’adrenalina a mille”.

Dopo aver indossato il numero 20 gli viene consegnato da Silvestre il numero 4. Nel corso dei rigori contro il Cagliari, nella Dahlia Cup, sbaglierà il tiro dagli undici metri. Nonostante ciò il Catania vincerà il trofeo in palio, e lui dichiarerà: “Nulla deve sorprendervi, perché noi scendiamo in campo per vincere. Sempre. È un concetto, questo, che dev’essere chiaro a tutti. E’ la nostra mentalità”. Ribadirà, col Catania a secco di vittorie dopo due turni: “Non dobbiamo abbatterci. Il miglior Delvecchio arriverà col tempo, questa squadra ha bisogno di me dal punto di vista caratteriale ed io so di poterle dare tanto”. Il miglior Delvecchio invece non arriverà, inutili gli esperimenti tattici provati da Atzori che prova a schierarlo prima a centrocampo, poi dietro le punte, persino come trequartista; il mediano di Barletta è sempre l’uomo in meno nell’undici etneo e buona parte del pubblico imputa a lui, ed al tecnico che lo schiera in campo, alcune delle colpe più gravi che determinano il rendimento sottotono della squadra nel corso della gestione Atzori. L’espulsione rimediata per proteste dopo Catania – Roma (al goal del pareggio romanista su calcio d’angolo inesistente concesso dal guardalinee che coadiuvava Saccani) gli varrà due giornate di squalifica accolte come una liberazione dal pubblico che lo considerava un giocatore “buono solo a far falli”, come dimostravano del resto anche le statistiche che, fino a quel momento, lo volevano come il giocatore più falloso dell’intero campionato. Nonostante in sua assenza arrivi la prima vittoria stagionale, contro il Cagliari, Atzori lo schiera nuovamente da titolare nella gara persa contro l’Inter per poi richiamarlo frettolosamente in panchina al termine del primo tempo. E’ l’ultima sua apparizione col Catania di Atzori. Epurato, patisce anche un problema al piede che lo costringe ad operarsi e rimanere fuori per un lungo periodo. Mihajlovic lo impiega solo a scaglioni, il primo capita alla 25^ giornata, contro la Roma. In occasione della rete siglata da Martinez contro l’Inter si frattura lo zigomo esultando insieme a Potenza. Da allora in avanti giocherà con una maschera protettiva.

Chiude il Campionato con 17 presenze, 7 da titolare, l’ultima contro il Livorno, in assoluto la partita più brutta disputata dal Catania per stessa ammissione del presidente Pulvirenti. Annata da dimenticare che commenterà così negli spogliatoi di Catania – Genoa: “Annata deludente, non mi nascondo. Penso già alla prossima, per rifarmi e dimostrare il mio valore”. In estate viene girato in prestito temporaneo per la tournee estiva organizzata dal Milan (che dovette far fronte alla partenza di numerosi nazionali, ndr):

“Sono stato fermo quattro mesi per un’operazione al piede, poi mi sono rotto lo zigomo. Insomma, questa tournée ci voleva proprio e me la godo anche perché da piccolo simpatizzavo per i rossoneri. Qui ci sono dei giocatori di un'altra categoria, io sono un giocatore normale, qui ci sono i campioni. E' una grande emozione, il Milan è la storia del calcio in Italia, spero di divertirmi e trascorrere un bel periodo con questa squadra. Ci tengo a fare bella figura, sarà sicuramente un divertimento affrontare questa tournee, ma voglio comunque dimostrare il mio valore”.

Tornato in ritiro si mette in mostra siglando una rete di testa nella prima amichevole stagionale, disputata contro la Val di Non. Ciò non impedisce comunque al Catania di metterlo in lista di partenza.

 

Stagione  
Biografia
  Squadra Serie Pres Reti  
Data di Nascita: 25/03/2026
Luogo di Nascita: Barletta
Nazionalità: Italia
Ruolo: Centrocampista
N° Maglia: 4
Altezza: 191cm
Peso:
2009/2010 Catania Serie A 17 0
2008/2009 Sampdoria Serie A 28 6
2007/2008 Sampdoria Serie A 26 2
2006/2007 Sampdoria Serie A 31 5
2005/2006 Lecce Serie A 29 4
2004/2005 Perugia Serie B 33 4
2003/2004 Catania Serie B 27 8

 

La 16^Giornata

Partita Ris.
Palermo-Parma 3-1
Udinese-Fiorentina 2-1
Genoa-Napoli 0-1
Bologna-Milan 0-3
Brescia-Sampdoria 1-0
CAGLIARI-CATANIA 3-0
Juventus-Lazio 2-1
Lecce-Chievo 3-2
Roma-Bari 1-0
Inter-Cesena 19/01

Prossimo Turno

Partita Ris.
Fiorentina-Inter -
Cesena-Cagliari -
Milan-Roma -
Lazio-Udinese -
Bari-Palermo -
CATANIA-BRESCIA -
Chievo-Juventus -
Napoli-Lecce -
Parma-Bologna -
Sampdoria-Genoa -

Classifica

Squadra Pt.
Milan 36
Napoli 30
Juventus 30
Lazio 30
Palermo 26
Roma 26
Inter* 23
Sampdoria 23
Udinese 23
Genoa 21
Chievo 20
Cagliari 20
Fiorentina 19
Bologna 19
CATANIA 18
Parma 18
Lecce 15
Brescia 15
Cesena* 12
Bari 10

Gli Sponsor

Il Sondaggio

Con quale delle dichiarazioni rilasciate tempo fa dall'a.d. Lo Monaco sei, ad oggi, maggiormente d'accordo?

 

 

 

 

 

 

 


  Risultati