Mariano Julio Izco
Caratteristiche
Mariano Izco, classe 1983, l ’ennesimo affare sudamericano di Lo Monaco, insieme a Vargas arriva a Catania nel 2006/07 ma ha poche occasioni per mettersi in mostra, complice la grande concorrenza di Baiocco ed Edusei, ritenuti insostituibili da mister Marino.
Ricopre tantissimi ruoli da interno ad esterno di centrocampo passando per esterno destro d’attacco, con Baldini, ed esterno destro in difesa. Tuttavia ha ben chiaro quale tra questi tanti ruoli sia il suo preferito, o semplicemente quello più adatto alle sue caratteristiche, esterno destro in un centrocampo a tre: “Posso adattarmi ad un altro ruolo, difensore o ala, sempre a destra, ma è logico che possa sbagliare di più e non esprimere tutto quel che so fare”.
Ragazzo sempre molto equilibrato in ogni sua dichiarazione, non perde occasione per confermare la voglia di migliorare, sognando un giorno di approdare nella nazionale argentina.
Nella stagione 2009/2010 è l’argentino più anziano del gruppo per militanza in rossazzurro. Dirà dei suoi inizi: “Quando sono arrivato io, al Catania, non è stato facile. Non c'erano tutti questi argentini. Così, visto che so quanto sia difficile all'inizio, quando arriva qualche straniero nuovo cerco sempre di dargli una mano un po' in tutto. Ai tempi legò molto con Edusei e Cesar, “è stato anche il mio primo maestro d'italiano”, che lo aiuteranno ad ambientarsi, conoscere la città e trovare casa.
E’ attualmente l’argentino più “longevo” del Catania, in rossazzurro dalla stagione 2006, la prima in serie A dei rossazzurri nella gestione Pulvirenti.
Carriera
Carriera breve, è nel calcio che conta da pochi anni. Prima di approdare al Catania sono solo quattro le sue presenze nei campi professionisti. Inizia la sua carriera nella terza serie argentina, tra le filea del “Club Atletico San Telmo” (debutta alla 4^ di Campionato contro l’Atletico Moron) dove disputa 94 partite segnando 4 reti in 4 anni di permanenza, fino al 2004, quando passa in prima divisione tra le fila del “Club Almagro” che retrocede immediatamente in seconda divisione, giocherà appena 6 gare. Viene quindi ceduto ad un’altra squadra di pari categoria, il “Club Atletico Tigre” col quale colleziona 27 presenze ed una rete. A settembre del 2006 arriva la chiamata di Lo Monaco che, durante il suo viaggio argentino in cerca di calciatori, insieme al procuratore Gustavo Ghezzi, l’aveva notato. Il trasferimento avviene per poco più di 60.000 euro versati al club argentino.
A Catania
Nel Catania gerarchico di Marino ha poco spazio. Tra le poche partite da titolare e le molte da sostituto, colleziona diciannove gettoni di presenza. Debutta in serie A contro il Parma fornendo a Caserta l'assist per il 2-0 finale.
Diventa una pedina importante di Baldini prima e di Zenga poi. Trentadue le sue presenze e zero gol. Baldini vede in lui un ragazzo pieno di grinta ed impegno, valori che premia garantendogli tanta continuità in campo.
L’unico suo gol in Italia arriva in Coppa Italia il 23 gennaio 2008 al Friuli di Udine. Al nono minuto del primo tempo riesce ad insaccare il pallone alle spalle di Paoletti con un tiro dalla distanza realizzando il momentaneo 1-1.
La stagione seguente Zenga lo utilizza poco e niente nella sua posizione preferita, quella di interno destro di centrocampo. Splendida la sua prestazione contro la Fiorentina, al Franchi, dove da terzino destro, oltre ad arginare l’esplosività di Vargas e Mutu provò anche a realizzare una rete sensazionale, colpo di tacco al volo (il “colpo dello scorpione”) che si spense di pochissimo a lato della porta difesa da Frey. Bene anche contro la Roma finché rimane nel trio di mezze punte; una volta costretto ad arretrare come terzino sinistro provoca la punizione che causa la rete di Panucci (4-3 al 93’). Problema fondamentale dell’argentino è l’incostanza di prestazioni. Dialoga spesso e bene con Martinez, grande amico nello spogliatoio lo è anche con Llama. Dal suo arrivo indossa la maglia numero 13. È il capitano del Catania nella gara pareggiata 1-1 al Granillo, contro la Reggina.
Nel ritiro indetto dal Catania ad Assisi (dal 13 Luglio), divide la camera con Biagianti. Atzori lo schiera esterno destro in un centrocampo a tre, rendendolo felice: “E’ da due anni che gioco adattato, spero finalmente di potermi esprimere nel ruolo che più sento mio”. In ritiro ha modo di giocare insieme con Delvecchio, e ne rimane favorevolmente impressionato tanto che dirà “ha molto da insegnare ai giovani, come grinta e determinazione in campo; io spero di riuscire a strappargli il segreto dei suoi inserimenti in area, sempre così puntuali”. A dispetto dell’annata di Delvecchio quella di Izco sarà entusiasmante. Dopo aver balbettato ad inizio Campionato, esplode con Mihajlovic in panchina, che lo colloca esterno destro nel tridente di centrocampo, il ruolo che ha sempre detto di preferire. Tant’è che è proprio lui, con la sua prima rete in Serie A, a regalare la vittoria in casa con la Juventus. Accantonato da Atzori dopo la sconfitta interna contro il Milan, a tre giornate di distanza Mihajlovic lo piazza titolare nella delicata trasferta di Torino, dovendo fare a meno di Mascara. Allo scadere, servito da Plasmati supera Cannavaro in velocità ed involandosi verso Manninger lo trafigge imparabilmente. Quella vittoria, storica, il Catania non vinceva dal 1963 a Torino contro la Juve, avvenuta sotto la neve, datata 20 Dicembre 2009, sarà la prima delle tante ottenute dal Catania di Mihajlovic, che chiudendo l’anno in bellezza lo riaprirà col vento in poppa verso la salvezza. Izco non mancherà più una gara da lì alla fine del Campionato, se non l’ultima, contro il Genoa. Nonostante il goal non arrivi più le sue sgroppate palla al piede ed i suoi assist, come quelli contro Bari e Parma per Morimoto e Martinez, gli fanno riacquistare parecchi punti anche nella considerazione dei tifosi. Chiude il campionato sostituendo Martinez come esterno offensivo, le sue prestazioni risentono negativamente di tale adattamento.
Con Giampaolo in panchina torna nuovamente in veste di jolly, impiegato sia come interno che come esterno nel 4-4-2.
| Stagione | Biografia | |||||||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Squadra | Serie | Pres | Reti |
|
||||||||||||||||
| 2009/10 | Catania |
A |
31 | 1 | ||||||||||||||||
| 2008/09 | Catania |
A |
27 | - | ||||||||||||||||
| 2007/08 | Catania | A |
32 | - | ||||||||||||||||
| 2006/07 | Catania | A |
17 | - | ||||||||||||||||
| 2005/06 | Tibre | B |
27 | 1 | ||||||||||||||||
| 2001/04 | San Telmo | B |
93 | 4 | ||||||||||||||||
La 16^Giornata
| Partita | Ris. |
|---|---|
| Palermo-Parma | 3-1 |
| Udinese-Fiorentina | 2-1 |
| Genoa-Napoli | 0-1 |
| Bologna-Milan | 0-3 |
| Brescia-Sampdoria | 1-0 |
| CAGLIARI-CATANIA | 3-0 |
| Juventus-Lazio | 2-1 |
| Lecce-Chievo | 3-2 |
| Roma-Bari | 1-0 |
| Inter-Cesena | 19/01 |
Prossimo Turno
| Partita | Ris. |
|---|---|
| Fiorentina-Inter | - |
| Cesena-Cagliari | - |
| Milan-Roma | - |
| Lazio-Udinese | - |
| Bari-Palermo | - |
| CATANIA-BRESCIA | - |
| Chievo-Juventus | - |
| Napoli-Lecce | - |
| Parma-Bologna | - |
| Sampdoria-Genoa | - |
Classifica
| Squadra | Pt. |
|---|---|
| Milan | 36 |
| Napoli | 30 |
| Juventus | 30 |
| Lazio | 30 |
| Palermo | 26 |
| Roma | 26 |
| Inter* | 23 |
| Sampdoria | 23 |
| Udinese | 23 |
| Genoa | 21 |
| Chievo | 20 |
| Cagliari | 20 |
| Fiorentina | 19 |
| Bologna | 19 |
| CATANIA | 18 |
| Parma | 18 |
| Lecce | 15 |
| Brescia | 15 |
| Cesena* | 12 |
| Bari | 10 |










