Fabio Francesco Sciacca
Caratteristiche
Classe 1989, nasce a Catania dove vive, con la famiglia, nel quartiere popolare di San Giorgio. E’ un centrocampista che cresce, calcisticamente, nel vivaio del Catania, diventando capitano della Primavera che, per ben due anni consecutivi, centra le finali scudetto nazionali.
“Il Catania - dice - è la squadra del mio cuore e della mia città”.
E’ un jolly della mediana, gioca preferibilmente sulla destra, o come interno in un centrocampo a 4 od a 5, oppure come esterno in un tridente di rifinitori dietro l’attacco. È il classico collante tra manovra difensiva ed offensiva, ottima visione di gioco, buona stazza e tanta tecnica. Abile ad innescare i compagni negli ultimi metri di campo, è dotato anche di ottime doti balistiche e tempi di inserimento che lo rendono pericoloso soprattutto sulle palle inattive. La giovane età non fa difetto alla personalità che sciorina in campo. La sua indole? “Quando vedo la porta provo sempre a calciare”. E’ stato il primo catanese del Catania ad indossare la maglia azzurra, in occasione di Italia - Germania U20; e rappresenta anche il primo frutto del vivaio etneo inserito in pianta stabile nella prima squadra.
Entra subito nei cuori dei tifosi, che ne esaltano le prestazioni; il Presidente Pulvirenti butterà acqua sul fuoco, con tono paterno, dicendo: “Se non si monterà la testa potrà diventare un giocatore molto interessante per questo Catania, in caso contrario farà poca strada”. In un’intervista Sciacca risponderà: “Il Presidente mi conosce, e sa bene che non mi monterò la testa”.
Testimonianza fu, alla domanda “Quale giocatore ti assomiglia di più sul panorama nazionale?” la risposta: “Più che altro dovrei dire a quale giocatore assomiglio io, visto che sono ancora così giovane [...] Pirlo, Lampard, Stankovic”.
Il 4 Luglio 2009 conquista la medaglia d’argento ai “Giochi del Mediterraneo 2009”.
In quell’U20 trova come tecnico Francesco Rocca, dirà di lui: “Mister Rocca merita un pensiero speciale: sul piano della personalità e sotto l'aspetto atletico, è una miniera di consigli utili. Al termine del torneo mi ha fatto i complimenti, esortandomi a tenermi in forma curando a dovere alimentazione e vita privata: accetto e prometto di fare tesoro di queste indicazioni”.
Rapporto particolare col Mister dell’U20, ed alla domanda se fosse o meno un sergente di ferro risponde: “E’ Hitler! A parte la battuta, lui fa giocare solo chi merita e questo è importante. Con lui ho un rapporto splendido, ma è un tipo che non ti da... sazio. Anche quando ho segnato mi ha dato una pacca, ribadendo poi che per lui gli azzurrini sono tutti uguali”.
“Il complimento più bello? - risponderà al termine dei Giochi del Mediterraneo - Gioisco quando mi dicono che farò strada perché so rimanere umile, mi sento compreso e percepisco fiducia".
Dopo la sua esplosione in prima squadra, dirà: “Ho avuto la fortuna di avere pochi amici, ma sempre buoni, giusti e fedeli, mai finti, e per questo mi reputo fortunato”. Amici coi quali ama, d’estate, intrattenersi al Lido Azzurro, spiaggia che lo ha visto più volte impegnato in tornei di beach soccer, quando la gioventù era più che verde, verdissima.
“Mi fa molto piacere firmare autografi, soprattutto quando si avvicinano i bambini: è un’emozione grandissima - e ribadisce - L’importante è rimanere sempre con i piedi per terra”.
Molto attaccato alla famiglia, numerosissima, composta da papà Salvatore, mamma Concetta ed i fratelli Orazio, Benedetto, Emiliano, e le sorelle Monica, Manuela, Rossella, Alessandra e Loredana. “I complimenti più belli sono sempre quelli della mia famiglia. La famiglia è sacra. E’ la cosa più importante. I miei hanno fatto un sacco di sacrifici per il sottoscritto: cercherò di ripagarli”.
Particolare anche il suo rapporto con la nonna Pippa, scomparsa: “La mia indimenticabile nonna è stata importante nella mia vita. Potrei raccontare tanti aneddoti, ma ne ricordo uno in particolare: i miei fratelli più grandi andavano a giocare, io rimanevo con lei e un giorno mi spiegò come si facevano le polpette di patate; ora sono diventate la mia specialità. Insomma io ero il suo bastone della vecchiaia e guai ai miei fratelli se si permettevano di toccarmi”.
Carriera
“Ai tempi commettevo anche qualche marachella: Giocavo in Promozione, un giorno durante la fase di preparazione dissi ai dirigenti che dovevo andare con i miei a un matrimonio, invece andai a giocarmi la finale di un memorial, lo vincemmo con un mio gol ma quel giorno mi chiamavo....Fisichella.”
Capitano della Primavera.
Esordisce in prima squadra il 15 Marzo 2009, nel recupero di Udinese - Catania, entra al 47’ (sostituisce Mascara) e gioca per appena due giri d’orologio. “Esordire con la maglia della propria città è il massimo che un catanese possa desiderare - dirà Sciacca - dedico questo esordio ai miei genitori, alla mia famiglia, alla società ed a tutti quelli che mi hanno sostenuto ed aiutato a coronare questo sogno che ho sempre provato a realizzare, fin da bambino. La vera occasione gli viene concessa il 26 Aprile 2009, quando Walter Zenga lo manda in campo al 45’, al posto di Llama, e dopo appena 70’’ il centrocampista etneo centra il palo che manda in rete Martinez e, successivamente, manca la rete del pareggio, su colpo di testa da corner, causa il “miracolo” del portiere Benussi; viene espulso nel finale, doppia ammonizione parecchio affrettata comminata dall’arbitro Gervasoni. Resta una prova molto positiva la sua, tanto che Zenga dichiarerà: “Sono più arrabbiato per l’espulsione di Sciacca che per la gara persa; certe volte gli arbitri dovrebbero utilizzare più il buonsenso. Peccato, perché l’avrei fatto esordire dal primo minuto contro il Milan (la partita seguente, ndr)”.
Sciacca: “Ho cercato di giocare con più calma possibile, per aiutare i compagni e fare il meglio per la squadra; quando il pallone mi è arrivato la prima cosa a cui ho pensato è stata stoppare e calciare, e sulla respinta del palo abbiamo fatto goal. Sull’espulsione ho sbagliato, anche se non penso che il secondo fallo fosse da giallo. Zenga ci tiene sempre in considerazione, e noi giovani proviamo a ritagliarci qualche spazio. Scontata la squalifica, Sciacca rientra in campo contro la Fiorentina, coronando il sogno di esordire nello stadio della sua città; aveva dichiarato, negli allenamenti antecedenti l’incontro: “Dopo la gara di Lecce sono riuscito a prendere sonno piano piano, quasi non ci credevo. Do sempre il massimo negli allenamenti, ma è il mister a fare le scelte. Tante persone mi hanno fatto i complimenti, quelli della società sono quelli che mi rendono più fiero. Spero di giocare prima o poi al Massimino, è come fosse casa mia, sarà un’emozione fortissima. Adesso quando giro per strada tutti mi incoraggiano”.
Contro la Fiorentina parte sempre dalla panchina, subentra a Llama nel corso del 13’ st, quando il Catania è già sotto di una rete; non è una gara esaltante, tanto che, in occasione di un errore a centrocampo, si prende un duro rimbrotto da parte di Stovini, che arriva, poi, a muso duro, in occasione della rete di Zauri, quando Sciacca non spazza subito l’area, propiziando la rete del centrocampista viola. Zenga decide comunque di farlo esordire da titolare nella gara seguente, è il 17 Maggio 2009, e con la sua maglia numero 26 (la stessa di un altro Fabio, molto simile a lui per caratteristiche, Caserta) inizia dal primo minuto la gara dell’Olimpico, contro la Roma, mettendo lo zampino anche sulla prima rete del Catania, quando supera Brighi e De Rossi con un doppio passo, serve Morimoto al centro dell’area che a sua volta fa velo per Tedesco che su pallonetto mette in rete; viene sostituito da Llama al 1’st, visto che il giorno dopo (Domenica) avrebbe dovuto giocare le fasi finali del campionato Primavera contro la Juventus, persa 4-2, dove segnerà su rigore da lui stesso provocato.
Ancora una volta titolare nella gara seguente, contro il Napoli, Zenga gli cuce sul braccio la fascia di capitano; uscirà all’86’ per far posto a Carboni: “Entrare in campo con la fascia di capitano e ricevere gli applausi dal pubblico è stata una grande emozione”.
Completa tutti e 90’ di gioco la partita seguente, l’ultima di campionato, al Dall’Ara di Bologna. Preparandosi al ritiro 2009/2010 dirà delle due aspettative per il campionato a venire: “Mi aspetto sicuramente di giocare. Se la società mi ha confermato vuol dire che crede in me e io voglio ripagare la fiducia che mi viene data. Naturalmente so di dover crescere e migliorare in tante cose, ma sto lavorando e continuerò a lavorare proprio per questo”.
Atzori, nuovo tecnico del Catania dalla stagione 2009/2010, dirà di lui: “Credo molto nelle sue potenzialità ed avrà spazio nella mia squadra. Se il direttore me l’avesse permesso l’avrei portato con me a Ravenna, l’anno scorso”. In prima squadra, sia con la gestione Zenga che con quella Atzori, ritrova Pino Irrera, che ne fu allenatore ai tempi delle giovanili e che svolge adesso l’incarico di vice.
Si aggrega alla prima squadra quando questa rientra dall’amichevole contro il Besiktas, giorno 20 Luglio, insieme ad Antenucci. Nella gara contro l’Assisium serve di tacco l’assist dell’1-0 a Delvecchio. Contro il Chalaul manda in goal Plasmati, con un preciso fendente da metà campo che libera l’attaccante davanti al portiere. In sala stampa confesserà: “Lo Monaco mi dice di stare coi piedi per terra; Atzori di affiancarmi a quelli che lavorano di più. Non so se giocherò quest’anno, ma è già un’emozione essere in ritiro con la prima squadra”. Firma la sua prima rete contro il Pescara, il 4 Agosto, nello stesso stadio che l’aveva visto scendere in campo con la maglia della Nazionale U20 per la Finale dei giochi del Mediterraneo contro la Spagna (poche settimane prima); una bordata da circa 30 metri che batte il portiere biancazzurro, andandosi ad infilare all’incrocio dei pali. “Un goal simile - dirà - l’ho fatto in un incontro amichevole col Bari, quando giocavo con la Primavera”. Nella seconda di Campionato, contro il Parma, debutta da titolare con Atzori.
“Soffro a vedere la mia squadra in difficoltà e non poter far niente per aiutarla” dirà nei giorni difficili trascorsi dal Catania nella stagione 2009/2010, mentre è costretto fuori dal campo per la riabilitazione., tornato acciaccato dopo l’esperienza in Nazionale, che gli costerà un’operazione e conseguente lungo stop.
Torna disponibile quando Mihajlovic è già succeduto ad Atzori ma nella partita che segna il suo ritorno in campo, il derby vinto 2-0 contro il Palermo, poggia male il piede dopo pochi minuti dal suo ingresso in campo e va nuovamente KO, fortunatamente i tempi di recupero sono brevi tanto da consentirgli di giocare le ultime due gare casalinghe del Campionato, contro Siena e Juventus, pur partendo dalla panchina. Chiuderà la sua stagione con appena 4 partecipazioni e 122’ giocati in campionato. Sul finire di stagione verrà aggregato alla formazione Primavera che riuscirà nell’impresa di battere il Milan (1-0) nelle finali per l’accesso alla Final Eight di Categoria; i rossoneri ribalteranno il risultato nella gara di ritorno.
Nuova stagione, stessi problemi. Nel ritiro 2010/2011 che il Catania svolge in Val di Non si infortuna dopo i primi allenamenti, ironia del destino, primo a parlare in sala stampa esordiva così: “Spero solo di star bene fisicamente. Questa stagione sarà dura trovare spazio a Catania, se resterò come se andrò via vorrei solo poter lottare per un posto in squadra”. Di lui e delle sue condizioni non si saprà più nulla di ufficiale.
Nazionale
A Maggio il tecnico della Nazionale U20 Francesco Rocca lo convoca per la gara del “Quattro Nazioni” che vede impegnata la nazionale italiana contro quella tedesca. Si gioca il 19 Maggio a Biella e, con la maglia numero 8, Fabio Sciacca esordisce subito da titolare; divenendo così il primo catanese, militante nel Catania, a cantare l’inno di Mameli in una partita, ufficiale, delle Nazionali italiane di calcio. Resta in campo tutti e 90’, schierato come interno destro nel centrocampo a quattro; si segnala, al 21’ per una forte conclusione che termina di poco a lato (gara vinta 1-0 dalla Germania, rete di Schahin al 27’pt). Dirà del suo rapporto con l’allenatore, Francesco Rocca: “Abbiamo un’intesa splendida, è un grande comunicatore che, quando abbiamo qualcosa da dire, ci ascolta”. Alla fine del campionato 2008/2009, l’8 Giugno 2009, Rocca lo convoca nuovamente per le gare dei “Giochi del Mediterraneo 09”, (divide la camera come Giacomo Bonaventura, del quale ha preso il posto in campo) dove esordisce, nella gara inaugurale contro la Siria, del 25 Giugno (h.18), in maglia numero 17. Resta in campo tutti a 90’ mettendo anche a segno la rete del temporaneo 1-0. Questa la formazione dell’Italia U20 scesa in campo allo “Stadio dei Marsi” di Avezzano:
(4-4-2) Fiorillo, Bini, Calderoni, Albertazzi, Tagliani, Mazzarani, Mustacchio, Raggio Garibaldi , Sciacca, Mendicino, Immobile.
Giocate di prima , tocchi lunghi e corti per i compagni, sempre in velocità, supporto offensivo quando la squadra si distende ed aereo sui calci piazzati. Decisamente il migliore in campo al termine dei 90'.Dopo i primi minuti di studio e qualche rimbrotto del tecnico, Sciacca comincia a macinare gioco, recuperando palloni a centrocampo e facendo ripartire la manovra. Una prima sua conclusione di testa, su corner, trova la salda presa del portiere avversario, segue un tiro da fuori che esce a fil di palo (20') ed una punizione - assist che Immobile non riesce a trasformare in rete per questione di centimetri.
Quando Rocca inizia a farsi impaziente, dato che gli azzurri pur mantenendo il pallino del gioco nelle proprie mani non riescono a concretizzare sottoporta, ecco la rete, proprio di Sciacca : E' il 39' quando, sugli sviluppi di una punizione battuta corta dalla corsia destra, Mustacchio mette al centro un cross teso, Sciacca stacca di testa, prendendo il tempo al suo diretto marcatore, e dallo spigolo dell'area piccola indirizza sotto l'incrocio dei pali , traiettoria imparabile e grandissima gioia per il centrocampista azzurro, alla sua prima rete con la maglia azzurra.
Commenterà la sua rete così: “Una soddisfazione enorme, difficile da descrivere. Dopo il gol ho pensato molte cose, la dedica è per nonna Pippa, la mia famiglia e la mia ragazza. Per ogni passo in avanti che faccio, poi, c’è sempre la gratitudine nei confronti del Calcio Catania”.
Giorno 29 Giugno, sceso in campo contro la Grecia, sempre all’interno dei Giochi del Mediterraneo (Stadio dei Marsi di Avezzano, h. 20) al 73', dopo qualche minuto di sofferenza, parte dal centrocampo, dribbla 4 avversari in velocità, si porta il pallone sul destro e gela il portiere greco in uscita, preciso diagonale che si infila sul palo alla sinistra dell'estremo difensore. Una rete fenomenale che chiude i conti sul 3-1 e manda l’Italia U20 in semifinale contro la Libia. “Ho ricevuto il pallone a centrocampo, con una finta mi sono liberato di Paligeorgos, ho accelerato e saltato Pitharoulis e Bertos a quel punto sono stato freddo a superare il portiere Androutsos e realizzare il goal. Un’emozione fantastica, sono stato sommerso dai compagni di squadra. Questa rete la dedico a mia mamma Concetta ed a mio papà Salvatore”.
Non è confermato, ma nella sua esperienza ai giochi del Mediterraneo, insieme ai suoi compagni, pare sfuggisse alla sorveglianza dello staff azzurro per andar a comprarsi merendine e altro cibo da metter sotto i denti. Rocca teneva i ragazzi a stecchetto, con una fetta di prosciutto come secondo, a pranzo.
Il 1° Luglio scende in campo per le semifinali contro la Libia ma al 15° delle ripresa esce dal campo per le conseguenze di un infortunio precedentemente subito, che l'aveva costretto ad abbandonare temporaneamente il campo. L’Italia U20 accede comunque alla finalissima grazie alla rete di Raggio Garibaldi al 3° del primo tempo. L’infortunio rimediato gli permette comunque di scende in campo per la finalissima contro la Spagna (4 Luglio 2009, Stadio Adriatico di Pescara, h.21), ma all’80’, dopo una gara incolore, esce, frustrato da quell’infortunio che non gli permette di giocare come può e sa. L’Italia perderà 2-1 con autorete, al 94’ di Calderoni; per Sciacca e l’U20 una medaglia d’argento comunque preziosa. Primo trofeo tra professionisti per il giovane rossazzurro.
“Per me è stata una stagione straordinaria -dirà della sua esperienza ai Giochi del Mediterraneo - completata da questa bella esperienza con l'Under 20 che mi ha fruttato una medaglia d'argento che piace... a tutto il quartiere! Certamente, il ricordo del gol alla Grecia rimane il più bello dell'avventura in Abruzzo, per me”.
A fine Agosto viene inserito nella lista dei 30 preconvocati di Rocca per i Mondiali Under 20 che si svolgono nel 2009 in Egitto, parte ad inizio Settembre per il ritiro alla Borghesiana, dove però patisce un contrattempo muscolare. Partecipa ai Mondiali U20 conquistando la medaglia d’argento ma senza riuscire ad incidere come potrebbe a causa di un sovrallenamento che lo costringerà, tornato a Catania, a sottoporsi ad intervento chirurgico. I tempi di recupero saranno parecchio lunghi. A fine stagione arriverà la convocazione per un’altra amichevole dell’U20, contro la Svizzera.
| Stagione | Biografia | |||||||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Squadra | Serie | Pres | Reti |
|
||||||||||||||||
| 2009/10 | Catania |
A |
3 | 0 | ||||||||||||||||
| 2008/09 | Catania |
A |
6 | 0 | ||||||||||||||||
La 16^Giornata
| Partita | Ris. |
|---|---|
| Palermo-Parma | 3-1 |
| Udinese-Fiorentina | 2-1 |
| Genoa-Napoli | 0-1 |
| Bologna-Milan | 0-3 |
| Brescia-Sampdoria | 1-0 |
| CAGLIARI-CATANIA | 3-0 |
| Juventus-Lazio | 2-1 |
| Lecce-Chievo | 3-2 |
| Roma-Bari | 1-0 |
| Inter-Cesena | 19/01 |
Prossimo Turno
| Partita | Ris. |
|---|---|
| Fiorentina-Inter | - |
| Cesena-Cagliari | - |
| Milan-Roma | - |
| Lazio-Udinese | - |
| Bari-Palermo | - |
| CATANIA-BRESCIA | - |
| Chievo-Juventus | - |
| Napoli-Lecce | - |
| Parma-Bologna | - |
| Sampdoria-Genoa | - |
Classifica
| Squadra | Pt. |
|---|---|
| Milan | 36 |
| Napoli | 30 |
| Juventus | 30 |
| Lazio | 30 |
| Palermo | 26 |
| Roma | 26 |
| Inter* | 23 |
| Sampdoria | 23 |
| Udinese | 23 |
| Genoa | 21 |
| Chievo | 20 |
| Cagliari | 20 |
| Fiorentina | 19 |
| Bologna | 19 |
| CATANIA | 18 |
| Parma | 18 |
| Lecce | 15 |
| Brescia | 15 |
| Cesena* | 12 |
| Bari | 10 |










