Giuseppe Mascara
Caratteristiche
Peppe Mascara, simbolo del Catania, emblema di Catania. Attaccante imprevedibile, velocità e fantasia le sue doti migliori. Nato a Caltagirone, nel 1979. È il primo giocatore rossazzurro, insieme a Biagianti, a venir convocato nella Nazionale Maggiore dal ct Marcello Lippi, l’occasione è l’amichevole del 6 Giugno 2009 contro l’Irlanda del Nord, a Pisa, ed è in assoluto il primo giocatore rossazzurro ad esordire in maglia azzurra. Con 59 reti, 30 in serie A, è il miglior marcatore rossazzurro di sempre ed anche il miglior marcatore rossazzurro in serie A.
Del mestiere di calciatore dice: “E’ il lavoro più bello del mondo, tranne la Domenica, perché è un casino confrontarsi con gli altri [...] difficile non è arrivare, ma confermarsi”.
Racconta delle sue origini: “Vengo da una famiglia al di sotto della normalità, non navigavamo nel’oro, si lavorava dalla mattina alla sera tanto che non riuscivamo nemmeno a vederci pur vivendo tutti sotto lo stesso tetto”.
Infanzia scandita tra scuola, lavoro e sogni di gloria. A 6 anni gioca con gli amici sul sagrato della chiesa madre di Caltagirone “Si giocava tutti insieme, finiti i compiti”; Giovanni Battaglia, dirigente del Comiso, era l’uomo di buona volontà che, in carenza di strutture, radunava tutti i ragazzi della città e metteva loro un pallone tra i piedi, di Mascara si ricorda bene: “Già a da piccolo faceva i numeri contro i 30enni”. Il pallone non lo mollava mai, “appena finito di mangiare - parla il fratello - prendeva la palla e giocava dentro casa” i danni ovviamente non mancavano “mi diceva << non ti preoccupare, non rompo niente>> - racconta il padre - ed invece sempre qualcosa rompeva [...] e non voleva andare neanche a scuola pur di giocare al pallone”.
La famiglia, come detto, non viveva nell’agiatezza, e perciò: “Siccome la scuola non era il mio forte ho deciso di andare a lavorare con mio padre, ai mercati rionali”. Sono anni di sacrifici, dorme 5 o 6 ore a notte e quando torna dal lavoro, alle 3 del pomeriggio, prende al volo il motorino per andare a fare allenamento. Ritmi frenetici, sacrifici intensi e nessun risultato: “Quando avevo 15 anni ero gracile e spesso venivo scartato, preferivano ragazzi messi fisicamente meglio”. Pensa addirittura di abbandonare il calcio, bussa alla porta della Polisportiva Annunziata per chiedere di entrare nella squadra di Pallavolo. “Volevo lasciare il calcio, notavo che mi toglieva tanto e non mi dava niente, invece la pallavolo mi avrebbe permesso di allenarmi a poca distanza da casa ed in orario notturno, così da conciliare meglio i ritmi lavorativi”. Ma alla porta della Polisportiva Annunziata trova un allenatore, Nando Girlando, che lo rimette sulla retta via dicendogli: “Peppe, giochi benissimo a calcio, hai un tocco di palla splendido, è quella la tua strada”.
Tra i suoi soprannomi si annoverano “Play Station”, il suo preferito, “Topolino”e Topolinik”.
Celebre uno stendardo dedicatogli da un tifoso etneo: “Niente Trucchi, Solo Mascara”. La sua rete contro il Palermo, nel derby del 1° Marzo 2009, verrà premiata come rete più bella del Campionato al Golden Gol 2009, manifestazione organizzata annualmente da Sport Italia. Lo stesso riconoscimento gli venne tributato da un’emittente televisiva brasiliana ed una vietnamita, entrambe lo collocarono due volte sul podio, al primo posto, per la rete contro il Palermo, ed al terzo per quella contro l’Udinese; secondo classificato Ibrahimovic (Inter - Reggina 3-0).
Dopo aver venduto la Porche, gira in Smart convinto della sua scelta: "Meglio spendere per i miei figli, non per piaceri personali".
Il 10 Luglio 2009 consegue il diploma di ragioneria presso l’istituto “Michelangelo” di Scordia, presentando la tesi: «Il calcio e le regole che lo regolano». Terminato l’esame regalerà a ciascun membro della commissione una maglietta del Catania, col suo nome e numero, il 7. E dichiarerà: “Adesso vorrei iscrivermi alla facoltà di Scienze Motorie”. I suoi miti sono Marco Van Basten, “per quel che faceva in campo, e per come lo faceva. Lo ritengo uno degli attaccanti più completi dell’era moderna”, e Roberto Baggio “perché aveva una condotta irreprensibile, e poi ha fatto tanto per l’Italia”.
Dei suoi goal più belli, col Catania, ricorda con particolare emozione l’1-1 a Rimini, la tripletta al Mantova, la rete all’Inter (squadra per la quale faceva il tifo da bambino), e quella al Palermo (pallonetto da 40 metri) aggiungendo “ ha un sapore...” di quella rete dirà: “Più passano i giorni più mi rendo conto di quello che ho fatto”, ed il padre aggiunge: “Non ho capito niente, solo dopo 10 minuti sono riuscito a realizzare che mio figlio aveva segnato al Palermo, e da centrocampo, strepitoso”. L’ultima parola ai compagni di allora, Biagianti: “Un goal straordinario, anche per l’atmosfera, il pubblico di Palermo era ammutolito” e Spinesi: “Un goal così si fa fatica anche a sognarlo”. Confiderà al padre: “Papà, adesso ci guardano da tutto il mondo”.
Odia l’aria condizionata anzi, lo fa proprio stare male, tanto che in ritiro preferisce alloggiare nella singola per non costringere un compagno ad adeguarsi a questa sua esigenza: “Quando cammino col colletto della maglietta alzata non lo faccio per spacconeria, ma perché proprio non sopporto l’aria condizionata”.
Dopo la convocazione in Nazionale e l’exploit del 2008/2009 dirà: “Non mi monto la testa perché ricordo i sacrifici che ho fatto per essere quel che sono adesso. Non servirebbe a niente e porterebbe solo ad allontanare tutta la gente che mi vuole bene”.
Carriera
Il fantasista comincia la sua carriera agonistica nelle giovanili del Comiso, la città in cui è cresciuto, per poi esordire nel CND, con il Ragusa, a soli 16 anni, indossa il numero 7. I primi contatti col Catania sono tutt’altro che amichevoli. Sentitosi snobbato dalla società al tempo delle giovanili, viene notato dagli osservatori della Battipagliese che, giunti a Ragusa per visionare un suo compagno, rimangono stregati da quel giocatore che, davanti ai loro occhi, mette a segno una doppietta. Il contatto è immediato e Mascara firma il suo primo contratto da professionista, 600mila lire al mese, passando in C1. Quello a Battipaglia non è un periodo facile per lui, complice anche l’impegnativo salto di categoria: “Avevo pensato di lasciare, era la mia prima esperienza lontano dalla Sicilia, dai miei genitori e dai miei amici, e poi là tutto era diverso, dal modo di pensare ai rapporti umani, perciò m’imposi che se non avessi sfondato quell’anno sarei tornato a casa, solo che le cose andarono bene e quindi..” l’anno successivo approda all’Avellino, dove non solo si consacra nel professionismo (viene definito “il nuovo Signori”) ma ha anche l’occasione per “vendicare” lo sgarbo subito, a suo dire, dalla società rossazzurra.
È la stagione 2000/2001 (C1), Mascara segna al Catania nella gara d’andata (Avellino - Catania 2-0), la sua rete, la prima, è un tiro al volo da fuori area, da cineteca. Il meglio deve ancora venire, perché il Catania, quello stesso anno, incontra l’Avellino nella semifinale play-off per la B, e nella gara d’andata, ad Avellino, è ancora una volta Mascara a punire i rossazzurri, inchiodando il risultato sull’1-0, rete di testa su cross di Fini, in un Avellino che tra le sue fila annoverava anche De Martis, Polito e De Zerbi (tutti futuri rossazzurri). Nella gara di ritorno, al Massimino, passerà il Catania, che andrà poi alle finali, contro il Messina. In quell’occasione Mascara ebbe un forte diverbio con uno steward, nel sottopassaggio.
Le acredini furono acuite da alcune dichiarazioni rilasciate dallo stesso giocatore, nelle quali dichiarava di non sentire la partita contro il Catania come un derby “del cuore”, perché da bambino suo padre lo portava a vedere le partite del Palermo. I tifosi rossazzurri faticheranno a dimenticarle.
Dall’Avellino alla Salernitana, ancora in Campania, ancora contro il Catania. Con Zeman ad allenare i granata la trasferta all’Arechi termina 3-0, la rete che sigilla il risultato è ancora una volta a firma Mascara, entra in area, dribbla l’intera difesa, Iezzo (portiere) compreso, e mette dentro.
Dopo l’esperienza in C1 Mascara decide di tornare in Sicilia, tra le file del Palermo, in serie B. Con i rosanero, guidati da Mutti, Mascara inizia alla grande, 4 reti in 5 partite, ma un infortunio ne limita l’utilizzo, chiuderà con 8 gol in 38 partite in 2 stagioni, tra le tante, gioca anche il derby al Massimino, al primo anno di B del Catania, quando sulla panchina rossazzurra siede Toshack.
Termina 2-0 con Do Prado decisivo a rubargli palla ed innescare il contropiede di Oliveira, che manderà Cordone in rete, per l’1-0. Seguendo l’azione, al goal, si inginocchierà per poi buttarsi a terra, in segno di disperazione.
A Catania, la prima volta
Dopo una brutta parentesi al Genoa (retrocesso in C1, 13 presenze 2 reti), dove approda a Gennaio in uno scambio alla pari con Paul Costantin Codrea, Mascara approda per la prima volta a Catania, grazie a Riccardo Gaucci che lo voleva fortemente dopo un’estate passata tra Tar e Tribunali sportivi. Indossa il numero 20, quello di Paolo Rossi, quando giocava in Nazionale. La sua prima rete arriva contro il Venezia, al Penzo, alla prima di campionato (slittata causa sciopero della B). Nel Catania di Colantuono Mascara riesce a mettersi in luce, segnando 13 gol , tornando ai livelli della sua consacrazione ad Avellino e facendo innamorare con le sue giocate il pubblico del “Massimino”. Indossa la maglia numero 20.
Carriera #2
Le tribolazioni legate all’addio dell’ex presidente rossazzurro, costringono Peppe a seguire il suo presidente a Perugia dove raggiunge i playoff, mettendo a segno soltanto 4 gol. Turbolenta Catania - Perugia, partita nella quale i tifosi etnei beccano Mascara con cori molto pesanti, imputandogli l’abbandono della maglia senza alcuna opposizione e soprattutto un episodio “imperdonabile” della passata stagione, quando dopo il 5-0 al Barbera andò a salutare la curva etnea con indosso la maglia del Palermo, scambiata con un giocatore rosanero.
Finalmente nel 2005, arriva la svolta della sua carriera. Pulvirenti, intenzionato a costruire una squadra per il salto di categoria, richiama Mascara a Catania (arriva a parametro zero dopo il fallimento del Perugia, ndr) e lo mette agli ordini del nuovo allenatore Pasquale Marino, col quale si ritrova nuovamente in un tridente offensivo.
È l’anno più importante della carriera del calatino che, a suon di gol (14), trascina il Catania ad una promozione che mancava ormai da 22 anni. Da incorniciare prestazioni come quella a Rimini, dove con un fantastico tiro al volo regalò l’1-2 ai rossazzurri, nel big match col Mantova quando stese i biancorossi con la sua prima tripletta in serie B, o la rete a pallonetto nell’ 1-3 al Catanzaro, sul neutro di Lecce. Indossa la maglia numero 9. In quell’anno sarà protagonista di uno spot Nike; tra palleggi e magie in giro per Catania affiggerà per le vie della città un adesivo con scritto: “Mascarinho è stato qui”.
La prima stagione in A scorre tra alti e bassi,scandita da espulsioni cruciali, costate ben 7 giornate di squalifica complessive; il primo rosso arriva contro il Messina, in casa, quando dopo aver segnato la rete dell’1-1 si toglie la maglia e, già ammonito, viene mandato fuori dall’arbitro Farina. Segue quella contro il Torino, manata a Cioffi (durante uno stacco aereo) e quella contro la Roma, altra manata su Chivu, gli arriva alle spalle, che sull’1-0 apre le danze per il 7-0 definitivo.
La sua prima perla in serie A la mette in mostra alla scala del calcio il 16 ottobre 2006. Al 16' su rimessa laterale sulla sinistra del fronte d'attacco etneo. Il fantasista riceve il pallone all'altezza del vertice dell'area ma molto spostato sulla fascia a 30/35 metri dalla porta, aggancia il pallone, fa un palleggio, alza la testa per prendere la mira e colpisce perfettamente indirizzando verso l'incrocio dei pali alla sinistra di Julio Cesar siglando il momentaneo vantaggio etneo. Spettacolare.
Durante la stagione è tartassato da numerosi guai muscolari, riesce comunque a giocare 28 gare realizzando 6 reti tra le quali una rovesciata all’Empoli che varrà al Catania il temporaneo ingresso in zona Champions. Indossa la maglia numero 10. Dirà - in un’intervista rilasciata nel ritiro 2009/10 di Assisi - di quella stagione: “La testa non è cambiata, volevo arrivare al top troppo presto e non mi ero accorto che dovevo fare dei percorsi e non da solo, ma affianco a compagni, allenatori e dirigenza. A volte, in quella stagione, questo atteggiamento mi ha portato a compiere qualche sciocchezza”.
La stagione successiva in panchina c’è Baldini, il Catania segna poco e lui con esso. Chiude con sole 4 reti una stagione da dimenticare ancor più della precedente, utilizzato a volte anche da difensore, un ruolo che non gli va giù perché dice “mi toglie brillantezza negli ultimi metri”. Va a segno con un doppietta contro l’Udinese del suo mentore, Marino, e con le reti al Palermo ed alla Sampdoria. Col Catania in difficoltà, nella gara contro il Cagliari (vinta per 2-1 dopo esser stati in svantaggio per 0-1), entrerà in aperta contestazione coi tifosi, che lo beccheranno a fine partita. Tutto rientrerà dopo un chiarimento a Massannunziata. Indossa la maglia numero 10.
A 7 giornate dalla fine di quella stagione a Baldini subentra Zenga, che proseguirà l’avventura in rossazzurro anche la stagione successiva, quella del grande rilancio di Mascara, finalmente esentato da compiti difensivi ed inventato nella posizione di pseudo-attaccante, libero di svariare dove meglio gli aggrada.
Ad inizio della stagione 2008/09 accetta un ridimensionamento del contratto, e cede veste la maglia numero 7, dopo aver ceduto quella numero 10 a Dica. La stagione inizia con il gol da 3 punti nella prima giornata di campionato contro il Genoa.
Il suo giorno di gloria è il 16 novembre 2008 Catania – Torino 3-2 realizza una splendida tripletta che lancia il Catania nelle zone nobile della classifica. Prima riacciuffa il Torino, passato in vantaggio due minuti prima, poi porta in vantaggio gli etnei con una magistrale punizione, criticata poi per i pantaloncini abbassati di Plasmati, ed infine riporta la squadra di Zenga definitivamente in vantaggio sfruttando una bellissima discesa di Tedesco con un ottimo inserimento dentro l’area.
1 marzo 2009, è Palermo – Catania, partita indimenticabile per i tifosi rossazzurri e per Giuseppe. Il calatino non segnava dalla tripletta rifilata al Torino. Al quarantatreesimo minuto offre un qualcosa di indecifrabilmente spettacolare: da centrocampo calcia a campanile verso la porta di Amelia; neanche il tempo di pensare “che sta facendo?” che il pallone scende improvvisamente toccando la linea di porta ed infilandosi alle spalle del portiere rosanero. Un gol che poi farà il giro del mondo, col sottofondo degli applausi di parte del pubblico palermitano, e porrà il calatino all’attenzione del selezionatore della Nazionale. Altra rete molto simile, sempre su pallonetto, ad Udine, quando Belardi rinvia male e viene prontamente fucilato da 35 metri. La partita poi finirà 1-1.
Contro la Roma, all’Olimpico, il 17 Maggio 2009, Mascara segna la sua 100^ rete tra i professionisti, una punizione dal limite che batte Arthur nonostante una barriera di 9 uomini.
Nei giorni successivi all’addio di Zenga ed al suo approdo sulla panchina del Palermo dirà: “Non mi mancherà per niente, anzi devo dire che mi ha deluso profondamente con le sue dichiarazione sullo 0-4 di Palermo. Non si può stimare una persona che prima ha un'opinione e poi la cambia in maniera così evidente , dicendo che a Palermo ha esultato solo per aver battuto una squadra importante".
Sulle tante voci di mercato che si rincorreranno nell’estate del 2009, Lo Monaco dirà di lui: ““Su Mascara leggo notizie farneticanti, Bayern Monaco, PSG; ma chi lo deve prendere Mascara? Mascara resterà qui, morirà in questa società. Quest’anno per lui sarà un anno tremendo, con la concorrenza di Barrientos e Martinez, ma ha un grande carattere, gli vogliamo bene; Se ci fosse la sua intenzione di andare via me lo metterei sulle spalle, per il bene che gli voglio, e lo porterò a destinazione, ma penso che questo non accadrà. Il problema sarà, una volta finita la sua carriera, il cosa fargli fare in dirigenza”.
L’11 Luglio il Direttore Lo Monaco annuncia l’imminente firma sul prolungamento del contratto con termine 2013. Commenterà l’interessato: “Non c’è ancora nulla di scritto, ma c’è l’intenzione e l’intesa, a me basta una stretta di mano, come fu per il mio arrivo a Catania 5 anni fa”. La firma verrà posta durante il ritiro. Il Mercato di Mascara si chiuderà così e, sulle voci che lo davano lontano da Catania dirà: “Non c’è mai stato nulla di concreto” e poi, su tanti addii eccellenti : “Mi spiace per quei compagni coi quali ho diviso tante lotte e tanti successi, ma questo è il calcio, se io sono rimasto è perché ho fatto qualcosa di importante e forse ho qualche anno in meno di loro”
Il neo tecnico del Catania Gianluca Atzori, alla presentazione della rosa 2009/2010 dirà:“"Mascara deve stare vicino alla porta, ha grandi qualità, ma devo anche riuscire a creare equilibrio con la fase difensiva. La fase di non possesso palla è fondamentale, perciò anche Mascara dovrà rientrare e sacrificarsi. Vorrei tenerlo più in alto possibile, ma l'equilibrio viene al di sopra di tutto. Parole, queste, che seguirono ai complimenti che il tecnico gli fece quando riuscì a conquistare la Nazionale: “Sono contentissimo, perché Mascara , oltre a dimostrare sul campo di meritare la fiducia di Lippi per un posto in Nazionale, è un ragazzo davvero speciale , al quale sono rimasto particolarmente legato anche dopo l'esperienza a Catania [...] lui e Biagianti devono essere da esempio per il gruppo”. Dei suoi obiettivi stagionali dirà: “Superare il record rossazzurro di 19 reti in serie A detenuto da Prenna, me ne mancano 8. Ovviamente, anzitutto verrà la ricerca di una salvezza dignitosa e poi.. la nazionale. Con Lippi ci siamo lasciati bene, spero che il saluto che ci siamo dati non sia stato un addio”. Nel ritiro indetto dal Catania ad Assisi (dal 13 Luglio), divide la camera con Catellani. Piccola curiosità, è sua la prima rete stagionale in partitella “seria”, il 14 Luglio 2009, quando il Catania preparava l’amichevole col Besiktas. La prima rete della stagione la mette dentro il 22 Luglio nell’amichevole contro i dilettanti dell’Assisium, sua la rete del 6-0 su rigore, che trafigge Kosicky, schierato con gli avversari. Fornisce anche la combinazione stretta a Martinez per la rete del 5-0. Nelle gare contro Fiorentina e Spal serve a Sardo, su corner nel primo caso e su punizione nel secondo, l’assist per le due reti con le quali chiuderà il campionato.
Nei giorni precedenti alla Dahlia Cup presenta la maglia color “oro” che il Catania indosserà in occasione della manifestazione, dove sarà proprio lui ad alzare la Coppa (vinta contro Cagliari e Fiorentina) al cielo. Contro la Cremonese, al terzo turno della Tim Cup, il primo per il Catania, mette a segno la rete del decisivo 1-0 che manda i rossazzurri al turno successivo. Dopo le prime due giornate di campionato il clima teso colpirà anche lui, prima se ne avrà a male per una frase riportata su di un giornale dove Sciacca, ironicamente, si metteva in pole per attaccamento alla maglia giustificandosi “Mascara è di Caltagirone, io sono di Catania”. Nel dopo gara di Marsala - Catania (0-1, suo il goal, su punizione deviata dalla barriera al 32’st), all’invettiva di Atzori “questa squadra manca di carattere, non salvo niente di questa amichevole” replicherà piccato: “Non capisco il senso di queste parole, era difficile giocare per il gran caldo e per le pessime condizioni del campo. Noi abbiamo fatto il possibile”.
Seguiranno partite poco convincenti dal punto di vista prestazionale. Molte critiche arriveranno dai tifosi sul suo rendimento, lui risponderà “ho dato il meglio, forse non ho giocato bene solo contro la Lazio”, rispondendo così anche al tecnico che aveva precisato “m’aspetto qualcosa di più da Peppe, che non è al livello dall’anno scorso”. All’apparente attrito tra i due Mascara risponderà: “Tra me ed Atzori non c’è alcun problema. A me va bene giocare in qualsiasi ruolo, se vedo in difficoltà un compagno mi viene istintivo aiutarlo, anche correndo fino in difesa”, volendo così anche smentire l’opinione che vedeva nel ruolo e nelle mansioni scelte per lui dal tecnico il suo basso rendimento.
Tuttavia proprio con l’addio di Atzori e l’arrivo di Mihajlovic sia le prestazioni del calatino che quelle del Catania subiranno un’impennata impressionante. Come primo sostanziale cambiamento Mascara tornerà ad essere unico capitano della squadra, termina così il periodo di rotazione della fascia iniziato nella gestione Zenga. Sgravato da compiti offensivi è più libero di spingersi in avanti; dopo i tre rigori messi a segno contro Udinese, Chievo ed Inter (a Milano) e la splendida rete, seppur inutile, a Firenze, sbaglia il primo, dopo una lunga infallibilità, nella gara interna contro il Parma, aperta proprio da una sua rete, di testa; un’altra, sempre di testa, la metterà a segno nell’1-0 che varrà la prima vittoria interna di sempre contro la Fiorentina e per il calatino il titolo di miglior marcatore di sempre del Catania in serie A con 30 reti, superando Spinesi, fermatosi a 29. Chiuderà ad 8 il numero delle reti stagionali, ben 5 su rigore: gli ultimi due che mancano all’appello si riferiscono a quello messo a segno contro il Cagliari ed allo straordinario cucchiaio col quale metterà il suo sigillo sulla storica vittoria dei rossazzurri contro l’Inter di Mourinho, che successivamente si laureerà campione d’Italia e d’Europa. Dopo aver conquistato la massima punizione e l’espulsione di Muntari, fallo di mano in area su punizione calciata proprio dal calatino, dal dischetto befferà Julio Cesar con uno scavino che farà trattenere il fiato all’interno stadio prima di farlo esplodere, una volta entrato in porta il pallone. Mascara festeggerà sotto la curva mimando il gesto “sono pazzo”.
In sede di ritiro, firmerà il rinnovo contrattuale che prolunga il suo rapporto col Catania fino al 2012: “Non ho mai pensato di andar via. Mi sento in famiglia, è bastata una stretta di mano tempo fa. Adesso abbiamo messo tutto nero su bianco”. Segnerà la sua prima rete stagionale contro i dilettanti del Pinzolo, l’1-8 che mette a segno con un pallonetto degno delle sue migliori “Mascarate”, così i tifosi ribattezzeranno i suoi colpi di genio calcistici. Nell’amichevole giocata il 4 Agosto contro l’Ascoli, al Del Duca, mette a segno una splendida rete su punizione e serve a Spolli, sempre da calcio piazzato, la palla giusta per il definitivo 1-2. Nella prima uscita davanti al pubblico del Massimino, indossa la fascia di capitano e fornisce a Lopez il pallone del primo vantaggio. Al termine della gara dichiare: “Ci stiamo abituando al nuovo modulo, dobbiamo ancora migliorare”.
| Stagione | Biografia | |||||||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Squadra | Serie | Pres | Reti |
|
||||||||||||||||
| 2009/10 | Catania |
A |
34 | 8 | ||||||||||||||||
| 2008/09 | Catania |
A |
34 | 12 | ||||||||||||||||
| 2007/08 | Catania | A |
35 | 4 | ||||||||||||||||
| 2006/07 | Catania | A |
28 | 6 | ||||||||||||||||
| 2005/06 | Catania | B |
36 | 14 | ||||||||||||||||
| 2004/2005 | Perugia | B |
37 | 4 | ||||||||||||||||
| 2003/2004 | Catania | B |
41 | 13 | ||||||||||||||||
| 2002/2003 | Genoa | B |
13 | 2 | ||||||||||||||||
| 2001/2002 | Genoa | B |
17 | 2 | ||||||||||||||||
La 16^Giornata
| Partita | Ris. |
|---|---|
| Palermo-Parma | 3-1 |
| Udinese-Fiorentina | 2-1 |
| Genoa-Napoli | 0-1 |
| Bologna-Milan | 0-3 |
| Brescia-Sampdoria | 1-0 |
| CAGLIARI-CATANIA | 3-0 |
| Juventus-Lazio | 2-1 |
| Lecce-Chievo | 3-2 |
| Roma-Bari | 1-0 |
| Inter-Cesena | 19/01 |
Prossimo Turno
| Partita | Ris. |
|---|---|
| Fiorentina-Inter | - |
| Cesena-Cagliari | - |
| Milan-Roma | - |
| Lazio-Udinese | - |
| Bari-Palermo | - |
| CATANIA-BRESCIA | - |
| Chievo-Juventus | - |
| Napoli-Lecce | - |
| Parma-Bologna | - |
| Sampdoria-Genoa | - |
Classifica
| Squadra | Pt. |
|---|---|
| Milan | 36 |
| Napoli | 30 |
| Juventus | 30 |
| Lazio | 30 |
| Palermo | 26 |
| Roma | 26 |
| Inter* | 23 |
| Sampdoria | 23 |
| Udinese | 23 |
| Genoa | 21 |
| Chievo | 20 |
| Cagliari | 20 |
| Fiorentina | 19 |
| Bologna | 19 |
| CATANIA | 18 |
| Parma | 18 |
| Lecce | 15 |
| Brescia | 15 |
| Cesena* | 12 |
| Bari | 10 |










