Takayuki Morimoto
Caratteristiche
Classe 1988, nato a Kawasaki. Morimoto si presenta come una delle possibili rivelazioni del calcio nipponico, nel paese del Sol Levante viene definito un “Holly” in carne ed ossa (il mirabolante attaccante della serie a cartoni animati “Holly e Benji”, ndr) o anche “Japanese Ronaldo”, “Ronaldo del Sol Levante”, mentre la stampa internazionale parla di lui come elemento di spicco della nuova generazione di Fenomeni stile Messi, Fabregas, Diego Tardelli ecc...
È una prima punta classica, abilissimo nei 20 metri e dotato di un fiuto del goal sopraffino. Tra le sue doti, oltre la freddezza a tu per tu col portiere, anche il tiro dalla distanza. Punto forte sono i suoi tempi di inserimento, al limite del fuorigioco, e la velocità, che fa impazzire i suoi diretti marcatori. Gli attaccanti ai quali si ispira sono Inzaghi e Trezeguet, ma il suo idolo resta Spinesi, dal quale, dirà “ho cercato di imparare tutto, è lui il mio punto di riferimento”.
Non chiamatelo mai “Amedeo”, ne avrebbe a male per le tante storie raccontategli da Ciro Polito, che al primo anno di Catania lo prese sotto la sua custodia come un fratello minore
Arriva a Catania anche grazie al sostegno economico della MPS, compagnia che gestisce diritti d’immagine e televisivi a livello globale. È tanto affezionato alla maglia rossazzurra che, dichiarò il Direttore Lo Monaco nel 2009 “Quando gli prospettai l’ipotesi di un suo esordio nella Nazionale maggiore mi disse <
Dai tifosi viene chiamato “Maremoto”, dal Direttore Generale del Catania “Banzai”. Da mascotte del gruppo diventa punto di riferimento dell’attacco rossazzurro. Ama la “Carne di Cavallo” tanto da dichiarare che il suo sogno sarebbe quello di aprirsi una “putia” in via Plebiscito. In un’intervista televisiva ha dichiarato “L’aglio è la mia benzina, mi fa correre di più”, pronta la battuta dell’accoppiata Mascara - Spinesi, intervistatori d’eccezione: “Quanti kilometri fai a spicchio?”.
Andato via Spinesi troverà in Gennaro Delvecchio un nuovo compagno di “scherzi”. Delvecchio dirà di lui: “Mori è una grande persona. Gli voglio un gran bene. E’ simpaticissimo”.
Ogni sua rete, come valore pubblicitario, è stimata in ben oltre un milione di euro.. Più volte, Morimoto, si guadagnato la prima pagina dei maggiori quotidiani sportivi giapponesi che, per seguirlo a Catania, hanno inviato 4 reporter.
Dopo l’avvenuta convocazione nella Nazionale Maggiore, il 28 Agosto del 2009, dirà del Direttore Lo Monaco: “mi ha portato a Catania e mi ha fatto crescere, per me è come un padre”. .
Carriera
La sua ascesa all’olimpo del calcio mondiale è stata interrotta nel 2005 a causa di un infortunio occorsogli all’alluce del piede destro, sarebbe stato convocato nella nazionale maggiore per partecipare alla spedizione mondiale in Germania. Tutto rovinato in un allenamento troppo acceso. Cresce nello Tsudayama Fc fino al 1998, quando inizia la trafila nella giovanile del Tokyo Verdy fino ad esser promosso nella Prima squadra, anno 2004,dove sin da subito mette in mostra qualità al di fuori dell’ordinario. Debutta in J-League contro lo Jubilio Iwata (Serie A inglese) a soli 15 anni, 10 mesi e 6 giorni; un record per la massima divisione giapponese. Record è anche l’età al momento della sua prima rete, il 5 Maggio 2004 contro il Jef United Ichihara; all’87° minuto è il goal che dà al Tokyo Verdy la vittoria. Quello stesso anno viene eletto miglior esordiente dell’anno in J-League. Suo allenatore, in quella stagione, è Osvaldo Ardiles. Con il Tokyo Verdy disputerà 46 gare andando a segno 5 volte. Vincerà Coppa dell’Imperatore e Supercoppa del Giappone nel 2005
Il 26 Luglio del 2006 passa al Catania, in comproprietà, firmando un contratto quinquennale .La parte del Tokyo Verdy verrà riscattata nel 2007 per circa 500.000 euro.
A Catania
2006/07 Il d.g. Lo Monaco aveva notato il diciottenne nel corso dei Campionati del mondo under 20 giocati in Olanda nel 2005, da lì continui contatti con i Tokyo Verdy e con procuratore e sponsor del calciatore che considerano il palcoscenico italiano una ribalta imperdibile , sia per lunga tradizione calcistica che per il forte ascendente che esercita il “Made in Italy” nella lontana patria dei samurai. È il primo giapponese di sempre tra le fila del Catania, e ben presto gli scettici dovranno ricredersi su fine di un’operazione che sembrava più di marketing che di reale valore tecnico. Inizia tra le fila della Primavera, facendosi largo a suon di goal. Nel girone di ritorno arrivano le prime convocazioni in prima squadra. All’esordio in A, maglia numero 15, stagione 2006/07, subito il primo goal all’Atalanta; Marino lo mette dentro come 4^ punta, mossa disperata all’85’, col Catania sotto di una rete a Bergamo. Cross di Baiocco, il giapponese ruba il tempo a Carrozzieri e mette dentro il pareggio; Marino sorride tra l’incredulo e l’ironico. Un punto prezioso conquistato a tempo scaduto, che gli vale la palma di giapponese più giovane ad avere segnato una rete nel campionato italiano. Poi il brutto infortunio, costatogli l’intero proseguimento del campionato.
2007/08 E’ la sua seconda stagione a Catania, allenatore è Baldini, inizia alla grande realizzando un gol a Parma nella prima giornata di campionato, piazzando il pallone all’incrocio dei pali. Sarà il suo unico gol in quindici presenze in serie A.
La prestazione e la sua partita più importante avvengono in Coppa Italia. Al Catania serve la vittoria contro l’Udinese per passare il turno, ed approdare alle semifinali. Quando manca solo un minuto dal termine di una partita dove gli etnei sciupano di tutto e di più arriva il gol decisivo del giovane attaccante giapponese che firma il raddoppio, sfruttando un cross basso di Vargas, insaccando alle spalle di Chimenti, e consegna ai siciliani una storica semifinale. Non va dimenticato come, in Catania - Roma, ultima di campionato, decisiva per la Salvezza del Catania, sia un suo tiro, deviato da Cassetti, a favorire il tap-in di Martinez.
2008/09 La consacrazione, è protagonista nel derby contro il Palermo autentica spina nel fianco di Carrozzieri, costretto a farsi espellere per fermarlo, poi la sua prima doppietta in serie A. E’ il 21 dicembre 2008 al Massimino si affrontano Catania e Roma, Zenga preferisce Morimoto a Paolucci, il giapponese è una scheggia impazzita nella difesa giallorosa, nella prima mezzora riesce a crearsi tre occasioni, al 40’ del primo tempo Tedesco serve Morimoto che lascia sul posto Juan e batte di sinistro il portiere giallorosso siglando il 2-0 per il Catania. Al 56’ è ancora protagonista, calcio di punizione battuto dalla sinistra da Biagianti che trova un Morimoto incontenibile che trasforma la rete del 3-0, indubbiamente la sua miglior prestazione. Zenga gli regala la standing ovation, sostituendolo al 41’ st con Paolucci, in quell’occasione, Mexes, difensore della Roma, lo spintonerà vistosamente per indurlo ad uscire dal campo, il Massimino tributerà fischi assordanti al francese ed applausi scroscianti al giovane beniamino.
In seguito il giapponese rivelerà come quella gara sia stata un crocevia per la sua carriera in rossazzurro, ultima chance per non andare in prestito a gennaio, come Zenga aveva consigliato alla dirigenza. Dopo la grande prestazione contro la Roma, Baiocco dirà “Bisognerebbe smettere di trattarlo come un ragazzino, e dargli il giusto peso”.
E’ il castiga grandi del Massimino, conto la Juventus realizza il gol del momentaneo pareggio sfruttando un’avventata respinta di Buffon su colpo di testa di Mascara, la sua rete purtroppo non risulta decisiva, causa uno svarione di Terlizzi allo scadere. Prima della gara contro la Juventus, dichiarerà: “A me non importa della Juventus, non mi fanno paura, non conosco la loro storia, a me importa solo quella del Catania”.
1 marzo 2009, stadio Barbera di Palermo, data indimenticabile. Prima fa espellere Bresciano per un intervento assassino, poi, al trentasettesimo, sigla un 2-0 che sa di tranquillità : lancio da oltre trenta metri di Baiocco, stop a seguire del giapponese bravo a non fallire la rete del raddoppio a tu per tu con Amelia. Uscirà alla fine del primo tempo, sostituito con Paolucci; gli esami ospedalieri parleranno di una lesione al collaterale del ginocchio destro, causa l’intervento di Bresciano, resterà fermo per un mese; e con un ginocchio in quella maniera è persino riuscito a pensare. Nella gara di ritorno contro la Roma, all’Olimpico, fornirà un prezioso velo a Tedesco, per la rete dell’1-1, e poi, dallo stesso Tedesco, riceverà l’assist per il 3-3 (terminerà 4-3 per la Roma).
Zenga dirà di lui “E’ un carro armato, è inutile chiedergli come sta, prendesse un treno in piena faccia si rialzerebbe come se non fosse successo nulla e continuerebbe a giocare”. È capitano nella gara persa 1-0 al San Paolo di Napoli, mentre al ritorno, contro il Napoli, mette a segno la sua prima rete di testa dal suo arrivo in rossazzurro, cross di Capuano dalla sinistra.
Gianluca Atzori, al suo insediamento in rossazzurro ricorderà di lui: “Di sua spontanea volontà si fermava sempre con me, dopo gli allenamenti (quando allenavo con Baldini) per affinare la sua tecnica. Questa stagione servirà per dimostrare a tutti la sua forza, non sarà più una sorpresa per i difensori che lo marcheranno, quindi dovrà dare il massimo”.
Nel ritiro indetto dal Catania ad Assisi (dal 13 Luglio), divide la camera con Martinez. Contro il Beiktas, alla prima amichevole stagionale, sbaglia 3 reti clamorose, salta la gara contro l’Assisium ma il 23 Luglio contro i rumeni dell’ Fc Ceahlaul Piatra Neamt mette a segno la sua prima doppietta stagionale. Chiude il precampionato con 3 reti, l’ultima la mette a segno l’8 Agosto contro il Bastia, e qualche critica sulla sua scarsa vena realizzativa a fronte delle tante occasioni rete avute.
I tifosi si lamenteranno della sua inadeguatezza a regger da solo l’intero peso dell’attacco, ma alla prima gara del campionato 2009/2010 mette subito il suo primo sigillo, battendo Castellazzi dopo un rimpallo favorevole su tiro di Capuano. Infortunato è costretto a saltare la gara contro il Parma. Intanto dall’Europa arrivano importanti offerte, tra tutte quelle del PSG e del Manchester United, ascoltato su questo argomento il Direttore Generale del Catania Pietro Lo Monaco affermerà: “Non possiamo più dare molto a Morimoto, credo che il prossimo anno andrà via”.
Fabio Sciacca, ammette: «Lo conosco dai tempi della Primavera, tre anni fa. Ho subito pensato che calcisticamente fosse un fenomeno, in più è un ragazzo coraggioso: viene da un mondo culturalmente molto diverso ma si è ambientato subito, anche grazie al nostro aiuto, ma soprattutto alla sua capacità di adattamento. Certo, all’inizio era un disastro. Se ripenso ai crackers al sushi… che ingurgitava. Sul piano tecnico, è imprevedibile e non sbaglia quasi mai sotto porta, tira da qualsiasi posizione e di prima intenzione. Adesso farà ancora meglio. Morimoto somiglia a... Morimoto!»
Nel corso del ritiro farà luce sui suoi pensieri: «Pensiero semplice semplice, fare gol. Fare gol è il mio futuro». Nell’agosto del 2009 viene eletto da FTBL.com come il miglior attaccante giapponese in circolazione nonché secondo miglior giocatore nipponico, dopo Makoto Hasebe.
Purtroppo la stagione 2009/2010 non sarà per lui molto fortunata. Il Catania, dopo aver mancato il colpo Bergessio, affidò totalmente al giapponese il peso dell’attacco e di conseguenza le responsabilità di una squadra che non riusciva a trovare la rete con la continuità necessaria per intraprendere il cammino salvezza. Pur non venendo mai contestato apertamente, Morimoto perse parecchi consensi soprattutto tra i tifosi che passarono dal considerarlo un talismano, un campioncini, ad identificarlo come una delle concause che determinarono l’avvio disastroso della squadra. Il gioco impostato da Atzori poco si confaceva alle caratteristiche del ragazzo, ma l’assenza di valide alternative costringeva il ragazzo a scendere in campo anche in uno stato psicologico e fisico non ottimale che non faceva altro che peggiorarne la crisi realizzativa. Marcò solo 5 reti in tutto il Campionato, a Gennaio la società intervenne sul mercato portando a Catania l’attaccante argentino Maxi Lopez che in poco tempo gli soffiò il posto da titolare costringendolo a giocare solo degli scampoli di partita per di più come esterno, non come prima punta.
Predestinato ad un grande club, a fine anno, non solo nessuno si farà avanti per chiederne il trasferimento ma sarà lo stesso Catania a guardarsi intorno alla ricerca di un club che permettesse al ragazzo di giocare con continuità. Inserito nel nuovo modulo di Giampaolo, il 4-4-2, dirà: “Mi trovo meglio così, avendo un altro attaccante al mio fianco”; di contro la prima impressione del tecnico di Bellinzona sarà: “Non riesco ancora ad inquadrare quale possa essere il suo ruolo”. Idee comunque chiare per il nipponico: “Quest’anno voglio giocare, è il mio obiettivo principale”. In fase di precampionato metterà a segno 5 reti, con una tripletta ai dilettanti del Pinzolo.
Nazionale
Già nel giro della Nazionale Giapponese U21, ha partecipato alle Olimpiadi di Pechino 2008, Ai Campionati Mondiali Giovanili FIFA del 2005 ed ai Campionati Giovanili AFC del 2004. Il commissario tecnico della nazionale maggiore nipponica definirà Morimoto come “forte in area di rigore e freddo al momento di far goal”. Tutto questo lo mette in predicato di una convocazione che arriverà pochi giorni dopo, preannunciata dalla ridda di giornalisti nipponici che lo seguirà dal lunedì precedente alla chiamata di Okada, che arriva il 28 Agosto. Morimoto dirà: “Se arrivasse la convocazione mia madre sarebbe la prima a saperlo, e mi avviserebbe”, e dev’essere andata proprio così. Una volta avuta notizia dell’avvenuta chiamata Morimoto dirà: “Ringrazio tutti coloro che mi hanno voluto bene e che mi hanno aiutato a raggiungere quello che per me è un sogno, e mi da’ una felicità immensa. Questa convocazione, per me, è un punto di partenza e non un traguardo, adesso farò di tutto per esordire e segnare nel più breve tempo possibile”. Purtroppo sarà costretto a saltare l’impegno con la nazionale a causa di un infortunio al quadricipite femorale della gamba destra. Convocato, non gioca contro Hong Kong, per la coppa d’Asia, ma contro la Scozia entra al 56’ e contribuisce al 2-0 finale. Contro il Togo (5-0) segna il 3-0, primo goal in nazionale maggiore. Il tecnico Okada dice con la Scozia: “Ha fatto più di quanto mi aspettassi, è stato grandioso. In area di rigore è in grado di fare la differenza”. Verrà convocato per i Mondiali di Sud Africa 2010 ai quali parteciperà senza mai entrare tuttavia in campo: “Un’esperienza grandiosa – così la definirà rientrato a Catania – anche se non ho giocato non sono in collera col mister”. Okada, ct della nazionale, dopo aver rassegnato le dimissioni all’indomani della sconfitta per 2-0 in amichevole contro la Sud Corea, lascerà definitivamente la panchina al termine del Mondiale. A settembre viene convocato per le gare della nazionale nipponica contro Paraguay e Guatemala, trovando come allenatore Zaccheroni
| Stagione | Biografia | |||||||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Squadra | Serie | Pres | Reti |
|
||||||||||||||||
| 2009/10 | Catania |
A |
27 | 5 | ||||||||||||||||
| 2008/09 | Catania |
A |
23 | 7 | ||||||||||||||||
| 2007/08 | Catania | A |
14 | 1 | ||||||||||||||||
| 2006/07 | Catania | A |
5 | 1 | ||||||||||||||||
| 2005/06 | Catania | B |
36 | 14 | ||||||||||||||||
| 2004/06 | Tokyo Verdi | A |
40 | 5 | ||||||||||||||||
La 16^Giornata
| Partita | Ris. |
|---|---|
| Palermo-Parma | 3-1 |
| Udinese-Fiorentina | 2-1 |
| Genoa-Napoli | 0-1 |
| Bologna-Milan | 0-3 |
| Brescia-Sampdoria | 1-0 |
| CAGLIARI-CATANIA | 3-0 |
| Juventus-Lazio | 2-1 |
| Lecce-Chievo | 3-2 |
| Roma-Bari | 1-0 |
| Inter-Cesena | 19/01 |
Prossimo Turno
| Partita | Ris. |
|---|---|
| Fiorentina-Inter | - |
| Cesena-Cagliari | - |
| Milan-Roma | - |
| Lazio-Udinese | - |
| Bari-Palermo | - |
| CATANIA-BRESCIA | - |
| Chievo-Juventus | - |
| Napoli-Lecce | - |
| Parma-Bologna | - |
| Sampdoria-Genoa | - |
Classifica
| Squadra | Pt. |
|---|---|
| Milan | 36 |
| Napoli | 30 |
| Juventus | 30 |
| Lazio | 30 |
| Palermo | 26 |
| Roma | 26 |
| Inter* | 23 |
| Sampdoria | 23 |
| Udinese | 23 |
| Genoa | 21 |
| Chievo | 20 |
| Cagliari | 20 |
| Fiorentina | 19 |
| Bologna | 19 |
| CATANIA | 18 |
| Parma | 18 |
| Lecce | 15 |
| Brescia | 15 |
| Cesena* | 12 |
| Bari | 10 |










