Amichevole di lusso doveva essere,
e lo è stata, anzitutto nei
prezzi, eccessivi, ma che hanno
influito solo marginalmente sulle
presenze, assestatesi a quota 5.000,
che sommano le componenti: Agosto,
Caldo, Sabato, Soldi si rivelano
più cospicue di quanto si
potesse pronosticare all’inizio.
Lusso nei prezzi, ma anche nei
valori espressi in campo, e non
inganni il pareggio a reti bianche,
gli spettatori dell’incontro
hanno assistito ad un match vibrante,
mai noioso, giocato sempre su ritmi
elevati per esser definiti a posteriori
amichevoli. Era l’occasione
per testare efficacemente carattere
e ambizioni degli undici rossazzurri
in campo, negli animi dei tifosi
le aspettative sulla squadra eran
giù lusinghiere, difficile
sorprendere occhi pregustanti il
meglio, il Catania c’è
riuscito, stasera, più per
singole giocate che per coralità,
ma i dati sciolinati sull’erba
del Massimino fanno ben sperare,
e la voce unanime, a fine partita
è “Avanti che quest’anno
n’addivittemu”.
È un Catania che non soffre,
tutt’altro, l’innesto
di Baiocco nel mezzo del centrocampo
è manna dal cielo, più
si un giocatore, un jolly che incanta
per visione di gioco e caparbietà,
duttile, motivato, non ancora inserito
pienamente nelle geometrie della
squadra, ma per avere nelle gambe
meno di una settimana di sudore
insieme ai compagni... le prospettive
sono ghiotte, ghiottissime, acquolina
copiosa nei fini palati rossazzurri.
La Reggina si dimostra squadra
da A, affiatata e compatta, ma i
rossazzurri, pur patendo nei primi
minuti, riescono ad emergere sulla
distanza, sino a conquistare per
lunghi tratti le redini del gioco.
Le occasioni da gol non mancano,
da entrambe le parti. Nella prima
metà di gioco Spinesi, affiancato
da Russo e Perrone, non riesce ad
incidere sufficientemente a fondo,
cerca, si avvicina, sfiora il gol,
senza mai trovarlo, comunque applausi.
L’impressione diffusa tra
il pubblico è quella di una
squadra ancora in preparazione,
che tuttavia viaggia sin d’adesso
a livelli d’elite per la serie
B, tanti giocatori devono ancora
crescere, raggiungere il top della
forma o recuperarla, restano da
oliare i meccanismi di manovra,
rodati in allenamento ma non ancora
assimilati dall’intero organico
titolare, non mancano errori, a
volte anche banali, specie in area
di rigore avversaria, ma si avvertono
già palesi miglioramenti
rispetto alle precedenti uscite,
dato confortante, sul quale continuare
ad insistere, perché chi
si accontenta gode, ma il tifoso
rossazzurro vuole godere di più.
Nuovo modulo, nuovi giocatori,
nuovo tecnico, una rivoluzione che
nell’immaginario collettivo
era sicuro presagio di partenza
a rilento, macché. Marino
è riuscito ad inculcare alla
perfezione il suo credo tattico,
quel 3-4-3 così poco utilizzato
in cadetteria, ma al quale giocatori
e pubblico iniziano già ad
affezionarsi, movimenti, con e senza
palla, scatti sulle fasce, un gioco
dinamico, che diverte e fa divertire,
non è permesso fermarsi,
non sono ammesse soste né
cali di concentrazione, 90 minuti
di full immersion tra sudore, scontri
duri e/o fastidiosi, traverse, mani
incredule sul capo, insomma, il
calcio che piace, un calcio a 360°
che coinvolge in ogni suo fase l’intera
formazione, che dà la distinta
sensazione del pathos, della lotta
senza quartiere, su ogni palla,
che dà fedele specchio in
campo di quel che accade in tribuna.
Gli scettici, “cucche”
o semplici scaramantici difficile
discernere differenza, restano,
almeno fino agli ultimi minuti di
gioco, poi l’azione di Mascara
zittisce tutti, aggancio al volo
in due tempi, palleggio, azione
insistita, scambio al limite dell’area,
profondità, tiro, traversa
piena con pallone che rimbalza a
pochi passi dalla linea di porta,
ma a troppi passi lungi dal possibile
tap-in dei rossazzurri accorsi in
sostegno dell’azione.
Occhi pieni, aspettative ricolme,
speranze insaziabili, all’uscita
dai cancelli la sensazione che si
respira è questa, quieto
ottimismo, parole sussurrate di
sfuggita, congedi biascicati, ma
è indubbio che una prestazione
come quella offerta oggi dai rossazzurri
non può che far piacere ai
tanti tifosi accorsi allo stadio,
ed anche a quelli che la partita
l’hanno seguita via etere.
Un piacere da antipasto a piatti
ben più prestigiosi, pietanze
ben più ricche, da pranzi
e cene lulliAne.
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