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Notizie da MondoCatania.com
A.A.A.bbonatevi
30-08-2025
di Marco Di Mauro

Ultimi giorni di campagna abbonamenti, ed al box office è bagarre di sottoscrizioni, a centinaia, senza dover ricorrere ad inutili iperboli, sono i tifosi che sostano bramosi al 95 di via Giacomo Leopardi, il locale, piuttosto piccolo, proprio non ce la fa a contenere tutto l’entusiasmo rossazzurro, così la folla di sostenitori ricolma l’intero spazio antistante, strada, marciapiede, e qualunque suolo o superficie abile a render l’attesa meno lunga, seppur in apparenza.

Si approntano bivacchi d’emergenza, cerchie di motorini offrono comode poltrone d’attesa, i meno attrezzati e/o fortunati si accontentano di testare gli ammortizzatori delle macchine parcheggiate, con buona pace dei possessori. Del resto la via dell’abbonamento è unica e sola quest’anno, in ogni senso.

La calca rende amici, e nella calca si trovano tanti amici, vecchi e nuovi, ci si conosce, ci si unisce, ci si rincontra, gli argomenti per attaccar bottone non mancano, e certo non posson che aver tonalità marca liotru, marca rossazzurra. Discorsi nei quali ogni presente è invitato a partecipare, o più che invitato si sente in preciso dover di dir la propria, ne vien fuori un maxi dibattito a tutto tondo:”Io ed il Catania”. Qualcosa di davvero meraviglioso.

Argomenti del dibattere, di tutto e di più: presente, passato e futuro. Generazioni di tifosi si trovano a condividere momenti scorsi nel tempo indelebili alla memoria, racconti di trasferte, partite storiche, gloriosi ricordi che rendono le nuove leve ancor più smaniose di assaporar dal vivo emozioni comunque indescrivibili, anche se pronunciate con parole così profonde, intense.

È come aprire un diario, un libro con lo stemma del liotro sulla copertina, pagine già scritte e pagine ancora da scrivere, testimoni e penne che passano di mano in mano, tradizione lunga 60anni. Così il passato cede il passo al futuro, anche se continui rimandi e paragoni fanno emergere un mix di discorsi senza tempo, in un clima d’altri tempi. Aria pura di calcio vissuto e da vivere.

L’orario continuato non conosce ristoro alcuno, così i pranzi, gli spuntini iniziano a diventare necessità, chi prende le ordinazioni, chi porta i viveri, chioschi presi d’assalto, Bar saccheggiati, nel senso buono del termine, e poco importa se sparute gocce di pioggia iniziano a bagnare la prima giornata autunnale di un’estate non ancora finita, indomiti si resiste, un occhio sempre fisso al numero sul display smalticode, che lampeggiando avanza, lento, da dietro quella porta di vetro con infissi gli stemmi del tifo etneo, un altro, doveroso, al numerino che così tanto caramente si custodisce tra le mani, un vero e proprio capitale da tener ben stretto, vale l’attesa, vale l’abbonamento.

I ritardatari svogliati non mancano, come potrebbero? Ed è caccia la numero, c’è chi tenta i più improbabili tra gli escamotage per evitare la tortuosa coda, la hit parade vede in testa il classico “Scusi mi fa passare? Ho la bambina in macchina”, segue a ruota il “Permesso, ho dimenticato il numero sul bancone”, terzo ed ultimo gradino da citare lo occupa a pieno merito un signore sulla trentina che, coprendo col pollice della mano destra la casella delle centinaia, magicamente muta un 124 in 24, e chiede strada. Mitico. La risposta più comune è “A quantu si spettu beddu, o fatti a fila”. Inappellabile sentenza e conseguente, immediata retrocessione coronata da dialettali caudine forche quantomai simpaticamente denigratorie, per la serie “Sbagghiasti, ma l’avissa fattu magari ju...”

Se coi nuovi ritrovati del decreto Pisanu i bagarini fuori dallo stadio saranno totalmente debellati, fuori le mura del box office si dà strada a nuove vie d’imprenditoria alternativa, come “ricettazione e spaccio di biglietti smalticoda numerati”, ed in certi casi, malriuscita falsificazione degli stessi. Reati bonari e senza fini di lucro, intendiamoci, l’aiutarsi a vicenda è indole peculiare del vivere etneo (meglio chiarire e sventare ogni eventuale interessamento delle autorità preposte alla legalità), così se qualche avventore munitosi in precedenza di numero ancor valido ma inutile ai fini per i quali era stato estratto, beneficenza vuol che lo elargisca al primo ben-capitato, e avanti il prossimo.

Quando scocca l’ora del proprio turno, quando il numerino sul display corrisponde magicamente, e quasi non ci si vuole o riesce a credere collimino così alla perfezione, a quello tenuto per così tanto tempo stretto in mano, al sicuro da rischi ed intemperie, il pensiero della pecunia in volo è presente, ma più leggero, perché l’amore per Catania dà sempre buoni frutti, ed anche un’attesa lunga un desiderio può trasformarsi in un dolce sogno ad occhi aperti. Perché il Catania, come Catania, in fondo, è proprio questo.

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