Soprese Pasquali…
L’Empoli confeziona un bell’uovo
di Pasqua ai Perugini, che si sa, amano il cioccolato.
Il Toro ritrova vittoria e spensieratezza, il Verona
dice no ai festeggiamenti del Genoa. Bari e Modena,
aria pura e sana di trasferta.
Sabato, 26 marzo 2005
Serie B - 31ª giornata di campionato; 10ª
partita, girone di ritorno
Si torna a giocare il sabato. Alle 15. Completamente
fuoriorario, completamente inusuale. Sì, settimana
particolare, domani è Pasqua. Ma a quanto pare
questa tradizione verrà perpetuata.
In un calcio sempre più regolato da ritmi e
standard “aziendali” non c’è
posto per le obiezioni, non c’è spazio
per il disappunto.
La serie B è una macchina di sperimentazione,
uno di quei prototipi che gli scienziati pazzi mettono
sul campo per verificarne il funzionamento, per modificare,
togliere, aggiungere, spostare viti, bulloni, ingranaggi.
Il rischio è che la macchina prima o poi salti
in aria o, semplicemente, che rimanga piantata a terra.
La serie B si presta a queste manipolazioni. Per tante
e ovvie ragioni che sarebbe difficile, e inutile,
richiamare qui.
Ma le polemiche rimandiamole, rilassiamoci, passiamo
al calcio giocato, indubbiamente la cura migliore.
Un pomeriggio caldo, la primavera è davvero
iniziata.
Sabato (suona strano) gustoso, ricco di partite interessanti,
veri e propri “mini-spareggi”, dall’alto
al basso della graduatoria.
Partiamo dalle “reginette”: la nostra
attenzione viene stuzzicata da un “mitico quartetto”,
due incontri che promettono spettacolo: Empoli-Perugia
e Verona-Genoa.
Tra le inseguitrici del Genoa, oggi a quota 57, l’Empoli
si dimostra ancora una volta la squadra più
agguerrita e determinata: a farne le spese è
il “povero” Perugia,
che davvero, a questo punto, sembra aver perso la
bussola.
La partita a onor del vero viene disputata con tenacia
su ambedue i fronti, ma decide tutto una rete di Almiron
al 20’ e l’espulsione del perugino Bernini.
Immaginiamo un Gaucci padre tonante, un Gaucci figlio
accomodante e un Colantuono tremolante. Che simpatico
quadretto familiare!
Il Genoa: voglia di spiccare il
volo. Ali tarpate. Merito di un Verona
quadrato e pragmatico, che in casa concede davvero
poco. E pensare che la formazione rossoblù
ha dominato per tutto il primo tempo, andando persino
in vantaggio al 20’ con Milito. Niente da fare.
Il pareggio dei padroni di casa arriva al 50’
con Iunco. Cosmi si deve accontentare, non senza un
velo di apprensione: i toscani dell’Empoli hanno
accorciato le distanze: -3 punti.
Aggirandoci ancora tra le poltrone di velluto della
nobile zona playoff non possiamo far finta di niente
di fronte a due matches davvero singolari, molto simili
tra loro: Torino-Pescara e Treviso-Vicenza.
In entrambe le partite vincono i padroni di casa:
i granata per 3-1, i Trevigiani per 2-0, i primi con
51 punti, i secondi con 52. Entrambe le squadre avversarie
(rispettivamente Pescara e Vicenza) rimangono bloccate
a 39 punti, nella zona medio-bassa della classifica.
Accomunate nell’amarezza. Mal comune mezzo gaudio?
Per il Toro segnano Maniero (1’), Marazzina
(11’), Marinelli (19’, su rigore). Per
il Pescara inutile la rete di Antonini al 92’.
Per il Treviso segnano Gallo e Cottafava (rispettivamente
17’ e 27’).
Ancora in alto, tra sesto e settimo posto, a un passo
dal sogno, risalta monumentale l’Ascoli.
Che oggi vince contro il Piacenza,
1-0, grazie a un gol maturato al 7’ minuto della
ripresa e colto da Cristiano. Artefice di un buon
primo tempo, il Piacenza rimane fermo al pit stop
per la seconda volta consecutiva, con 43 punti in
sacco, né troppi, né pochi.
A ridosso delle “magnifiche 7”, separate
da un intervallo di ben 5 lunghezze, figurano le “squadre
dell’equilibrio”, dal Catania
alla Triestina, raggruppate in un brevissimo, cortissimo
spazio, compreso tra i 43 e i 40 punti.
Il Catania viaggia con calma, procede piano piano
per la sua strada, si ferma di tanto in tanto a guardarsi
intorno e poi riprende il suo tragitto. Correndo.
La partita giocata oggi con il “gemellato”
Crotone non è stata certo
bella a vedersi, non è certo piaciuta agli
amanti del gioco dal palato fine. Eppure ha premiato
i rossazzurri; o meglio, un rossazzurro: l’umile,
combattivo, pronto al sacrificio Anastasi, in gol
al 93’, allo scadere di tutto. Forse oggi il
pareggio sarebbe stato sacrosanto, il Catania non
avrebbe meritato di vincere, ma questo ragazzo sì.
Ha corso, solo in mezzo al campo. E siamo felici per
lui, per la sua semplicità, per la sua voglia
di far bene e per la sua sincera esultanza.
La Triestina conquista il terzo
successo consecutivo, con il risultato di 2-1, battendo
un Albinoleffe sfortunato (un palo,
una traversa) e penalizzato dalle scelte arbitrali
(discutibile espulsione di Poloni per doppio giallo).
Vanno in gol Munari e Godeas, (23’ e 34’)
per la Triestina, oggi a 40 punti; Gori (45’)
per l’Albinoleffe, fermo a 42 punti.
Il Modena, squadra strana, alterna
periodi di buio a periodi di luce. Adesso vive il
suo momento di rilancio. Dopo la vittoria sul Catanzaro
si reca ad Arezzo e ottiene un importantissimo
successo in trasferta, fondamentale per allontanarsi
dalle aree critiche della classifica. I 4 punti di
penalizzazione pesano ancora adesso. Senza di essi
il Modena si troverebbe oggi a 44 punti, in ben altre
condizioni materiali e psicologiche.
Spinesi al primo quarto d’ora va in gol e sembra
spianare la strada per i compagni. Ma l’illusione
aretina dura appena 40 minuti, giusto il tempo di
distrarsi e trovarsi con un passivo di due gol, tutti
e due a firma Centurioni, tutti e due nel giro di
due minuti (53’ e 55’). L’Arezzo
non sta bene, troppe sconfitte incassate negli ultimi
turni. La cura Tardelli non fa effetto. Sarebbe un
peccato gettare al vento la possibilità di
salvezza.
La Ternana rimane nel gruppetto
di centro classifica, a 41 punti, ma con un po’
di rammarico; la squadra di Brini avrebbe dovuto approfittare
del doppio turno casalingo per conquistare punti preziosi.
Esce a mani vuote, con un misero punticino strappato
al Catania la scorsa giornata. Oggi il Bari
va in Umbria e conferma il suo vizietto per vittorie
esterne, sempre risolte nei minuti iniziali del match,
oggi al 9’ con Santoruvo. La Ternana cerca di
giostrare al secondo tempo, ma senza alcun risultato.
Scendiamo verso il basso per dare uno sguardo alle
ultime due partite della giornata: laggiù si
soffre, i movimenti, anche se ci sono, sono davvero
impercettibili, e questo immobilismo non fa altro
che affossare ancora di più le squadre di fondo.
Salernitana-Venezia finisce sullo
0-0, partita equilibrata, a toni bassi. Il distacco
tra le due squadre è di ben 11 punti (Salernitana
37, Venezia 26). La Salernitana prolunga a sette turni
consecutivi la sua serie utile. Il Venezia pareggiando
purtroppo conclude troppo poco.
Catanzaro-Cesena finisce in parità,
con il risultato di 2-2. Sembra una maledizione quella
che aleggia in casa Catanzaro, e che sembra aver rimosso
definitivamente il miraggio di una vittoria. Il Cesena
va in vantaggio sin da subito (Piccoli, 2’),
viene raggiunto e superato tra il 42’ e il 47’
dai giallorossi Ascoli e Corona (su rigore), rimette
tutto in equilibrio al 69’ con Salvetti.
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