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curata da Alessandra Magri'

Soprese Pasquali…
L’Empoli confeziona un bell’uovo di Pasqua ai Perugini, che si sa, amano il cioccolato. Il Toro ritrova vittoria e spensieratezza, il Verona dice no ai festeggiamenti del Genoa. Bari e Modena, aria pura e sana di trasferta.

Sabato, 26 marzo 2005
Serie B - 31ª giornata di campionato; 10ª partita, girone di ritorno

Si torna a giocare il sabato. Alle 15. Completamente fuoriorario, completamente inusuale. Sì, settimana particolare, domani è Pasqua. Ma a quanto pare questa tradizione verrà perpetuata.
In un calcio sempre più regolato da ritmi e standard “aziendali” non c’è posto per le obiezioni, non c’è spazio per il disappunto.
La serie B è una macchina di sperimentazione, uno di quei prototipi che gli scienziati pazzi mettono sul campo per verificarne il funzionamento, per modificare, togliere, aggiungere, spostare viti, bulloni, ingranaggi. Il rischio è che la macchina prima o poi salti in aria o, semplicemente, che rimanga piantata a terra.
La serie B si presta a queste manipolazioni. Per tante e ovvie ragioni che sarebbe difficile, e inutile, richiamare qui.

Ma le polemiche rimandiamole, rilassiamoci, passiamo al calcio giocato, indubbiamente la cura migliore. Un pomeriggio caldo, la primavera è davvero iniziata.
Sabato (suona strano) gustoso, ricco di partite interessanti, veri e propri “mini-spareggi”, dall’alto al basso della graduatoria.

Partiamo dalle “reginette”: la nostra attenzione viene stuzzicata da un “mitico quartetto”, due incontri che promettono spettacolo: Empoli-Perugia e Verona-Genoa.

Tra le inseguitrici del Genoa, oggi a quota 57, l’Empoli si dimostra ancora una volta la squadra più agguerrita e determinata: a farne le spese è il “povero” Perugia, che davvero, a questo punto, sembra aver perso la bussola.
La partita a onor del vero viene disputata con tenacia su ambedue i fronti, ma decide tutto una rete di Almiron al 20’ e l’espulsione del perugino Bernini.
Immaginiamo un Gaucci padre tonante, un Gaucci figlio accomodante e un Colantuono tremolante. Che simpatico quadretto familiare!

Il Genoa: voglia di spiccare il volo. Ali tarpate. Merito di un Verona quadrato e pragmatico, che in casa concede davvero poco. E pensare che la formazione rossoblù ha dominato per tutto il primo tempo, andando persino in vantaggio al 20’ con Milito. Niente da fare. Il pareggio dei padroni di casa arriva al 50’ con Iunco. Cosmi si deve accontentare, non senza un velo di apprensione: i toscani dell’Empoli hanno accorciato le distanze: -3 punti.

Aggirandoci ancora tra le poltrone di velluto della nobile zona playoff non possiamo far finta di niente di fronte a due matches davvero singolari, molto simili tra loro: Torino-Pescara e Treviso-Vicenza.
In entrambe le partite vincono i padroni di casa: i granata per 3-1, i Trevigiani per 2-0, i primi con 51 punti, i secondi con 52. Entrambe le squadre avversarie (rispettivamente Pescara e Vicenza) rimangono bloccate a 39 punti, nella zona medio-bassa della classifica. Accomunate nell’amarezza. Mal comune mezzo gaudio?
Per il Toro segnano Maniero (1’), Marazzina (11’), Marinelli (19’, su rigore). Per il Pescara inutile la rete di Antonini al 92’.
Per il Treviso segnano Gallo e Cottafava (rispettivamente 17’ e 27’).

Ancora in alto, tra sesto e settimo posto, a un passo dal sogno, risalta monumentale l’Ascoli. Che oggi vince contro il Piacenza, 1-0, grazie a un gol maturato al 7’ minuto della ripresa e colto da Cristiano. Artefice di un buon primo tempo, il Piacenza rimane fermo al pit stop per la seconda volta consecutiva, con 43 punti in sacco, né troppi, né pochi.

A ridosso delle “magnifiche 7”, separate da un intervallo di ben 5 lunghezze, figurano le “squadre dell’equilibrio”, dal Catania alla Triestina, raggruppate in un brevissimo, cortissimo spazio, compreso tra i 43 e i 40 punti.

Il Catania viaggia con calma, procede piano piano per la sua strada, si ferma di tanto in tanto a guardarsi intorno e poi riprende il suo tragitto. Correndo.
La partita giocata oggi con il “gemellato” Crotone non è stata certo bella a vedersi, non è certo piaciuta agli amanti del gioco dal palato fine. Eppure ha premiato i rossazzurri; o meglio, un rossazzurro: l’umile, combattivo, pronto al sacrificio Anastasi, in gol al 93’, allo scadere di tutto. Forse oggi il pareggio sarebbe stato sacrosanto, il Catania non avrebbe meritato di vincere, ma questo ragazzo sì. Ha corso, solo in mezzo al campo. E siamo felici per lui, per la sua semplicità, per la sua voglia di far bene e per la sua sincera esultanza.

La Triestina conquista il terzo successo consecutivo, con il risultato di 2-1, battendo un Albinoleffe sfortunato (un palo, una traversa) e penalizzato dalle scelte arbitrali (discutibile espulsione di Poloni per doppio giallo). Vanno in gol Munari e Godeas, (23’ e 34’) per la Triestina, oggi a 40 punti; Gori (45’) per l’Albinoleffe, fermo a 42 punti.

Il Modena, squadra strana, alterna periodi di buio a periodi di luce. Adesso vive il suo momento di rilancio. Dopo la vittoria sul Catanzaro si reca ad Arezzo e ottiene un importantissimo successo in trasferta, fondamentale per allontanarsi dalle aree critiche della classifica. I 4 punti di penalizzazione pesano ancora adesso. Senza di essi il Modena si troverebbe oggi a 44 punti, in ben altre condizioni materiali e psicologiche.
Spinesi al primo quarto d’ora va in gol e sembra spianare la strada per i compagni. Ma l’illusione aretina dura appena 40 minuti, giusto il tempo di distrarsi e trovarsi con un passivo di due gol, tutti e due a firma Centurioni, tutti e due nel giro di due minuti (53’ e 55’). L’Arezzo non sta bene, troppe sconfitte incassate negli ultimi turni. La cura Tardelli non fa effetto. Sarebbe un peccato gettare al vento la possibilità di salvezza.

La Ternana rimane nel gruppetto di centro classifica, a 41 punti, ma con un po’ di rammarico; la squadra di Brini avrebbe dovuto approfittare del doppio turno casalingo per conquistare punti preziosi. Esce a mani vuote, con un misero punticino strappato al Catania la scorsa giornata. Oggi il Bari va in Umbria e conferma il suo vizietto per vittorie esterne, sempre risolte nei minuti iniziali del match, oggi al 9’ con Santoruvo. La Ternana cerca di giostrare al secondo tempo, ma senza alcun risultato.

Scendiamo verso il basso per dare uno sguardo alle ultime due partite della giornata: laggiù si soffre, i movimenti, anche se ci sono, sono davvero impercettibili, e questo immobilismo non fa altro che affossare ancora di più le squadre di fondo.

Salernitana-Venezia finisce sullo 0-0, partita equilibrata, a toni bassi. Il distacco tra le due squadre è di ben 11 punti (Salernitana 37, Venezia 26). La Salernitana prolunga a sette turni consecutivi la sua serie utile. Il Venezia pareggiando purtroppo conclude troppo poco.

Catanzaro-Cesena finisce in parità, con il risultato di 2-2. Sembra una maledizione quella che aleggia in casa Catanzaro, e che sembra aver rimosso definitivamente il miraggio di una vittoria. Il Cesena va in vantaggio sin da subito (Piccoli, 2’), viene raggiunto e superato tra il 42’ e il 47’ dai giallorossi Ascoli e Corona (su rigore), rimette tutto in equilibrio al 69’ con Salvetti.


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