24-07-2026
di Marco Di Mauro
Entrambi sono legati dalla professione, calciatore, dalla nazionalità, argentina, e dal soprannome, “El Flaco” , che è testimonio d'un altro aspetto in comune, la costituzione, dalla quale appunto ciò che in italiano viene tradotto come “Il magro”.
Le differenze tra Nicolas Federico Spolli e Javier Matias Pastore , iniziano col luogo di nascita, il primo Rosario, il secondo Cordoba, continuano col ruolo in campo, difensore il “rosarino”, trequartista il “cordobes”, per terminare con la scelta di vita , che pur trovando corrispondenza in Continente (Europa), Nazione (Italia) finanche Regione (Sicilia), si differenzia abissalmente nella scelta del difensore, d'andare al Catania , e del trequartista, d'approdare al Palermo .
Scelta di vita, personalissima, ma molto probabilmente, come in tutti i matrimoni, anche frutto della dote e quindi delle aspettative di chi, da pretendente, ha bussato alle loro porte. Vero è, questa moda di pescare in SudAmerica , a buon prezzo, l'ha inaugurata proprio il Catania e proprio il Direttore Pietro Lo Monaco quando, a l suo ingresso nella dirigenza etnea, iniziò a portare in rossazzurro figuri semisconosciuti dall'idioma spagnoleggiante e dalle gesta tutt'altro che memorabili : Messera, Perrone, Zavagno.
Col tempo, affinati i criteri di ricerca e rodata l'intesa coi giusti intermediari, ecco che l'asse Cyterszpiler - Lo Monaco ha iniziato ad ingranare ritmi industriali, esportando o importando, a seconda del punto di vista dell'uno o dell'altro soggetto, giocatori messisi immediatamente in evidenza nel campionato italiano non solo per doti tecniche, e prezzo vantaggioso, ma anche e soprattutto per adattabilità all'ambiente ed al gioco della Serie A.
Da qui l'attenzione degli operatori di mercato, la curiosità, ed ai primi sondaggi seguono i primi acquisti; un'escalation che ha visto il vero boom proprio quest'anno. Così, il Genoa compra Palacio per 5mln di euro, il Milan Thiago Silva per 10 mln di euro, il Cagliari acquista Nené per 4.5, la Lazio riscatta Zarate e Matuzalem (28 mln di euro in due) prendendo Bizzarri a parametro zero, l'Udinese acquista Orellana, Caruso ed Alemao; senza poi voler contare i movimenti interni, che hanno riguardato tra gli altri Milito, Thiago Motta, Crespo, Castillo ed anche Campagnaro e Zuniga che, ad esempio, vanno a sommarsi alla già folta colonia di Sudamericani presente alle falde del Vesuvio: Amodio, Bogliacino, Gargano (URU), Denis, Datolo, Lavezzi, Navarro (ARG) e Pià (BRA).
Dopo questa carrellata torniamo al tema principale, se il Palermo può permettersi di pagare circa 7,4 mln di euro per un classe 1989 con sole 36 partite da professionista, il Catania ne promette 4,5 all'FC Mosca per Barrientos , classe 1985, che ai tempi dell'U20 strappò il numero 10 dalle spalle di Lionel Messi. Ed ancora, se il Palermo tentenna per la caviglia slogata di Paletta, il Catania non rimugina più di tanto sui numerosi infortuni di Spolli, e per 1,4 mln di euro lo veste di rossazzurro. Infine, se il Palermo compra Bertolo , classe 1986, 50 partite tra i professionisti, per 4 mln di euro, il Catania con 1,5 versati nelle casse dell'Estudiantes si porta a casa il portiere della Nazionale argentina , il successore del Carrizo che alla Lazio costò 7.5 mln di euro; parliamo di Mariano Andujar che, dopo esser stato scaricato dal Palermo, si è preso pure la libertà di vincere una Coppa Libertadores .
Scelte differenti legate a filosofie di gestione, più che ad ambizioni, decisamente agli antipodi. Vincere, tuttavia, non è un traguardo semplicemente legato ai mezzi , economici, a disposizione (il Cagliari ed il Napoli dello scorso torneo ne sono la dimostrazione) ma dipende, anche e molto, dalle capacità che una dirigenza sportiva ha di utilizzare quegli stessi mezzi in maniera armonica e funzionale ad un progetto ben chiaro in modi, forme e tempi.
Il Catania, con tre salvezze consecutive , ha sempre centrato l'obiettivo postosi ad inizio stagione, mentre il Palermo, dopo un ingresso in Uefa meritato quando inatteso, al primo anno di A, è riuscito solo un anno, il secondo, a programmare e centrare il tanto agognato cammino europeo (fino agli ottavi di finale) puntualmente sradicato sul nascere nelle due successive partecipazioni, con l'eliminazione prima alla fase a gironi (2006/2007) e direttamente ai preliminari nel 2007/2008. Né nel 2007/2008 poi, come tantomeno nell'ultima stagione, la squadra rosé è riuscita a centrale anche solo l'accesso all'Europa. E di soldi il Presidente rosanero Zamparini non ha certo fatto risparmio.
Mezzi e capacità. Così, quando il Presidente Pulvirenti annuncia “ In Europa ci arriveremo piano piano , sarà questo il traguardo della nostra crescita - ribadendo - Niente è impossibile ma a me non piace far proclami , preferisco i fatti”, come contraltare, Zenga annuncia: “ Il mio Palermo lotterà per vincere il Campionato ”.
Ora, come potevano, le strade dell'Uomo Aracnide e del Liotro, rimanere unite?
Pensa, lo scrivente: Chi conosce la propria forza, tace, semina quel che ha in dote e riempie il proprio otre di fatti; chi della propria forza è incerto o ne è in cerca , parla parla e parla ma, al momento di aprire il proprio otre, per cavarne fuori il risultato del suo seminato, troverà solo il vuoto eco della propria voce.
Perciò, appurato che i soldi (da soli) non fanno la felicità, neanche quella del tifoso di calcio: tra lo stile Catania e lo stile Palermo , per quanto potrà sembrar di parte questa conclusione e riadattando in chiave campanilistica un proverbio, mi sento di affermare che è “Meglio un giorno da Spolli, che Cento da Pastore” . |