26-01-2026
di Roberto Finocchiaro
Sono le ore 19:50 circa di un sabato spettacolare, il Catania conquista tre punti pesantissimi nel proprio fortino quando dalla Curva Nord parte un coro: "Vi vogliamo così!". In ogni giocatore vi è la consapevolezza di aver ridato gioia e colore ad una città che in quasi 5 mesi ha ingoiato troppe ed amare delusioni; nel cuore di ogni singola persona presente allo Stadio che ha urlato quel coro adesso c'è la convinzione che ancora non è tutto perduto, è tutto difficile ma non impossibile.
E' sbocciato nuovamente l'amore tra Catania ed il Catania, un amore che fino ad un mese fa andava sciogliendosi come neve al sole. A questi ragazzi che contro il Parma hanno dato tutto, che hanno speso ogni riserva di energia, bisogna semplicemente dire grazie ed esortare loro a non mollare, perchè gli undici che domenicalmente scendono in campo rappresentano il sogno di una città intera. Il Catania è lì, ancora terzultimo, ma con appena una lunghezza di svantaggio dall'Udinese, solo due da Lazio e Livorno, quattro dal Bologna. E la sorte, poco favorevole sin qui ai colori rossazzurri, decide di dare una ulteriore possibilità al Catania di risollevarsi, a favore proprio della squadra che fino ad ora rappresenta l'ultimo treno disponibile con destinazione Serie A.
Si può già intuire cosa debba fare il Catania per continuare la propria marcia verso la permanenza nel massimo campionato italiano: esiste infatti una sola parole, che porterebbe il Catania fuori dalla zona calda, un'accozzaglia di lettere chiamata VITTORIA. Oggi, fine gennaio 2010, sembra di rivivere quelle calde settimane di maggio di cinque, quattro e tre anni or sono, quando il Catania conquistò sul filo del rasoio la sua Promozione e le sue Permanenze nella massima serie. Furono indispensabili alle imprese tutte rossazzurre la determinazione dei giocatori ed il fattore campo, il tifo esasperato e passionale che ci ha contraddistinti in tutti i campi d'Italia, anche nei più "polverosi". Domenica si dovrà rievocare quella determinazione, quell'entusiasmo e quel tifo che cinque anni fa ci fecero piangere di gioia.
Stiamo tuttavia parlando della ventiduesima giornata del campionato, terza giornata di ritorno, ma la classifica ed il match impongono di rispolverare vecchi annoveri della recente storia del nostro club. Sebbene sia ancora troppo presto per parlare di scontro decisivo, Catania-Udinese del 31 Gennaio rappresenta un crocevia fondamentale e quasi decisivo per continuare a sperare. Ed allora rispolveriamo le nostre vecchie sciarpe, le nostre vecchie bandiere che ancora oggi non ci fanno entrare, i nostri vecchi e gloriosi striscioni in ogni settore dello Stadio, conserviamo la nostra voce per poterla usare, del tutto o quasi, l'ultimo del mese. Non esiste prezzo, nè partite di rilievo, nè tv o comfort del caso: siamo chiamati tutti a raccolta allo Stadio, il nostro Stadio, situato nella nostra città in cui gioca la nostra squadra del cuore. Questa Serie A passa anche attraverso la nostra voce, il nostro calore e la nostra presenza: le troppe gradinate vuote della Sud o i posti vuoti della Nord e della Tribuna B dovranno essere riempiti nella "domenica da leoni".
Siamo tutti qui, in Curva, in Tribuna, pronti ad esplodere al vantaggio del Catania, pronti a spingere nuovamente quella palla in rete, anche semplicemente con lo sguardo. Ma dobbiamo esserci! In alto le sciarpe! In alto le bandiere! Fuori la nostra voce! I nostri undici sono lì, pronti a ruggire ed a condividere la nostra gioia. Giocatori e pubblico si sono lasciati con il grido "vi vogliamo così". Sono i giocatori adesso che urlano allo stadio intero "Vi vogliamo così!".
Perchè il ruggito dei nostri ragazzi e quelli del nostro Stadio potranno annichilire anche la squadra più forte del mondo.
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