28-11-08
di Redazione
Partiamo dalla nostra filosofia di squadra: giocarcela sempre, dovunque con chiunque. Non si può analizzare una partita decontestualizzandola, col Lecce è una partita come tutte , basta definirli scontri salvezza.
Il Lecce, come tutte le squadre di A deve essere rispettata, né più né meno delle altre, ha ottimi giocatori, è una squadra mi piace, grintosa, determinata, che ha lo spirito del suo allenatore, Beretta, che ha sempre fatto benissimo ovunque, tra l'altro è un milanese doc come me, un dato che fa colore è come entrambi sediamo su panchine del Sud.
Vincere sempre, e senza soffrire, sarebbe l'ideale, ma esistono gli avversari, le domeniche sbagliate, gli episodi, una squadra diventa grande quando impara a gestirsi i momenti, soprattutto quelli difficili come dopo le sconfitte. Llama, Martinez e Terlizzi non recuperano.
Faccio giocare quelli che mi sembra più logico contrapporre all'avversario, a volte queste scelte danno dei frutti, altri no. Preciso, ho grandissima considerazione di Izco , credo possa crescere tanto quanto il Catania. L'ultima, Carboni è rimasto in tribuna non per scelta tecnica, ha accusato un dolorino al Sabato, per non rischiare di perderlo un'altra volta per un mese ho preferito cautelarlo.
L'uomo a cui stare più attenti del Cagliari? Il Pallone . Una squadra è tutta da tenere in considerazione.
Ci sono degli equilibri tattici dentro la squadra che non vanno turbati, potrebbe giocare Morimoto, o Antenucci, potrei provare il trequartista, o farne a meno. La formazione la potrei anche dire, ce l'ho, ma non la do non per nascondere qualcosa a Beretta, figuriamoci, è consuetudine che i primi a saperla siano i giocatori per primi, prima della partita. Penso a come gioca la mia squadra, non in base a cosa fanno gli altri. |