13-04-2026
di Manuela Leonardi
Buongiorno mondo,
Una partita quasi perfetta, un primo tempo da 10 e lode, potevano essere tre i punti conquistati ma anche uno va bene, comunque sia: Grazie RAGAZZI, GRAZIE MISTER.
Un grande applauso a Maxi, veramente forte, grazie Maxiii!
Ieri, su consiglio di un ragazzo laziale, ho visto un film spettacolare “The Football Factory”, parla un po' degli hoolygangs, i tifosi del Chelsea si affrontano spesso con quelli del Millway ma anche con altri…
Un film di calcio in cui non compare mai il calcio, viene affrontata una tematica fondamentale e attualissima la violenza fra le tifoserie avversarie.
Noi ne sappiamo qualcosa, da sempre i derby italiani (ma non solo i derby) sono stati accompagnati da risse, lotte continue, tanti feriti, tutto ciò per un solo scopo: decidere il più forte.
Come se ammazzare di botte un tifoso avversario potesse affermare la superiorità della propria squadra, come se fare male a qualcuno fosse questione di orgoglio, gli hoolygangs prima, e tutto il mondo ora è vittima di un sistema in cui la violenza tende a volersi imporre su tutto, come se tutto ciò che di buono ci insegnano nella vita lo buttiamo senza tenerne conto.
Ma uno scontro fra tifosi significa davvero tenere così tanto alla propria squadra?
Beh secondo me assolutamente no, non si fa a botte perché si ama la propria, lo si fa perché si cerca di trovare in queste lotte un po' di adrenalina, un po' di fama, insomma spesso le manie di protagonismo fanno sì che il calcio diventi tutt'altro che uno sport, troppi fattori spesso l'uomo considera trascurandone così uno solo L'AMORE.
IO AMO VERAMENTE QUALCUNO QUANDO GLI STO ACCANTO, NON LO LASCIO MAI SOLO, QUANDO TUTTO Ciò CHE VOGLIO è STARE CON QUEL QUALCUNO, e non può essere accompagnato con l'odio, l'amore è solo amore.
Amare una maglia, vivere per lei, piangere e sorridere per lei non significa dover per forza combattere contro il nemico, lo si combatte in campo il nemico, fuori dal campo le lotte non hanno importanza fanno solo tanto male alla squadra, alla città, agli altri e a se stessi, mettere a repentaglio la propria vita per una partita non è amore è FOLLIA, perché se davvero si ama si cerca di stare più tempo possibile con l'AMATA.
Non mi stancherò mai di dirlo, ma finiamola con le lotte fra i tifosi, non hanno senso, essere “ULTRAS” è altro…SOSTEGNO INCONDIZIONATO.
Fuori i teppisti dagli stadi…..Vogliamo un calcio pulito fatto di sfottò, e soprattutto di tifoserie opposte che possono convivere 90 minuti civilmente all'interno dello stadio.
Non vado allo stadio per morire, ci vado per vivere.
Is it really Worth it?
Ne vale davvero la pena?......
IL CALCIO è VITA, NO MORTE.
“Forza Catania…..”
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