08-05-2026
di Marco Di Mauro
Massannunziata – Clima disteso, forse troppo, alla base strategia del Catania. Ultimi due impegni di campionato, Salvezza agguantata, tra i giocatori e non la voglia serpeggiante è divertirsi giocando al calcio; dopo un'annata scandita da tribolazioni e patemi desiderio più che comprensibile. Clima avvertito dal tecnico stesso, Mihajlovic, che in sala stampa per la prima volta da' in anticipo la formazione che affronterà gli avversari di Domenica.
“Giocheranno Andujar, Potenza, Silvestre, Spolli, Capuano, Carboni, Biagianti, Ledesma, Izco, Mascara e Lopez. Maxi Lopez è recuperato, anche se in settimana non si è allenato molto giocherà lui. Morimoto ha fatto quattro goal, ma contro una formazione di Eccellenza. In queste due partite è normale, darò spazio a chi ha giocato meno ma non è fiducia incondizionata, se non disputeranno partite all'altezza non giocheranno l'ultima. Credo sia una strategia logica, anche in previsione delle scelte da operare per il prossimo anno.
E su Ledesma
“Io non ho avuto modo di vedere il Ledesma di cui tutti parlano. In quattro mesi che sono qui a Catania non ha giocato perché non mi ha dimostrato di meritare un posto in campo. Capisco i problemi fisici che ha passato ma per un giocatore di calcio sono la normalità e se non si riesce a vincerli meglio cambiare mestiere. Quando un giocatore non va in campo non è mai colpa dell'allenatore ma colpa di lui stesso.
Sul clima che si respira nello spogliatoio
“Dopo mesi di tensione finalmente il clima adesso è molto più sereno. C'è meno elettricità nell'aria ed affrontiamo le gare più distesi, più rilassati. E' una sensazione strana. Possiamo guardare ai prossimi impegni senza avvertire la pressione della gara ma solo per il gusto di giocare a pallone, e lo faremo come sempre da professionisti. Il nostro obiettivo resta quello del record stagionale di punti, e l'agguanteremo
Sul suo futuro
“Io resto a Catania a meno di eventi eccezionali. Ho un altro anno di contratto con questa società ma a prescindere da ciò le sono grato, e le sarò grato anche tra 20 anni, perché mi ha dato la possibilità di rilanciarmi ad alti livelli. Queste sono cose che tengo in grande considerazione e che non scordo né scorderò. Rimanere qua è la scelta migliore, lo so bene, non sono stupido anche perché sono 40 anni che sto sui campi di calcio e quindi non ho bisogno di consigli per capire cosa è meglio per me e per la mia carriera.
E l'Inter
“In settimana se n'è parlato tanto ma non c'è niente di concreto. Dico solo che prima o poi andrò all'Inter, non so quando ma so che c'andrò. Con calma, non c'è fretta. Per adesso comunque è inutile parlarne.
Capitolo Mercato
“Non ho ancora parlato con la società. Dovessero andar via Lopez, Martinez e Biagianti questa squadra s'indebolirebbe molto; poi bisogna sempre vedere chi arriverà. Io sono un allenatore ed il mio compito è lavorare con quel che la società mette a mia disposizione, o magari dando qualche suggerimento. Il prossimo anno l'obiettivo dovrà esser quello di salvarsi con anticipo per mirare ad altro.
A Bologna
“Non ho alcun sassolino nella scarpa da togliermi. Posso solo ringraziare il Bologna per avermi dato la possibilità di esordire da allenatore in serie A. L'unico rammarico è il non avermi permesso di completare il cammino salvezza, perché ci saremmo salvati, ne ero sicuro. Una piazza come Bologna merita la serie A.
Capitolo scommesse, quotazioni del Catania sospese per la seconda volta in questa stagione
“Di queste cose non parlo volentieri. Non me ne frega nulla di quel che dicono le agenzie di scommesse. Le scommesse non fanno bene al calcio.
Querelle Lazio – Totti – Inter
“A Roma la rivalità si vive così. Non è la prima volta che i tifosi della Lazio gioiscono quando la propria squadra, perdendo, mette in difficoltà la Roma. E' sempre stato così e chi tifa è libero di tifare come e per chi vuole. Credo che l'Inter avrebbe vinto comunque, la Lazio non stava giocando contro una squadra di periferia. Totti non mi sta simpatico ma in campo ho combinato cose peggiori del calcione che ha dato a Balotelli; per un campione non è bello, ma lo giustifico.
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