19-05-2026
di Marco Di Mauro
La serie A, leggendo la classifica non resta che emettere i giudizi della stagione 2009/2010, appena terminata. Le squadre sono state difise in 4 fasce, in ragione del raggiungimento dei propri obiettivi stagionali:
Sorprendenti
Roma voto 8: Partita a rallentatore, ha trovato con Ranieri la dimensione giusta. Rinforzata dall'arrivo di Toni a Gennaio resta troppo dipendente dalla presenza di Totti, che eterno non è, ed inizia a perder colpi. Contende il titolo all'Inter fino all'ultima giornata solo formalmente, le chance di vincere le abbandona nella sconfitta interna contro la Sampdoria. Lo scudetto resta illusorio, la Champions è realtà.
Catania voto 8: Data per spacciata sin da inizio campionato conferma le aspettative sa vo poi ribaltarle una volta approdato Mihajlovic a guida tecnico. Partendo dall'ultimo posto in classifica, con un ruolino di marcia a livelli Europei, i rossazzurri si risollevano e centrano la salvezza con parecchie giornate d'anticipo stabilendo persino il record di punti ed eguagliando quello di vittorie in A. Una delle tre squadre riuscite nell'impresa di battere l'Inter.
Sampdoria voto 8,5: Batte l'Inter all'andata e la mette in serie difficoltà anche al ritorno; lo stesso fa con la Roma che, rimontata, perde il passo dei nerazzurri nell'1-2 interno. Partenza a razzo, per molte settimane in cima alla classifica, patisce un calo a metà stagione, coincidente con le bizze di Cassano alle quali pone rimedio escludendo “Fantantonio” e dimostrando come sia possibile vincere e convincere anche senza le sue giocate. Recuperata l'armonia, è la seconda miglior squadra per rendimento nel girone di ritorno, e seppur soffrendo fino all'ultima giornata riesce a strappare l'ultimo pass per la Champions a scapito del Palermo.
Bologna voto 8,5: Incertezza sul futuro, presidenza traballante, mercato di scarso livello, persino le voci di una possibile collaborazione con Moggi; come abbia fatto a salvarsi il Bologna, con una formazione puntellata solo in qualche sua componente, ma non per questo resa più competitiva di quella dell'anno passato, resta e resterà un mistero. La stagione dei rossoblù si decide a Bergamo, con l'autorete di Peluso che strappa ai padroni di casa la possibilità di centrare una salvezza altrimenti meritata.
Positive
Milan voto 7: Con Berlusconi disinteressato o quasi alle vicende del suo club, dopo la cessione di Kakà per puntare tutto su Ronaldinho, e con una rosa dove immagine Leonardo giocatore, piuttosto che tecnico, non solo avrebbe mantenuto costante l'età media ma forse avrebbe anche aggiunto un po' più di qualità a centrocampo, era impossibile pretendere più di quanto realizzato dall'allenatore brasiliano e dai giocatori a sua disposizione. In Lizza per il campionato fino a ¾ della stagione, i rossoneri escono all'unisono da Champions e corsa scudetto, sfatando le illusioni del solo Berlusconi, unico deluso.
Palermo voto 7: Cammino Champions compromesso dalla gestione Zenga per tutto o quasi il girone d'andata; unica scelta saggia dell'ex tecnico etneo è l'aver preferito Sirigu a Rubinho, tra i pali. L'avvento di Delio Rossi rivitalizza le ambizioni della squadra e lo stato di forma di alcuni suoi elementi, come Miccoli, Cavani, Pastore, Kjaher. Il pareggio interno nella penultima di Campionato contro i diretti rivali della Sampdoria pone fine alle speranze Champions.. quelle “scudetto” erano già tramontate. Resta l'Europa, ritrovata dopo 3 anni.
Bari: voto 7 La squadra di Ventura supera brillantemente il divorzio da Antonio Conte, che andrà a cercar fortune e troverà sfortune. Il tecnico ex Giarre da' spettacolo potendo contare su giocatori perfettamente immedesimatisi nel suo modo d'intendere il calcio. Con una prima punta più cinica la formazione pugliese avrebbe potuto ambire ad altro, e ben più prestigioso di una salvezza che, per una matricola, resta sempre un'importante successo, almeno quanto aver piazzato un proprio giovane difensore nella lista dei convocati azzurri per il Mondiale del SudAfrica.
Attese
Napoli voto 6: Si riaffaccia nell'Europa ma non in quella che conta davvero. Nonostante i soldi spesi, tanti, la rosa allestita da De Laurentiis non riesce a dimostrarsi tanto competitiva da attestarsi nei primi 4 posti della graduatoria, così come prefissato dal Presidente. Lavezzi a mezzo servizio, Quagliarella mai esploso, Denis ma ambientatosi alle pressioni della piazza partenopea, Zuniga spettro del gran giocatore visto a Siena. Nonostante i tanti, cari flop di mercato, gli azzurri riescono comunque ad agguantare la qualificazione per l'Europa League, salutata con calore e soddisfazione dei tifosi.
Inter voto 6,5: L'addio di Ibrahimovic, col conseguente arrivo di Eto'o, è la pietra miliare sulla quale l'Inter di Mourinho basa la vittoria del suo 18° campionato. Tanti i soldi spesi in campagna acquisti, la rosa a disposizione del tecnico portoghese è, non solo sulla carta, una delle più forti in europa. Sneijder da' fosforo, Milito ed Eto'o profondità, Lucio blinda la difesa; l'arrivo di Pandev a Gennaio completa l'opera. Una serie di pareggi e sconfitte patite a metà girone di ritorno ne compromette la volata solitaria fino al sorpasso della Roma, che tuttavia dura poco come apripista, ed a poche giornate dal termine si arrende, lasciando nuovamente strada ai nerazzurri che possono festeggiare, ma solo all'ultima giornata.
Parma voto 6: L'arrivo di Leonardi, ex direttore sportivo dell'Udinese, la diceva lunga sulle intenzioni del club ducale. Per tutto il girone di andata i gialloblu stazionano in zona Europa onde poi smantellare parte dello zoccolo duro della formazione, affidata a Guidolin. Le partenze di Mariga ed Amoruso portano instabilità e crollo del rendimento, Guidolin è contestato ma rimane in sella, riuscendo solo nel finale di stagione a riprendere le redini della squadra e condurla ad una comoda salvezza.
Livorno voto 6: Vendere Diamanti a Giugno e poi Candreva, unica speranza di salvezza, a Gennaio, sono preambolo naturale all'intenzione del Presidente Spinelli, celata prima e manifestata solo al termine del campionato, di voler vendere il club e monetizzare quanto più possibile dalla cessione del suo parco giocatori. Troppa incerta sulla conduzione tecnica, azzardata la scelta di Ruotolo, incompatibile con le ingerenza della presidenza quella di Cosmi. Livorno ultimo in tutto, naturalmente anche in classifica.
Chievo voto 5,5: Nulla di nuovo né di inatteso, ma Pellissier non è eterno. Campionato anonimo ma non scontato come non può esserlo mai una salvezza, l'ennesima.
Cagliari voto 6: L'unico quid inatteso, ma nemmeno poi tanto, è l'esonero di Allegri sul finire di stagione quando, con l'obiettivo salvezza ormai raggiunto, il tecnico toscano non fa nulla per nascondere le intenzioni societarie di tenersi garbatamente lontano dall'Europa, raggiungibilissima altrimenti. Senza intaccare lo zoccolo duro, il Cagliari costruisce le sue fortune sulla vene realizzativa di Matri più che del celebrato Nené, trovando in Cossu il metronomo della manovra: primo sardo a trovare la maglia azzurra da tempi immemorabile; in nazionale arriva anche Marchetti, entrambi papabili di una maglia per il Mondiale.
Deludenti
Siena voto 4: Acquista un gran numero di attaccanti ma non si cura di rinforzare quel che ne sta alle spalle. Gli addii di Portanova e Kharja lasciano vuoti mai colmati. A lungo fanalino di coda, sembra rilanciarsi con l'arrivo in panchina di Malesani, ma è solo un fuoco di paglia. Al termine della stagione chiude penultima.
Lazio voto 4: Esordisce sconfiggendo l'Inter nella finale di Pechino ed aggiudicandosi la SuperCoppa Italiana, il primo trofeo dell'anno. Ballardini sembra poter far fronte alle assenze di Pandev e Ledesma, almeno fino ad inizio campionato, quando la squadra non decolla e lo spogliatoio inizia a caricarsi di tensioni che rendono l'atmosfera invivibile. L'arrivo di Reja aiuta a dar un forte scossone all'ambiente, almeno quanto la reintegrazione di Ledesma. I biancocelesti, precipitati al terzultimo posto, mettono così di canto quei punti che li allontanano dallo spettro salvezza ma non bastano a placare le ire dei tifosi che, a stagione in corso arrivano fino alla diserzione dell'Olimpico, culminano col frustrante “Oh nooooo” nella gara farsa contro l'Inter.
Genoa voto 5: Oltre a chiudere il Campionato alle spalle della rivale, la Sampdoria, il Genoa paga la deconcentrazione patita nella seconda parte della stagione terminandola fuori dalle competizioni europee. Pagati fin troppo gli addii di Milito e Thiago Motta, falliti gli affari più importanti: Crespo. Floccari, Acquafresca. Il salvatore della patria è Sculli.
Udinese voto 5: Non è Pozzo ad aver fatto grande l'Udinese, ma il d.s. Leonardi. Non a caso, una volta trasferitosi a Parma, i bianconeri offrono ai propri tifosi la peggior stagione da qui a molti anni indietro; rischiando per lungo tempo d'essere coinvolti in zona retrocessione. Squadra ormai priva di motivazioni, composta da molti scontenti in cerca di nuovi panorami e privata di un tassello come Quagliarella. Marino fa il possibile per cavarvi fuori qualcosa ma ottiene solo un esonero che, dato il repentino ripensamento di Pozzo, che dopo poche giornate rispedisce a casa De Biasi per riportare il tecnico marsalese in panchina, la dice lunga sulla programmazione e le ambizioni future dei friulani. Salva tutto Di Natale, con le sue 29 reti, capocannoniere.
Fallimentari
Atalanta voto 0: Affida ad un tecnico emergente un organico basato sull'intelaiatura dell'anno precedente e rafforzato dall'innesto di Acquafresca in attacco, Barreto e centrocampo ed altri puntelli nel resto del campo, vedi Caserta. Inizia male, finisce peggi dopo ben due cambi a guida dello spogliatoio. La squadra bergamasca paga una buona dose di sfortuna (culminata con l'autorete-retrocessione di Peluso nella sfida contro il Bologna) propiziata anche da rischi evitabili in fase di mercato e proclami che hanno vanamente illuso i tifosi, adirati, che nel corso del Campionato non hanno risparmiato critiche veementi a nessuno.
Juventus voto 0,5: Fa meglio dell'Atalanta sol perché riesce a mantenere la categoria. Fuori dalla lotta al Campionato, poi fuori dalla Champions, prima dell'anno in corso poi del prossimo, infine fuori anche dall'Europa, tanto dell'anno in corso che del prossimo. Alla base del fallimento investimenti folli e debolezza della società nelle scelte importanti, prima tra tutte esonerare Ranieri due anni orso, e quindi anche Ferrara, poi nell'affidarsi ad atleti ormai consumati come Camoranesi, Cannavaro, Grosso più che Del Piero.
Fiorentina voto 2: Partenza a razzo, poi lo shock dell'eliminazione beffa in Champions ad interrompere il cammino sul quale la società viola puntava decisa, dimostrando grande competitività. Le troppe voci sul futuro di Prandelli, le polemiche tra tecnico e società, l'addio di Diego della Valle, il caso-doping che ha coinvolto Mutu, il calo fisico verticale degli uomini cardine della squadra: chiude il Campionato nella metà meno nobile della classifica, distante appena due punti dal Catania; fuori da tutte le competizioni intenazionali.
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