15-02-09
di Marco Di Mauro
Vaffanculo,
è quello che Zenga urla, alla rete di Colucci che, a 2' dalla fine, segna il definitivo pareggio tra Chievo Verona e Catania. Decide un ex, che presenta il conto a quelli che fino a poche settimane fa erano i suoi compagni: segno del destino?
Lasciamo rispondere a Zenga: “Vaffanculo”.
Limiti non tecnici, ma mentali . Dopo la rete del vantaggio, su rigore, crollo verticale, clivensi sempre primi su ogni pallone, sempre pericolosi, ed il Catania imbambolato, come il bimbo che guarda il treno passare.
E mi si conceda il beneficio di questa disamina anche se sprovvisto d'una laurea in psicologia, è impensabile che 11 professionisti, che masticano più calcio che pane, abbiano “paura di vincere” , così dicendo ci si prende in giro e si finirà per convincersi e far loro stessi convinti di questa assurdità, come sta avvenendo.
La paura la si deve, dovrebbe avere quando ad ogni gara s'assiste alla ripetizione dello stesso copione, vantaggio e “tutti indietro” , come se non si fosse già stati puniti abbastanza, e più volte, da questo atteggiamento. Non si pensa (nemmeno lontanamente) a chiudere la partita con lo 0-2 (bestemmia), e si soffre, incredibilmente, nemmeno con ordine, proprio agonizzando.
Alte dovevano, avrebbero dovuto alzarsi le grida di Zenga, che purtroppono escono solo alla fine, con quel potente “Vaffanculo”. L'assenza di vittorie esterne, la perforabilità della propria porta, tutti tabù ad un passo dall'essere infranti, tutti ancora presenti. E così, in quel luogo “metà-fisico”, ci va il risultato, un punto che potevano essere 3 , meritati no di sicuro, ma che sarebbero andati a compensare la tanta beneficienza involontaria delle ultime giornate. Dunque?
Inutile star là a rimuginare, sciocco e ancor più inutile di quel “vaffanculo a tempo scaduto”.
Non staremo a perder tempo sfogando la nostra ira sulle scelte tecniche, sui cambi, su tutto quello che di questa partita va archiviato, il Catania è in Silenzio Stampa, ci mettiamo in Silenzio Stampa noi, per non infierire, per non creare inopportune tensioni alla vigilia di una settimana che, sia chiaro a tutti, è decisiva.
E quindi la versione diventa questa:
Tenere a distanza una diretta concorrente come il Chievo, (anche il luogo del successo all'andata che mette il Catania in superiorità per scontri diretti), era l'obiettivo minimo di questa giornata, ed è un obiettivo raggiunto. Mettendo da parte la filosofia, non importa se a pareggiare è il Chievo, all'ultimo minuto, il risultato sarebbe stato sempre pareggio se a segnare al 92', in rimonta, fosse stato il Catania; l'animo dice il contrario, poiché governato dalla reale dinamica della partita, ma quando si lotta per la Salvezza non ci si può far prendere dallo scoramento, anche a costo d'ingannarsi un po' , ma per un bene più grande, che si chiama Catania, ed un beneficio che si chiama “serie A”. Sacrificarsi per il Catania è anche questo..
La prossima settimana arriva la Reggina, una sfida cruciale in vista della quale non è concesso alcun calo di tensione, alcun crollo motivazionale, alcuna rassegnazione, soprattutto nei tifosi, che non rabbia e risentimento, ma forza e grinta, e spirito di sacrifico, dovranno trasmettere ai giocatori lungo il corso di questa settimana.
Ed i brutti pensieri?
Zenga è un saggio, ha già capito: “Vaffanculo”. |