Cine-Goal

15-03-09

di Dario Damico

Nella più remota trasferta stagionale, i rossazzurri colgono un ottimo pareggio , figlio di una soddisfacente prestazione tattica e di carattere.

Zenga, privo di Morimoto, Baiocco e Carboni, propone un 4-4-1-1 elastico, con Izco e Tedesco laterali, Biagianti a martellare e Ledesma a ricamare a centrocampo; Mascara regista con radar a tutto campo, Martinez preferito a Paolucci in avanti.

Udinese rinnovata, senza il portiere titolare Handanovic(in porta c'è Belardi) e con i tre nazionali azzurri Di Natale, Quagliarella e D'Agostino in panca a rifiatare dalle fatiche europee. I tre risulteranno decisivi a partita in corso.

Catania subito vivo e concentrato con una squadra corta e tonicissima; Udinese imballata e imbrigliata dall'aggressività dei rossazzurri.

Obodo è lento ed impacciato sulla mediana bianconera, Biagianti e Ledesma fanno un figurone. Lo stesso argentino ex Boca tenta di accendere la gara con un destro sbilenco all'11'.

L'Udinese prova a fare la partita, male, lenta e prevedibile, Stovini e Silvestre controllano pienamente l'area di rigore, sentinelle impeccabili.

Mascara scalda il piede servito da Biagianti, Belardi blocca.

Ma un suo rinvio errato al 24' , va a finire sulla testa di Tedesco: il pallone rimbalza, Mascara lo controlla. Stop. Rewind.

Il Friuli? No, il Barbera. L'Udinese? No, il Palermo. Il pallonetto è preciso, beffardo, superbo.

Distanza poco inferiore alla prodezza del derby, posizione più defilata, palombella più tesa e meno a campanile. Ma siamo lì.

Il genio disegna un'altra trama deliziosa e raffinata come quelle sulle ceramiche della sua Caltagirone, giù il cappello, standing ovation for you , Catania in vantaggio.

Il primo tempo scivola senza altre emozioni con l'Udinese choccata dalla prodezza di Peppe.

Marino nell'intervallo cerca la scossa e manda in campo i pezzi da novanta.

Fuori Obodo e Pepe, dentro D'Agostino e Di Natale, più tardi Sanchez lascerà il posto a Quagliarella.

E' un'altra Udinese, più veloce, imprevedibile e avvolgente; il Catania abbassa pericolosamente il baricentro, Bizzarri salva su uno spiovente tagliato di D'Agostino.

Il colpo del k.o manca, Ledesma spara sulle mani di Belardi, l'interno sinistro di Mascara, solo contro il portiere, è debole. Peccato. Peccati. Puniti.

D'Agostino disegna una parabola pericolosa che rimpalla fra palo e Bizzarri, Quagliarella è lì' e la sua girata ad un metro dalla porta è vincente. E' il 71' , ahi Catania

La partita rimane viva. Martinez schierato punta centrale, non ha il senso del gol del centravanti; servito da Mascara, l'uruguaiano si allunga il pallone e il suo esterno è fuori di molto. Ghiotto contropiede sprecato.

L'Udinese ci crede ancora, Di Natale assiste il volo di Floro Flores che stampa il suo colpo di testa sul palo. Pericolo e brividi.

Nel finale scampoli di partita per Paolucci, Llama e Andrea Sciacca, ragazzo della primavera all'esordio in rossazzurro. E finisce lì. Un risultato giusto, con un tempo per parte.

Prova positiva degli Zenga boys, soprattutto nella fase di contenimento , senza gli errori ed orrori visti contro il Siena.

Ottimi Silvestre, Stovini dietro e il centrocampo in blocco. Sontuoso Mascara, da rivedere Martinez, soprattutto in un ruolo non suo.

Da Udine portiamo via tre cose: un punto , passettino utile e gradito verso la quota salvezza; la continuità di risultati in trasferta, con un meritato pareggio che si aggiunge ai tre punti di Palermo; una fotografia di un figlio della nostra terra, con la maglia rossazzurra numero 7 stampata sulla sua pelle e gli occhi furbi e sinceri del campione.

Continuavano a chiamarlo Mascarinho…

 

 

 

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