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28-04-09
di Seby Maina
Dovessimo esprimere un giudizio sulle ultime quattro squadre della classifica, in base alle prestazioni offerte contro il Catania, troveremmo serie difficoltà solo nel definirle adatte alla categoria eppure succede che squadre prive di vita, di gioco e di risultati riescano a trovare i tre punti, l'ossigeno, puntualmente contro la formazione rossazzurra senza fare nulla di eccezionale , avessero almeno dimostrato un po' di valore…
Così come il Torino qualche settimana fa, anche il Lecce, incapace di vincere da mesi, riesce a trovare una piccola speranza per una difficile e disperata lotta alla salvezza contro un Catania versione scampagnata , almeno quello della prima frazione di gioco.
Dispiace vedere “quattro gatti” , i presenti al Via del Mare erano all'incirca novemila in una gara “vitale” per la propria squadra, sovrastati per lunghissimi tratti dalle voci dei supporter etnei, uscire festanti da una partita dove col minimo sforzo , di squadra e pubblico, hanno portato a casa il massimo profitto . Volendo confrontare l'esodo di catanesi, quando al Massimino chiusero le porte, nelle gare fondamentali per la salvezza ed i vuoti del Via del Mare si potrebbero trarre numerose conclusioni, differenze abissali tra Lecce e Catania.
Pro Walter Zenga, dopo un primo tempo di incredulità ed impotenza, non potendo fare fuori mezza squadra, è riuscito a scovare e mettere in campo nuove motivazioni costituite da desiderio di riscatto , vedi Spinesi, e voglia di emergere , Sciacca e Falconieri, riuscendo a cambiare volto, dando un po' di vitalità, ad una partita iniziata malissimo e salvata almeno nell'onore di averci provato, merito innegabile dei nuovi entrati che di motivazioni ne hanno messe più di chi, in quel momento, lottava per portare a casa una vittoria fondamentale per il proprio cammino.
“ […] Io domenica potrei fare giocare Sciacca, D'amico e Maccarrone ma come la prenderebbero i tifosi? I giornalisti?” (Walter Zenga, 18 aprile 2009) Walter non tema i giudizi e punti su tutte quelle motivazioni che possano dare un senso a questo finale di campionato.
Contro Sono sia l'approccio mentale che l'atteggiamento, sbagliati, più che l'errore del singolo a far nascere ed andare certe partite in una determinata maniera, lo dimostra la seconda rete salentina. Bocciati Llama ed Izco, se il primo non conferma la prova contro la Sampdoria, il secondo stecca ancora volta dopo tre anni di militanza in serie A.
Si sperava che il Catania una volta raggiunto l'obiettivo, scrollandosi di dosso la tensione, avesse offerto finalmente un po' di spettacolo in versione esterna , imponendo il proprio gioco, che i tifosi hanno spesso rinunciato a vedere, ma non è ancora stato così. In molti sostengono che siano prevalse le motivazioni maggiori degli avversari, bene. Delle restanti cinque gara dovremo affrontare quattro squadre con obiettivi da raggiungere e motivazioni alle stelle, che si fa?
Si risponde sul campo, possibilmente domenica contro il Milan in un Massimino tutto esaurito per l'occasione, magari prendendo spunto da quel Napoli che domenica scorsa è riuscito ad esaltarsi di fronte alla capolista Inter per dare una risposta, un senso, un prestigio a questo finale di campionato.
Motivazioni e stimoli si trovano nei nostri occhi, dobbiamo ancora toglierci qualche soddisfazione, non chiediamo la luna, vogliamo solo continuare a vedere la tua parte migliore. Dai Catania.
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