Il Catania perde ancora. Dopo la debacle interna con il Trapani, arriva lo stop sul campo del Matera. Per la squadra di Cristiano Lucarelli si tratta dell’ottava sconfitta stagionale. Un dato, questo, che sancisce come i rossazzurri non siano stati meritevoli della promozione diretta.
Il Catania visto domenica in Lucania è piaciuto solo nel primo tempo. I rossazzurri meritavano il vantaggio, che sarebbe arrivato se non fosse per una clamorosa svista dell’arbitro che, nella stessa azione, ha annullato il gol di Curiale dopo non aver concesso un rigore per un fallo di mani piuttosto evidente. A lungo andare è però venuta fuori tutta la fragilità mentale dei ragazzi di Lucarelli. Anziché provare a vincere la partita subito dopo aver raggiunto l’1-1, Biagianti e compagni sono andati all’assalto solo negli ultimi minuti di gioco, dopo il secondo, e definitivo, pareggio del Monopoli a Trapani. Un assalto tardivo, visto il poco tempo a disposizione per trovare la via del gol. La battuta d’arresto patita con i granata evidentemente ha lasciato il segno. Una sconfitta che è costata non solo la resa definitiva nella lotta al primo posto, ma anche la seconda piazza, proprio a vantaggio dei cugini granata.
C’è anche da dire che gli attacchi portati alla porta di Golubovic sono stati condotti senza raziocinio alcuno. Nel tentativo di conquistare l’intera posta in palio, Lucarelli ha messo dentro punte e mezze punte. Ne è venuto fuori un 4-2-4 che ha avuto come unico risultato quello di allungare la squadra, esponendola alle pericolose ripartenze avversarie. Nessuna condanna per il modulo di venturiana memoria, ma la doverosa osservazione di come non basti mettere dentro tutti gli attaccanti disponibili per vincere le partite. Soprattutto se gli effetti sono quelli di una squadra lunga, che gioca in settanta metri di campo, senza l’ombra di uno schema, di movimenti che dimostrino come si sia lavorato su certe situazioni.
Tra l’altro, non è la prima volta che Lucarelli si affida a una tattica eccessivamente offensiva per rimediare a situazioni di svantaggio, o comunque per sbloccare il risultato di parità. È successo nella gara di andata con la Sicula Leonzio, contro il Cosenza, la Casertana, e contro lo stesso Trapani. Sempre con scarsi risultati. Ieri è successo in trasferta, forse per la prima volta. I rossazzurri hanno dimostrato ancora una volta, semmai ce ne fosse bisogno, di essere in difficoltà quando debbono spaccare la partita. Non è caso che il Catania abbia raccolto tanti successi in trasferta e, in generale, quando riesce a passare in vantaggio.
Resta ferma la fragilità mentale di questa squadra. Una squadra di cui non si capisce se sia già con la testa ai play off o se non c’è più con la testa. Una squadra che spesso si fa trascinare dal momento, sia esso di sconforto o di eccessiva esaltazione. Lo ha sottolineato anche il tecnico del Matera, Auteri, nelle interviste post-partita. In casa dei biancazzurri è stata gettata via l’ennesima occasione. Stavolta per riconquistare la seconda piazza persa la settimana scorsa.