Occasione persa o punto guadagnato? Il Catania che pareggia il big match in casa della capolista Lecce lascia più di un rammarico per una vittoria sfuggita a poco più di venti minuti dalla fine. Ma la prestazione degli uomini di Vanigli, in panchina al posto dello squalificato Lucarelli, mantiene intatte le possibilità di aggancio al primo posto. Certo, da ora in poi il Catania non potrà più sbagliare, soprattutto al Massimino, una volta vera e propria roccaforte degli etnei e in questa stagione divenuto terra delle occasione perse.
Guardando la parte piena del bicchiere gli etnei hanno di che sorridere: con il punto conquistato al Via del Mare impediscono al Lecce di strappare in maniera forse decisiva verso la vittoria del campionato. Una fuga che, con sette punti di vantaggio e considerando il ruolino di marcia imposto sinora dai salentini, poteva essere decisiva. Inoltre, in virtù del vantaggio conseguito dopo il doppio scontro diretto, in caso di arrivo a pari punti spetterebbe ai rossazzurri festeggiare la promozione in serie B.
Anche la prestazione di Lodi e compagni lascia ben sperare per il prosieguo del torneo. I rossazzurri hanno bloccato i salentini per quasi tutto il primo tempo impedendogli di rendersi pericolosi dalle parti di Pisseri. Sul piano del palleggio e della manovra il Catania ha fatto meglio del Lecce. Tecnicamente la squadra di Lucarelli, nel confronto diretto, ha mostrato di non avere nulla da invidiare a quella giallorossa, anzi.
A volte però succede che le qualità tecniche di alcuni giocatori etnei si trasformino in un boomerang. Tante volte è mancata la cattiveria necessaria a chiudere o sbloccare le partite più spigolose. Un passaggio di troppo o un dribbling in più bastano a perdere il momento propizio per castigare l’avversario di turno. Cosa che puntualmente è accaduta anche a Lecce allorché Mazzarani ha messo un pallone in area avversaria senza tanta convinzione. Il trequartista romano poteva servire meglio i compagni o calciare verso la porta. Proprio da lì è nato il contropiede da cui è scaturito il pareggio di Di Piazza.
Resta il rammarico per una vittoria che era alla portata dei rossazzurri. E i rimpianti non possono che aumentare ripensando al gol fallito da Curiale una manciata di minuti prima del pari leccese. Se il pallone scagliato dal numero undici etneo fosse finito alle spalle di Perrucchini difficilmente il Lecce avrebbe avuto la forza per tornare in partita. Anche perché i giallorossi, a parte qualche mischia a inizio ripresa, mai avevano impensierito il muro difensivo dei catanesi.
Inoltre, trovarsi alle spalle un avversario che ti bracca a un solo punto di distanza, e che ti ha battuto per due volte, avrebbe messo tanta pressione addosso all’ambiente giallorosso. Una pressione alla quale finora, in questo torneo, non è mai stato davvero sottoposto. La stessa che negli ultimi anni ha giocato più di qualche brutto scherzo proprio alla compagine salentina. Il campo però ha detto altro, e il pareggio finale costringerà il Catania a compiere una vera e propria impresa. Perché di impresa si tratterebbe in caso di sorpasso su un Lecce con numeri da record.

