Il Catania e la paura, da avversaria invincibile ad alleata per vincere

Fonte: CalcioCatania.it
Marco Di Mauro

Vedere il Catania al secondo posto in classifica, dopo quattro anni trascorsi più o meno sempre a divincolarsi dai bassifondi, può fare un certo effetto. A quatto giornate dall’inizio del campionato è una posizione che però va ricordato: conta più o meno nulla per la classifica finale. Conta invece, e tanto, per l’entusiasmo dei tifosi, della squadra, dell’ambiente tutto. Ma non solo. La storia racconta che i campionati, in tutte le categorie, li vince il gruppo che ha meno paura degli altri e che fa paura più di tutti le altri.

A Brindisi il Catania ha ottenuto una vittoria da grande squadra. Come le tante, con la dovuta proporzione data dalla diversa categoria, che sono passate dal Massimino in tempi più felici. Alcune sono cadute clamorosamente, specie quando hanno sottovalutato l’impeto e la determinazione dei rossazzurri. Immaginandosi forse troppo più forti, sulla carta, da dover giusto attendere che il pallone finisse da solo nella porta del Catania. Vedi l’Inter o il Napoli, la Fiorentina, la Roma. Prestazioni che ricordano quelle del Catania di qualche tempo fa, a Ischia, a Melfi, ad Agrigento. Altre volte, nonostante i rossazzurri le avessero messe sotto per diversi tratti di gara, le grandi sono riuscite in un modo o nell’altro a prendersi i tre punti. Fatta eccezione per le malefatte della Juventus, si è trattato di prove di forza - tecnica e caratteriale - simili a quella offerta dal Catania contro la Virtus Francavilla.

Si tratta di risultati che hanno una doppia valenza. In particolar modo possono averla per una squadra che sta riscoprendo cosa significa essere grande in un campionato di piccole, dopo avere dato il meglio di sé nel ruolo di piccola in un campionato di grandi. Oltre che essere utile per i tre punti, una vittoria come quella contro la Virtus serve ad aiutare i rossazzurri a buttar via la paura che finora pare averli frenati. E, allo stesso tempo, serve a infonderla negli avversari futuri. Un timore che può giocare a favore come fosse un uomo in più, che spetta agli altri tenere sotto controllo e che sottrae loro energie fisiche e mentali. Specie in una categoria dove anche i migliori calciatori riescono con difficoltà a trasformare le pressione in carica positiva e motivazioni.

La paura di dover vincere e non riuscirsi, di essere grande ma non sapersi dimostrare tale, è sembrata essere la peggiore avversaria del Catania in questi quattro anni. E la migliore alleata delle avversarie, specie le più piccole, che l’hanno umiliato prendendosi gioco di questa squadra grande e grossa ma con così tanta paura addosso. Adesso proprio la paura potrebbe essere il migliore acquisto della stagione. Ma perché il contratto con questo nuovo rinforzo duri a lungo, e alimenti negli altri il timore irrazionale che può trasformarsi in vittorie importanti per i rossazzurri, conta anche la posizione in una classifica che razionalmente non conta nulla. Per cui conta vincere, ancora, e restare in alto. Senza più paura.