LENTINI - Pino Rigoli parla alla vigilia della sfida di coppa Italia contro il Calcio Catania. Per l’allenatore della Sicula Leonzio si tratta del ritorno al Massimino a sei mesi dall’esonero che lo ha costretto a lasciare la panchina rossazzurra.
«Entrare al Massimino è sempre un’emozione, ma potrà esserci solo all’inizio. Non vivo le cose, per carattere, in maniera particolare».
Preso Mario Petrone al posto di Rigoli, Pietro Lo Monaco (direttore generale del Catania, ndr) parlò di una squadra smarrita sostenendo che i rossazzurri fossero passati da un modo di giocare impostato sul difensivismo a uno ben diverso, con una impronta marcatamente offensiva.
«Io difensivista? I numeri sono fondamentali nella gestione di un gruppo e i miei numeri dicono altro - spiega Rigoli in conferenza - Il calcio è fatto da tre fasi, contando pure quella di transizione. Bisogna essere organizzati sia nella fase offensiva che difensiva». Passando agli aspetti tecnici della partita di esordio, il cui fischio d’inizio è previsto alle 20.30 di domenica, il tecnico aggiunge: «L’undici titolare già lo so, ma non lo comunico per rispetto verso i calciatori che saranno i primi a saperlo. La squadra è stata progettata secondo aspetti tecnici studiati. Ha delle caratteristiche ben definite, e sono stati presi calciatori funzionali all’idea di gioco prefissata».

