Lucarelli, tweet profetici. Catania, rispondi come dopo il ko di Caserta

Fonte: CalcioCatania.it
Marco Di Mauro

Perdere è molto più facile che vincere. Basta sbagliare qualcosa. E sbagliare è umano. La sconfitta contro la Leonzio, per questo, sorprende solo perché il Catania ha commesso errori già visti, già discussi e che si pensavano superati. Un po’ come accaduto contro la Casertana, in trasferta. Dopo quella partita, e i rimproveri che ne sono seguiti, i rossazzurri hanno dato il via alla serie di sei vittorie consecutive interrotta proprio dai bianconeri.

Pure Lucarelli ha ammesso di aver compreso, già durante la settimana di preparazione alla sfida contro la Sicula Leonzio, che qualcosa fosse cambiato nell’atteggiamento dei suoi calciatori dopo il successo sul Siracusa. “Troppa euforia non aiuta”, ha twittato poi l’allenatore, citando il collega Spalletti. Probabilmente, si è trattato della stessa euforia seguita al 6-0 contro l’Akragas, in coppa Italia. Quella che aveva preceduto proprio la sconfitta, già nominata, contro la Casertana.

Il Catania di quest’anno, dai primi indizi che arrivano, pare soffrire di “euforia precoce“. Una malattia meno grave del mal di trasferta e della supponenza, sofferte fino alla scorsa stagione. Curarla non si può, si può solo prevenirla. Come? Il Catania lo ha già fatto proprio grazie alla sconfitta contro la Casertana. Che ha rimesso la squadra coi piedi per terra, la testa orientata all’obiettivo e nelle gambe la forza di chi sa che la strada è in salita e lo resterà fino alla fine della stagione.

I rossazzurri parevano averlo capito, dopo Caserta. Come lasciato pensare dalle sei vittorie di fila conquistate. Invece la vittoria sul campo del Siracusa, l’ultima della serie, pare abbia dato a pensare che, vinto su quel campo, contro quella squadra e in quello stadio, nulla sarebbe stato più complicato. Quindi che ogni sfida da lì in avanti sarebbe stata più semplice da vincere. Sette giorni dopo è accaduto proprio quello che Lucarelli temeva, e che aveva twittato: «Adesso più che mai “fly down’. Evitiamo Melfi bis».

È un peccato immaginare che serva perdere davanti a 14mila catanesi per convincere la squadra a “volare basso”, sprecando così - oltre a punti ed entusiasmo dei tifosi -, il costo delle lezioni prese nel corso delle passate stagioni. A Reggio Calabria, sabato sera, il Catania di Lucarelli è chiamato a riscattarsi. A dimostrare, come avvenuto dopo Caserta, che il passo indietro è stato trasformato in una ricorsa che porterà a una serie di risultati utili non meno importante di quella interrotta contro la Leonzio e partita proprio dopo il primo ko esterno.