Catania, calo inatteso e paReggio
Vittoria mancata, resta penalità

Articolo del: 14 settembre 2016, a cura di:

Foto: calciocatania.it

Resta il segno meno davanti alla classifica del Catania. La possibilità di annullare la penalizzazione, grazie alla rete di Piscitella nel primo tempo, viene sciupata nella ripresa del derby contro la ripescata Reggina. Superata l’ora di gioco e sfiorato il raddoppio, quando la maggiore freschezza atletica avrebbe dovuto favorire il Catania, i padroni di casa conquistano campo e centrano il pareggio col subentrato Bangu. Per i rossazzurri - che stavolta scendono in campo con due novità nell’undici titolare - si tratta del secondo pareggio consecutivo in trasferta.

Pino Rigoli, che nelle ultime tre uscite ufficiali aveva modificato poco o nulla l’undici titolare, per la sfida contro la Reggina cambia non solo i calciatori ma anche l’atteggiamento della squadra. Dei tre brasiliani finora inamovibili, tiene in campo solo Drausio, il meno convincente. Proprio nella giornata in cui, prima di notarne l’assenza tra i convocati, ci si sarebbe potuti aspettare l’utilizzo in difesa di Bergamelli. Al posto di Gladestony, a centrocampo, c’è Fornito. In attacco, invece di Calil, l’allenatore presenta Piscitella.

Il primo tempo è una lunga noia interrotta solo dal gol del Catania e dalle sorprendenti evoluzioni aeree di cui il pallone diventa protagonista ogni volta che rimbalza sull’ondulata superficie di gioco dell’Oreste Granillo. In ombra restano i calciatori delle due squadre, che raramente riescono a offrire degli spunti di gioco che riescano a emergere dalle fosse presenti sul campo. Trascorsi i primi 30′ nell’ostinato tentativo di trasmettere la sfera rasoterra, il Catania impara dai padroni di casa l’arte del lancio lungo. La stessa in cui anche l’Andria, nello scorso impegno, aveva dimostrato di essere maestra, ma per scelta. Al Granillo, giocare palla a terra è invece un rischio. Non a caso nella rete del Catania la sfera tocca terra solo poco prima di entrare in porta.

È il 27esimo minuto e, su rimessa laterale in posizione offensiva di Nava, Russotto sfrutta l’assenza del fuorigioco per liberarsi della marcatura e girare al volo il pallone all’interno dell’area. Piscitella è il più rapido tra tutti i suoi compagni e i difensori avversari - portiere compreso - a raggiungere la traiettoria e con lo scarpino deviarla all’interno della rete che sta sotto la curva dei tifosi reggini. Le bandiere amaranto si abbassano, si alzano quelle dei circa 200 tifosi rossazzurri. Numerosi, presenti allo stadio, nonostante il giorno e l’orario disagevole fissati per la partita e gli ulteriori ostacoli posti dal tardivo via libera alla vendita dei biglietti, uniti al risicatissimo tempo per accaparrarseli.

L’atteggiamento meno spregiudicato dei rossazzurri, probabile insegnamento della trasferta di Andria, aggiunge densità e scelte di gioco a centrocampo. Così facendo i reparti restano stretti e lo spazio per le offensive avversarie si restringe sempre di più col passare del tempo. Superato il 51esimo tuttavia, al rintocco del palo colpito da Russotto con un tiro a giro, anziché fare valere la propria maggiore freschezza atletica - dovuta dal non avere giocato l’ultimo impegno di campionato - il Catania lascia l’iniziativa e il campo ai padroni di casa. Nulla di quanto Rigoli avesse programmato o s’aspettasse. Perciò, dopo avere sostituito Russotto con Di Grazia, l’allenatore prova a risistemare schieramento e atteggiamento inserendo Di Cecco al posto di Piscitella.

La squadra etnea riesce ad alzare il baricentro ma, recuperata fiducia, la Reggina trova il pareggio dando ragione alla sostituzione offensiva del tecnico Zeman, che al 65esimo aveva mandato in campo Bangu. Proprio quest’ultimo, su sponda di Coralli, sfrutta il rimpallo che manda fuori tempo Bastrini e, a tu per tu, batte Pisseri con un diagonale ravvicinato calciato con più forza che precisione. La reazione del Catania è nel tiro dalla distanza di Fornito, che impegna Sala. Rigoli, che precedentemente aveva irrobustito il centrocampo, a cinque minuti dalla fine toglie il regista Scoppa e aggiunge Calil alle soluzioni offensive. Un messaggio che pare invitare la squadra a provare a vincere la partita, ma che non ha effetti concreti sul tabellino a parte il giallo all’attaccante.

Nonostante la spartizione inesatta della posta in palio - un punto per parte - a fine gara la soddisfazione dei tifosi e dei calciatori amaranto pare superiore a quella dei rossazzurri. La formazione di Rigoli, capace - anche grazie alle modifiche nell’undici titolare - di interpretare in modo convincente la prima ora di gioco, perde la concentrazione e l’occasione di annullare sul campo la penalità inflitta per il caso Castro. Merito alla Reggina di non avere mai perso d’occhio l’obiettivo e avere sfruttato la sola situazione di gioco valsa un tiro in porta durante tutto l’arco della partita. Il Catania proverà a mantenere l’imbattibilità e infrangere l’astinenza di vittorie esterne alla prossima occasione, domenica contro il Matera (imabattuto e con 10 punti in classifica).

Commenti

, , , , , , ,

Powered by WordPress. Foto by Zimbio.

Grafica a cura di: Roberto Finocchiaro sulla base di: