Niente trattativa. La cordata capeggiata da Claudio Luca, trascorsi cinque giorni dal passo avanti, fa un passo indietro e augura buona fortuna al Calcio Catania. Che resta nelle mani di Antonino Pulvirenti, il proprietario, e Davide Franco, il presidente incaricato di vendere o rilanciare. A determinare il dietrofront, dopo una fitta comunicazion fatta di comunicati stampa, il primo incontro avuto tra i rappresentanti delle due parti, voluto dagli imprenditori per parlare del prezzo. Nel quale è emersa l’insussistenza di qualsiasi condizione per procedere col successivo passo avanti: l’avvio delle trattative.
Le ragioni che hanno portato la cordata di imprenditori catanasi ad abbandonare l’idea di prendere il Catania, resteranno nascoste dietro la parola patto di riservatezza. L’accordo che le parti sottoscrivono a tutela dei documenti messi sul tavolo già dagli incontri premilinari, com’è stato quello avvenuto nelle scorse ore. Chiesto più volte dalla cordata con l’obiettivo di conoscere, anzitutto, la stima di vendita fatta dalla società. Un dato finora sconosciuto, tranne che a chi lo ha stabilito, e che almeno pubblicamente rimarrà tale proprio per il riserbo imposto dalle clausole.
Un prezzo non meglio definito che, come più volte detto, aveva alimentato e continuerà ad alimentare le perplessità di quella parte della piazza che lo immagina spoporzionato per le condizioni in cui versa la società. E che lo ritiene, nella sua immaginata esagerazione, la principale ragione che allontana i compratori e pure la prova numero uno della scarsa intenzione del club di disfarsi davvero delle quote che, almeno a parole, sono e restano in vendita. E stando alle ultime dichiarazoni di Franco, a prezzi non troppo pretenziosi.
Di certo c’è solo che la cordata di imprenditori catanesi, abbandona il campo in maniera ugualmente decisa e risoluta rispetto a quella che l’aveva vista scendere in campo. Il tutto dopo la riunione nella quale il primo numero chiesto alla società altro non era che il prezzo di vendita. Nei giorni precedenti, Claudio Luca aveva ipotizzato una disponibilità di spesa attorno ai 2 milioni di euro per l’acquisto del solo titolo sportivo. Mostrandosi disposto, o almeno curioso, valutare anche il pacchetto comprensivo di Torre del Grifo.
Ma la trattativa, che aveva faticato all’avvio, non ha nemmeno raggiunto la pista. Si è consumata ai box, con poche parole e in poco tempo, a differenza delle precedenti: specie quelle con la fiduciaria svizzera e il magnate argentino Villar. Che si sono protratte per mesi, senza giungere a una conclusione che fosse comunicata, come in questo caso, pure al pubblico interessato. La marcia indietro di Luca pare definitiva. E il Catania torna a non avere più alcune trattativa possibile per la vendita.



Catania
Articolo del: 27 maggio 2016, a cura di: Redazione