La squadra c’è, la società manca: inutile parlare di serie A

Articolo del: 19 aprile 2015, a cura di:

Fonte: Goal.com - Getty

Quattro vittorie di fila, il Catania non teneva un rendimento simile dalla stagione 2005, quella della promozione in serie A. Basta questo dato per raccontare il momento che vivono i rossazzurri. La forza nelle gambe, riacquistata grazie al lavoro del nuovo preparatore, ha messo a posto anche le idee che parevano più che confuse dopo la sconfitta contro la Virtus Entella.

Il paragone con la squadra che uscì sconfitta da Chiavari, incapace di reagire al minimo svantaggio, è tanto riconoscibile quanto lo sono i demeriti per tutto quel che è stato fatto (nonostante le ripetute sollecitazioni esterne, che i fatti dimostrano corrette) solo in colpevole ritardo. Questo Catania, che procede a media promozione, solo poche settimane addietro temeva la retrocessione ed ora è opportuno pensi solo alla salvezza.

I sogni appartengono ai momenti belli. In momenti come quello che sta attraversando il Catania, che cammina sul sottile filo che collega la zona retrocessione con quella promozione, tenere gli occhi aperti è l’unico modo per non perdere l’equilibrio e precipitare giù. Basta un attimo a compromettere tutto ma non bastano quattro partite per ridare credibilità ad un progetto.

La serie A è la dimensione del Catania e non può che essere il solo obiettivo di una programmazione che riporti la piazza ad avere fiducia nel progetto. La serie A va meritata, sul campo, da tutt’e cinque la componenti. Se questa squadra mostra di poterla meritare, adesso, il perdurare del silenzio e dell’assenza di questa società (che non sente il bisogno di fare chiarezza, neanche al suo interno) rende impossibile parlare di una promozione come punto di partenza di un progetto davvero ambizioso (e non fine sé stesso), l’unico tipo di progetto che Catania merita. Meglio dunque parlare di salvezza, ed attendere tempi e dirigenti migliori.

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