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Santantonese
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Regione: Sicilia
Prov.: Catania
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Inserito il - 02/02/2026 : 14:01:04
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Secondo la DDA (Direzione antimafia) etnea il presidente della “Fiorentina calcio” avrebbe comprato voti nel collegio di Acireale in occasione della sua candidatura alle politiche del 2001, quando suscitò non poca meraviglia andando a presentarsi nel collegio sotto l’Etna con le insegne dell’Ulivo/Ppi.
Lo scambio sarebbe stato incentrato su un “patto col diavolo” stretto con un personaggio che contemporaneamente rivestiva il ruolo di capotifoso dell’Acireale ed esponente mafioso del clan Santapaola.
Cecchi Gori avrebbe promesso di acquistare l’Acireale per “farlo grande” e portarlo in serie B, oltre a creare una “Hollywood” isolana tra Taormina e l’Etna. Nessuno di questi impegni sarà ovviamente mantenuto.
Il presidente della società granata, Nino Pulvirenti, ad ogni buon conto ha avviato un’azione legale per ottenere da Cecchi Gori la penale fissata nel contratto di cessione, pari ad un miliardo di lire: il presidente della Fiorentina ribatteva che avrebbe concluso l’acquisto entro la fine della stagione agonistica, ovvero giugno 2002 (impegno mai mantenuto).
In realtà Cecchi Gori avrebbe già versato denaro, ma ai rappresentanti della tifoseria organizzata. I soldi sarebbero finiti, secondo le accuse, a Giuseppe Quattrocchi, uno degli arrestati. Ma in realtà anche questi venti milioni di lire per l’appoggio fornito non sarebbero mai stati effettivamente versati, come vedremo tra breve.
L’inchiesta coinvolge anche numerosi politici locali della zona e marginalmente Basilio Catanoso, presidente nazionale di Azione Giovani e membro della commissione nazionale antimafia, da cui si “autosospenderà” in seguito all’inchiesta.[1]
Il quadro è sconfortante, perché evidenzia il controllo mafioso di rilevanti flussi di voti in elezioni recentissime, sia per le consultazioni nazionali che per gli enti locali.
Uno degli aspetti più interessanti riguarda il ruolo della criminalità organizzata nella gestione del tifo e nei condizionamenti alla squadra: secondo “la Repubblica”, esponenti del clan avevano minacciato i giocatori dell'Acireale di dare fuoco alle loro autovetture se non avessero continuato gli allenamenti. In cambio di questa 'mediazione' nella polemica che allora opponeva la squadra e la dirigenza, i boss si sarebbero fatti consegnare non solo soldi, ma anche biglietti omaggio per le partite.
Il 2 gennaio scorso, i calciatori dell’Acireale stavano alleandosi per preparare la delicata trasferta di Foggia, quando un capotifoso entra il campo e “sospende” l’allenamento.
Il presidente va in commissariato e denuncia l’accaduto, spiegando che si tratta della reazione di alcuni tifosi rispetto all’interruzione di contributi e biglietti omaggio.
In una situazione del genere manca solo l’ingresso roboante di Cecchi Gori, subito al centro dell’attenzione: ma cosa ci fa ad Acireale e come spera di vincere le elezioni in un feudo della destra ? Con il calcio…
Ed eccolo in tribuna allo stadio, eccolo in visita alla “Fossa dei leoni”, il club oggi sotto accusa, eccolo in via Piemonte dove viene messa su una festa in suo onore, con anfitrione Giuseppe Quattrocchi, leader della curva sud, detto “pastina”.
Una festa che si conclude con la promessa di un contributo da venti milioni. Un assegno che effettivamente viene consegnato, ma che presenta il non trascurabile difetto di essere scoperto.
Si arriva così ad una situazione del tutto surreale, con un capotifoso delinquente della provincia siciliana che avvia un’azione civile contro il collaboratore di uno dei maggiori imprenditori italiani.
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Santantunisi da&per; sempre rossoazzurri
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