Che si siano smarriti tutti in un giorno?
Chiamiamoli operai, definiamoli addetti alla manutenzione del terreno di gioco; ma al Massimino di loro non c’è traccia.
Nulla è cambiato, nulla comincia a essere diverso da quanto visto dall’Italia intera domenica scorsa, contro il Genoa.
Come se niente fosse successo è il messaggio che viene dall’ “erba” dell’impianto sportivo catanese. I lavori di manutenzione ordinaria ci sono, non nel campo però: si procede a dipingere le ringhiere all’interno della tribuna A, quasi fosse una priorità. Ben tre gli addetti a tale intervento, quasi a scontrarsi con i pennelli l’un l’altro. Neanche l'ombra dei "macchinari speciali" che da oggi avrebbero dovuto iniziare i lavori di drenaggio.
Al centro del terreno di gioco si vede solo una riunione, piccolo gruppetto a parlare e fotografare alcune delle zone da rifare o sulle quali intervenire. A inquadrarle tutte non basterebbe la memory card più grande in circolazione.
L’unico “lavoro” è cacciare via i piccioni dal campo con una corsetta e una magica battuta di mani, cento o forse più se ne trovano. Operazione che riesce sì, soltanto per uno o due minuti però.
Eppure il fresco c’è, i famosi quattro gradi in più non si vedono al Massimino, anzi la temperatura fa pentire di non essersi portati una giacchetta, con un tempo che a tratti minaccia pioggia.
La spiegazione dei ritardi è dovuta al cambio di programmazione dei lavori: niente drenaggio per il momento, si procederà innanzitutto a sostituire il manto erboso, acquistando delle zolle provenienti da Palermo e che a breve dovrebbero arrivare. Intervento questo da fare entro la gara con la Fiorentina.
Al rischio allagamenti si procederà successivamente, alla seguente lunga pausa per il Massimino. Servono almeno venti giorni e 200.000 € complessivamente.
Scusanti a parte, la verità sta nei quattro giorni, da Martedì ad oggi, gettati a vuoto e inutili anche per la pulizia dello stadio, ancora pieno nelle tribune di giornali e vari rifiuti.
L’amarezza e il pensiero va ancora una volta ai tifosi. Dieci se ne incontrano appena usciti dall’impianto, tutti pronti a chiedere: “A che punto siamo con l’erba?”. A rispondere ci si vergogna quasi e una volta proferite le parole “nulla è cambiato, nessuno sta lavorando” si è pronti a sentire le solite lamentale, con l’unica promessa a noi possibile: “scriveremo quel che non si sta facendo”.
Così stiamo mantenendo la nostra promessa fatta ai tifosi, lo stesso ci auguriamo dalle autorità competenti, società o comune che sia poco interessa. Fino ad oggi solo parole si sono udite, senza vere constatazioni. Davanti una città che vorrebbe rialzarsi ma alla quale viene vanificato ogni sforzo, sempre per un motivo diverso, con il resto d’Italia a criticare e deridere.
Nota a margine: Si dovrà procedere al ricollocamente della rete divisoria tra settore ospite e reste dello stadio. Come documentato dalle foto, uno squarcio di circa tre metri si apre sulla parte destra, lato Curva Nord.